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Octo U, la app che vota lo stile di guida. E fa risparmiare

Riconosce frenate brusche, accelerazioni repentine, eccessi di velocità. Premiando i virtuosi al volante

Affidiamo allo smartphone tutti i nostri segreti, inclusi quelli bancari, molto presto quelli clinici; portiamo al polso dispositivi che misurano quanto ci muoviamo e ci bacchettano se siamo insonni, pigroni, diversamente attivi. La domanda, logica, è perché non traslare questo giudizio elettronico alla guida, tra le principali attività quotidiane assieme al riposo e al lavoro. Perché non consentire a un algoritmo di giudicare i nostri atteggiamenti al volante e, magari, ricavarne qualche consiglio utile per aggiustare il tiro (o semplicemente la pressione sui pedali). Fino, addirittura, a trarne un vantaggio economico.

A tracciare una risposta con una sua proposta originale, ci prova l’applicazione Octo U. A differenza di smartwatch, smartband e altri wearable con l’intelligenza di serie, si accontenta della dotazione hardware del nostro telefonino. Dunque non ci chiede di spendere altri soldi per un aggeggino infarcito di chip, oltre a essere gratuita e compatibile con i dispositivi Apple e quelli Android.

Basta installarla e accendere il motore perché, complice il Gps e altri sensori del cellulare, riconosca frenate brusche, accelerazioni repentine o ben governate, eccessi di velocità in curva e non. Solo nostre e nostre soltanto: è abbastanza raffinata da fiutare quando siamo a bordo di un aereo, un treno o una metropolitana. Così da non tacciarci di essere degli spericolati folli al timone di un missile, se per esempio ci troviamo su un Frecciarossa lanciato tra Firenze e Milano.

Come Fitbit ed epigoni incrociano ciò che registrano per confezionare precetti e raccomandazioni, l’applicazione sviluppata dalla Octo Telematics ci consegna una pagella vecchio stile. Valuta il nostro stile di guida assegnandoci un punteggio che parte da 1 e sale fino all’empireo del 10, tanto se viaggiamo su quattro, quanto su due ruote. Così, se siamo da bocciare o raggiungiamo a fatica la sufficienza, magari qualche senso di colpa dovrebbe scatenarsi. O almeno possiamo prendere consapevolezza della nostra impudenza e imprudenza.

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Una schermata della app – Credits: Octo Telematics

«Abbiamo sviluppato una piattaforma che vuole mettere a disposizione dell’utente dati digitali utili alla sua vita alla guida» sintetizza con Panorama.it Umberto Callegari, a capo dello sviluppo e della strategia digitale di Octo Telematics. Tenendo conto di variabili esterne che pure influenzano le nostre performance, dalle condizioni meteo alla quantità di traffico. È il primo passo verso una galassia di servizi che hanno un impatto diretto sul portafoglio: «Un’applicazione del genere» commenta Callegari «porta con sé un messaggio implicito. Suggerisce ad altri soggetti: “Io sono questo. Cosa riesci a darmi?”».

Il riferimento, anche in coerenza con il profilo di Octo Telematics, azienda di primo piano nella telematica per assicurazioni, è offrire agli utenti sconti che ricompensino la loro virtù. Meglio si comportano al volante, più si abbassa l’eventualità che possano scatenare incidenti, maggiore sarà la propensione delle compagnie a premiarli tagliando il loro premio annuale. Contendendoseli a suon di ribassi. E non solo: in prospettiva si possono immaginare riduzioni sui pedaggi, ma anche promozioni negli Autogrill nei dintorni della propria posizione.

Senza che scattino manie persecutorie di matrice orwelliana, perché non ci sono obblighi, tutto avviene su base volontaria: «Gli utenti possono decidere cosa condividere e cosa no. Le condizioni sono espresse con chiarezza nella nostra policy sulla privacy. Per esempio, è possibile mostrare ai propri amici sui social network i punteggi alla guida per ogni viaggio, oppure decidere di omettere queste informazioni».

Identico il discorso per i dati che potrebbero essere valutati dalle assicurazioni per tracciare il nostro profilo. Non rischiamo un declassamento, una maggiorazione, se non siamo poi così capaci al volante. «Nuove condizioni a cui potremmo avere accesso» chiarisce Callegari «non saranno peggiorative perché chi non usa questi sistemi telematici ha già la peggiore tariffa possibile, calcolata su un utente medio». Insomma, c’è solo da guadagnarci. In termini economici o di pura consapevolezza. Già di suo, un valore aggiunto niente male. Lo stesso che si ottiene consentendo a un braccialetto di vigilare sul nostro riposo e misurare il nostro feeling, decisamente ambivalente, con l’attività fisica.

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