Honor 5X
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L’ultima sfida di Honor: uno smartphone di "lusso" sotto i 230 euro

Scocca in alluminio, lettore di impronte digitali e molti altri "sfizi": tutto sul nuovo Honor 5X, il telefono low-cost del brand di Huawei

Da Monaco di Baviera

Bye-bye plastica. Honor, forse il più agguerrito fra i produttori Android, fa cadere anche l’ultima barriera della telefonia low-cost, quella dei materiali. Il marchio nato da una costola di Huawei lancia anche in Europa Honor 5X, il suo primo modello sotto i 250 euro (229 euro per la precisione) con un "abito" tutto in alluminio.

Si tratta dell’erede del fortunato Honor 4X, telefono che lo scorso anno - anche in Italia - ha raccolto molti consensi fra critica e opinione publica.

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L’idea di fondo è la stessa: portare su un telefonino di fascia bassa tutte quelle comodità che fino a ieri si vedevano solo sui cellulari da 500 euro in su. Ciò che cambia è l’interpretazione del copione. Se Honor 4X era uno smartphone di buona qualità ma che tutto sommato rispecchiava il valore del suo cartellino (199 euro), il nuovo 5X punta decisamente più in alto.

 

All'interno c'è per posto per due SIM (e una micro SD)
Lo si capisce fin dal primo rapido sguardo: le plastiche cedono il posto all’alluminio, le rifiniture si fanno importanti, e sul retro fa capolino persino un lettore di impronte digitali. Roba che nemmeno troppo tempo fa (l’anno scorso) ti costava solo a nominarla. E invece…le economie di scala di “mamma” Huawei e le politiche distributive del Gruppo (a parte Unieuro e successivamente Mediaworld, il telefono sarà venduto solo sul canale online), consentono a Honor di alzare l’asticella senza allargarsi troppo sul prezzo.

Ci sono comunque tanti altri motivi - al di là dei materiali, del lettore di impronte digitali e, ovviamente, del prezzo - che fanno di questo Honor 5X un modello da tenere d’occhio. C’è, ad esempio, un display Full HD da 5,5, pollici, un processore da otto core con 2 GB di RAM, una batteria esuberante (3000 mAh) e una quantità di slot (tre) che consente di far coabitare due SIM (una “nano” e una “micro”) e un scheda opzionale di memoria (microSD) nello stesso momento.

Honor 5X

– Credits: Honor

Fotocamera da 13 megapixel
Da saggiare sul campo le prestazioni fotografiche del telefono, affidate come da regola a un doppio obiettivo: quello principale si basa su un sensore da 13 megapixel e su un'ottica grandangolare da 28 millimetri e apertura F2.0, quello anteriore sfrutta invece un'unità da 5 megapixel con angolo di visione a 88 gradi. 

Ci si può invece già sbilanciare sul lavoro effettuato dai tecnici della casa cinese sul versante software. Il sistema opertivo (Android 5.1.1) è stato ancora una volta stravolto dall'innesto della riuscitissima interfaccia di casa (EMUI), qui arricchita da alcune nuove funzionalità che puntano a snellire l'accesso alle funzioni più utilizzate. La più interessante è senza dubbio quella che consente di sbloccare il telefono in modo selettivo grazie all'impronta digitale. In pratica: basta associare le diverse dita della mano alle singole applicazioni (ad esempio contatti, mail, SMS fotocamera) per essere catapultati all'interno delle stesse senza troppo girovagare fra menu e sottomenu.

Un telefono che ridefinisce gli standard
Insomma, l'impressione è di trovarsi di fronte a un telefono che ha tutte le carte in regola per diventare un best seller anche dalle nostre parti, e che ha il grosso merito di portare la competizione nella fascia bassa di mercato a un livello mai così spinto.

Il messaggio lanciato dalla premiata ditta Huawei-Honor sembra essero chiaro: l'era dei telefoni da quattro soldi è terminata, a 200 euro o poco più si può dare al consumatore qualcosa di più del solito Android-phone di plastica. Per l'utenza è di sicuro una buona notizia, per la concorrenza un avvertimento da prendere in seria, serissima considerazione.

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