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iPhone 5S, la nostra prova a tempo

Il nuovo Melafonino è davvero lo smartphone più veloce del reame? La nostra recensione, cronometro alla mano

Da cosa si giudica uno smartphone di alto livello? Dalla qualità dei materiali? Dalla velocità del processore? Dalle risorse del suo sistema operativo? Forse da tutte queste cose messe insieme. O forse, come vado ripetendo da anni, dalla sua capacità di far bene, e velocemente, il suo lavoro.

Ecco, seguendo questo logica ho voluto provare personalmente il nuovo iPhone 5S: un vero test cronometrato per saggiare la reattività del fresco portacolori di Apple (e anche le mie) nello svolgimento di 10 mansioni più o meno ordinarie. A voi ogni commento e, naturalmente, la facoltà di cimentarvi nelle stesse missioni...

1. Far capire a tua moglie che hai cambiato iPhone: 5 minuti
La cosa bella di ogni nuovo telefono sta innanzitutto nel fatto che è… nuovo. Ma se provieni da un iPhone 5 e pretendi che la gente intorno a te si accorga del tuo nuovo 5S ti sbagli di grosso: forse solo i veri cultori della Mela noteranno il nuovo tasto home con il sensore di impronte digitali, o il nuovo flash dual (sul retro del telefono) che integra un secondo led a tinte ambrate. Così calcola almeno 5 minuti buoni per convincere tua moglie o la tua fidanzata che hai davvero cambiato telefono: giusto il tempo di provare a spiegarle (senza successo) le differenze estetiche fra il vecchio e il nuovo modello e di capire che forse la cosa migliore è mostrarle la confezione del tuo 5S. Certo avessi scelto la colorazione oro sarebbe stato tutto più semplice…

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2.Accendere il telefono: 27, 5 secondi
Ci vogliono meno di 30 secondi per caricare interamente iOS ed arrivare alla schermata di home. Un tempo tutto sommato modesto se si pensa che negli smartphone moderni girano sistemi operativi che hanno poco da invidiare alle piattaforme desktop. Tanto più se, come nel caso di iOS 7, si tratta di piattaforme concepite per un utilizzo su dispositivi con architetture a 64 bit. Come dire che l'iPhone 5S è un po' come il tuo computer di casa.

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3. Sbloccare il telefono con TouchID: 2,3 secondi
Scordati password, codici, gesture e altre acrobazie: per sbloccare il nuovo iPhone 5S c'è un vero e proprio lettore di impronte digitali. Si chiama TouchID ed è in buona sostanza il primo tentativo di Apple di rivoluzionare la modalità di blocco/sblocco del telefono. Il tutto - e qui sta il bello - senza stravolgere le abitudini degli utenti. Sì perché in fondo per attivare il riconoscimento biometrico basta un gesto ordinario: una pressione sul tasto home. C’è da fidarsi? Sul piano della sicurezza ci hanno insegnato che tutto è hackerabile (password comprese) ma su quello dell’accuratezza si può dire che siamo già a un ottimo livello: difficile che l’iPhone non ti riconosca al primo colpo (la percentuale di insuccesso è al di sotto del 5%), quasi impossibile che accada al secondo. Chi in passato usava le password non vorrà più tornare indietro, chi non le usava avrà di certo un buon motivo per cominciare a pensare di mettere il suo telefono in sicurezza.

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4. Configurare TouchID: 31,8 secondi
Per dovere di informazione, se ti stai chiedendo quanto tempo occorre per settare TouchID sappi che l’operazione è abbastanza rapida e indolore (oltre che guidata): basta entrare nel menu, e toccare a più riprese il tasto home. In poco più di 30 secondi TouchID ha mappato ogni solco del tuo polpastrello. Sempre per dovere di informazione: è possibile registrare fino a 5 impronte differenti, sia mai che ti ritrovassi col pollice unto di grasso prima della chiamata della vita.

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5. Aprire la home-page di Panorama.it: 4,3 secondi
Ci vogliono poco meno di cinque secondi per aprire interamente la pagina del nostro sito (utilizzando una connessione Wi-Fi e un bookmark salvato sulla home). I tempi di reazione dell’iPhone 5S sono dunque di tutto rispetto. Ciò che ancora non convince a pieno è la cinematica dello scrolling sul Web: Safari appare sempre un tantino frenato quando si tratta di scorrere in verticale una pagina Internet. Nessun bug, intendiamoci, è una scelta voluta (basta sfogliare la newsfeed di Facebook o la rubrica dei contatti per capire che altrove Apple utilizza standard differenti) ma che onestamente si fa fatica a comprendere.

