Huawei Mate 9
Smartphone & Tablet

Huawei Mate 9, ecco lo smartphone che non invecchia

La casa cinese presenta il suo nuovo top di gamma: un telefono che riesce a dosare le risorse imparando dai comportamenti degli utenti

Da Monaco di Baviera

Anche gli smartphone invecchiano, e non solo per motivi di obsolescenza tecnica. No, a rendere un po' "passati" i nostri fidati compagni tecnologici è - parafrasando una vecchia pubblicità di un liquore a base di carciofo - il logorio della vita digitale moderna: quintalate di applicazioni, foto e altri dati di varia natura e peso che finiscono per sovraccaricare i sistemi operativi, rendendo l'esperienza d'uso decisamente più lenta, bollita, bolsa.

Lo sanno bene i tanti possessori di smartphone Android, forse i più colpiti dal calo fisiologico che – prima o poi – finisce per condizionare (in peggio) l’esperienza d’uso sul touch screen. In meno di due anni, questo ci dicono le statistiche, un comune telefono equipaggiato con il sistema operativo del robottino verde comincia a mostrare i segni del tempo.

Nello smartphone c'è un algoritmo che studia le nostre abitudini
A cambiare una tendenza data ormai quasi per scontata, ci prova ora Huawei con uno smartphone che promette di sfuggire alle naturali logiche di invecchiamento grazie a una sapiente gestione delle risorse di sistema. Si tratta del Mate 9, erede del Mate 8 nonché primo modello del produttore cinese studiato per offrire un livello pressoché costante di performance nel tempo; il tutto - e qui sta la parte più interessante della notizia - senza bisogno di effettuare interventi di manutenzione.

Elisir di lunga vita? No, la chiave sta “semplicemente” in un algoritmo, un software impiantato all’interno del cuore del telefono capace di apprendere gli usi e costumi degli utenti, regolando di conseguenza lo sfruttamento delle risorse chiave, dalla CPU alla RAM, fino alla memoria fisica.

 

18 mesi e non sentirli
È come se un vigile urbano dirigesse il traffico dei dati all’interno dello smartphone, dando il diritto di precedenza ai transiti più importanti, chiarisce Richard Yu, CEO di Huawei Consumer Business Group.

Il risultato è un dispositivo che dopo 18 mesi di utilizzo intensivo è in grado di offrire un livello di performance superiore dell’80% rispetto a quello di un normale telefonino Android. Un concetto chiarito da un video della casa che mostra un Mate 9 strabordante di applicazioni bruciare in velocità un Samsung Galaxy S7 parimenti appesantito: si vede il feed di Twitter che si carica in poco più di un secondo, contro gli oltre 6 secondi del portacolori di Samsung.

Huawei Mate 9

Sfida a tutto campo
Il confronto con il Galaxy S7 e con l’altro oggetto del desiderio dell’utenza di questa generazione (l’iPhone, ca va sans dire) non si ferma alla curva delle performance, ma si estende a tutti le altre voci del pedigree tecnologico.

Di fatto, il Mate 9 viene dipinto come lo smartphone più veloce, più longevo in termini di autonomia, ma anche più sicuro per quanto riguarda gli eventuali problemi di surriscaldamento. Ogni riferimento al Galaxy Note 7 non è puramente casuale: "I nostri telefoni non esplodono", ci tiene a sottolineare il numero uno della divisione consumer di Huawei, mostrando una slide che certifica l’efficacia del sistema di isolamento termico del Mate 9 rispetto alla concorrenza.

Huawei Mate 9

Fotocamera con due obiettivi, garantisce Leica
La sfida è aperta anche sul fronte del performance fotografiche, ambito nel quale Huawei può vantare una collaborazione ormai ben avviata con Leica, forse il più noto fra i produttori di macchine fotografiche di alto livello. Come già visto sull’altro modello “top” della collezione 2016 Made in Shenzhen, il P9, anche in questo caso il lavoro a quattro mani con la casa di Wetzlar si è concretizzato in una fotocamera con due obiettivi integrati, un escamotage che dovrebbe consentire al Mate 9 di spingersi su terreni di scatto più impervi, sia in termini di luce, sia per quanto riguarda colori e messa a fuoco.

La differenza rispetto al recente passato sta qui nell’upgrade di uno dei due sensori (quello monocromatico) e nel nuovo sistema di autofocus “ibrido”, due migliorie che potrebbero farsi sentire, anche e soprattutto in modalità video.

C'è anche la versione di lusso, realizzata in collaborazione con Porsche Design
Sarà il tempo, come al solito, a chiarire che tipo di accoglienza può ricevere un cellulare così evoluto ma anche piuttosto grande e, bisogna dirlo, costoso (749 euro il cartellino nel momento in cui vi scriviamo). Una cosa è certa: la rincorsa di Huawei alla fascia alta di mercato può dirsi conclusa. Al di là dei proclami, il lavoro di ricollocamento del marchio intrapreso dalla società cinese già da qualche anno sta producendo frutti maturi. Piaccia o meno, il Mate 9 ha tutto quello che si può desiderare da un telefonino al passo coi tempi, sia dentro che fuori.

Se ciò poi non bastasse, ecco l’asso nella manica: una versione speciale del telefono realizzata in collaborazione con Porsche Design; una variante più bella (le linee si ispirano alle sinuosità della 911 e degli altri modelli storici della casa automobilistica di Stoccarda), più brillante (la risoluzione del display è doppia rispetto a quella del Mate 9 standard), più potente (6 giga di RAM, quasi un record per la categoria) e ovviamente più costoso (1369 euro).

Dopo essere entrata nell’Olimpo dei produttori che contano - in Italia Huawei è ormai al secondo posto assoluto per volumi, dietro a Samsung - è il momento di spingere sul profitto. I grandi fanno sempre così: prima si fanno conoscere poi si fanno desiderare.

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