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6. Scattare 103 foto consecutive a un coltello che affetta una cipolla, quindi selezionare quella migliore: 23,8 secondi
A proposito di velocità. Per saggiare le doti della nuova CPU A7 non c’è prova migliore del cosiddetto burst-test: prendi un soggetto (meglio se in movimento) e tieni premuto l’otturatore fino a superare quota 100 scatti. L'aspetto più interessante della faccenda, al di là della velocità di raffica, sta nella possibilità di distillare da tutto questo rutilar di immagini uno o più scatti "preferiti". Puoi lasciare che sia il sistema di elaborazione di iOS 7 a selezionare l'immagine migliore (almeno secondo i suoi canoni) oppure sei libero di scegliere tu cosa (e quanto) salvare. Per le lacrime, invece, c’è poco da fare.

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7. Riprendere in slow-motion un biscotto tuffato nel latte: 26,8 secondi
Fra le varie funzionalità dell’obiettivo del nuovo iPhone 5S c’è anche la cosiddetta Moviola, una modalità di videoripresa a 120 fotogrammi al secondo attraverso il quale si può simulare quell’effetto super-rallenti che vedi nelle partite di Champions League. Al di là della feature in sé, già vista su altri smartphone di questa fascia, ciò che si apprezza di più è il sistema di editing interno per regolare l'effetto: una volta registrato il clip devi solo entrare nella galleria e posizionare i due cursori di inizio e fine Moviola. Più facile a farsi che a dirsi.

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8. Cercare un buon ristorante giapponese nei paraggi e andarci (in macchina) utilizzando le mappe di Apple: 3 minuti e 18 secondi
Piccoli assistenti virtuali crescono. Siri si fa sempre più intraprendente, specie quando si tratta di sbrigare tutte quelle faccende che normalmente richiederebbero molti passaggi. Pronunciando “Consigliami un ristorante giapponese”, ad esempio, puoi avere una lista delle migliori proposte di sushi sulla piazza (almeno secondo l’opinione degli utenti di Yelp), con tanto di numero di telefono e mappa. A quel punto non ti resta che cliccare sulla cartina digitale, avviare il navigatore e farti condurre a meta. Sulle mappe di Apple valgono le considerazioni di sempre: in città e in autostrada non ci sono particolari problemi di orientamento, ma addentrandosi nelle campagne o nelle vie meno battute c'è il rischio che il navigatore possa perdere la trebisonda. Per non correre rischi sempre meglio avere l'app di Google Maps a portata di mano.

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9. Modificare un file Excel salvato da PC via iCloud: 19,3 secondi
Fra le risorse di serie offerte da Apple sul nuovo iPhone 5S ci sono anche i sei programmi delle suite iWork e iLife: Pages, Numbers Keynote, iPhoto, iMovie e Garageband sono già precaricati o comunque scaricabili a costo zero. I vantaggi per chi già utilizza questi software su Mac o altri dispositivi iOS sono evidenti: che si tratti di editare un documento piuttosto che un foglio di calcolo, aggiustare una foto o montare un filmato o una traccia musicale, il lavoro può essere avviato e ripreso da qualsiasi device senza soluzione di continuità. Di fatto, però, anche chi dispone di un normale PC Windows può trarne giovamento: per editare su iPhone un file Excel salvato su desktop, ad esempio, è sufficiente trascinarlo all’interno della sezione Numbers di iCloud. A quel punto il contenuto apparirà anche su iPhone, pronto per essere visualizzato ed eventualmente modificato.

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10. Scaricare completamente la batteria del telefono: 23 ore e 50 minuti
Con una carica completa e un utilizzo abbastanza intenso (telefonate, applicazioni, navigatore, Bluetooth e Wi-Fi accesi e spenti a più riprese) si può arrivare a fare due volte il giro delle lancette. Sul mercato c’è sicuramente chi fa di meglio ma se il tuo obiettivo è arrivare a fine giornata senza penare troppo puoi stare tranquillo: nonostante alcune risorse in più da alimentare, l’iPhone 5S fa un po' meglio del suo predecessore. Difficile dire se sia merito del lieve aumento in termini capacità (la batteria passa dai 1440 del 5 ai 1560 del 5S) o del nuovo co-processore M7 (il chip deputato per gestire l'accelerometro e gli altri sensori integrati ottimizzando i consumi energetici). Quel che è certo è che rispetto al passato quelle gocce in più di "benzina" si sentono.

 
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