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Happn, la app per ritrovare gli sconosciuti visti per strada

Arriva in Italia il programma che trasforma il dating dando una seconda possibilità al destino. Il fondatore la racconta in esclusiva a Panorama.it

Succede sempre così: la incrociate per strada, lei ricambia il vostro sguardo intenso, ma non trovate il coraggio di attaccare bottone. E finisce lì. Oppure: lui prende tutti i giorni il vostro stesso autobus, ma ha gli occhi rapiti dallo smartphone e due grosse cuffie piantate sulla testa con i bassi sparati a mille. È tanto affascinante quanto inavvicinabile. Come la ragazza sempre in tiro al bar sotto l’ufficio in pausa pranzo o il trentenne palestrato del palazzone a fianco. Nell’era di internet, il discorso sarà oltremodo logoro ma è centrato, abbiamo perso il fascino (e la voglia, e l’azzardo, e la faccia tosta) dell’approccio alla vecchia maniera. Scorriamo centinaia di foto profilo su Badoo ed epigoni e clicchiamo su chi potrebbe piacerci come se stessimo ordinando un frullatore su Amazon. Ma se la soluzione, l’antidoto, stesse proprio in una riscrittura, seppur parziale, delle classicissime dinamiche del dating on line?      

È la base di partenza di happn, software per telefonini Android e Apple che ha già conquistato oltre due milioni di utenti concedendo al destino, e alle nostre inerzia e timidezza, una seconda possibilità: «Combatte le connessioni perse. Ti aiuta a ritrovare le persone che hai incontrato». È virtuale dunque, ma muove dal mondo reale: «A differenza delle altre applicazioni, l’esperienza inizia nella vita di tutti i giorni. Grazie a una geolocalizzazione immediata, ti mostra una timeline di gente che hai incrociato per strada, che era nel tuo stesso posto nello stesso momento» racconta a Panorama.it in anteprima per l’Italia Didier Rappaport, veterano del web (ha creato il colosso di condivisione video Dailymotion, serio rivale di YouTube), ceo e cofondatore di happn, da poco disponibile nel Bel Paese. In soldoni: se la bellona del marciapiede, il figo del bus e simili si sono iscritti come voi al servizio, potrete avere la vostra chance di sedurli.

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– Credits: Happn

Con un like in segreto, alla Tinder maniera, che svela il vostro interesse solo se lui o lei ricambia. O inviando una notifica, chiamata «charm», a pagamento. Costa un credito, dieci vengono 1,99 euro. Meno di 20 centesimi per dire «ciao, mi piaci». Senza arrossire. Su ogni profilo, oltre alla foto, all’età, agli interessi, è indicato il numero di volte che vi siete incrociati, il luogo e l’ora in cui si è verificato il lietissimo evento. E non è finita. Oltre che sulla nostra timidezza, happn fa leva sulla nostra distrazione, spesso catturata da telefoni e tablet. «La app» aggiunge Rappaport «dà sempre modo di scoprire nuove persone. Che lavorano o vivono nella tua stessa aerea o prendono i tuoi stessi mezzi trasporto. Gente che potresti incrociare ogni giorno ma di cui non ti sei mai accorto perché non hai alzato lo sguardo».

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Didier Rappaport, ceo di Happn – Credits: Happn

Come vi è venuta questa idea?

Guardando alla situazione dell’industria del dating. C’era un gap reale tra quello che le persone vogliono – incontrarsi – e ciò che succede davvero: chattare on line. Volevamo riportare questa esperienza nel mondo reale, enfatizzando le interazioni concrete, dando uno strumento per connettersi. Ognuno di noi si è trovato nella situazione di voler ritrovare uno sconosciuto affascinante. Abbiamo impiegato sei mesi per mantenere questa promessa. Siamo la prima app che usa l’iper geolocalizzazione in tempo reale.

E sarebbe?

Non ti mostriamo chi sta a due, dieci o cento chilometri da te. No. Ti facciamo vedere le persone che sono nello stesso tuo posto, nello stesso momento in cui ci sei tu. Gente che hai davvero incrociato o che ti sei appena perso. Happn funziona in un raggio di 250 metri.

Ognuno di noi si è trovato nella situazione di voler ritrovare uno sconosciuto affascinante

Sembra una minaccia per la privacy. Così potete sapere sempre dove sono i vostri utenti, anche quando non stanno utilizzando la app.

Al contrario, l’abbiamo progettata per garantire la sicurezza e la privacy dei nostri iscritti. La loro posizione rimane completamente invisibile agli altri membri. Non importa quanto siano vicini a te, l’indicazione che compare sarà «adesso è a meno di 250 metri». Quando l’incrocio è registrato e mostrato su una mappa, è statico e approssimativo di proposito. Così è impossibile seguire un altro utente. Non solo: in ogni momento puoi decidere che un profilo non ti interessa, bloccarlo o segnalare un comportamento o un contenuto offensivo.

Però il quotidiano francese Le Figaro ha rivelato che, a causa di una vulnerabilità, era possibile conoscere la posizione esatta dei vostri membri.

Prima di tutto rispondo sottolineando un dettaglio: la posizione non era visibile a chiunque. Per avere quell’accesso bisognava possedere evolute doti tecniche e di programmazione. Posso rassicurare i nostri utenti: la loro ubicazione non è mai stata esposta pubblicamente. Inoltre, grazie alla capacità di reazione del nostro team di sviluppo, abbiamo risolto il problema in meno di 24 ore.

Ma cosa vuol dire il nome happn?

Gioca su molti significati: il verbo «to happen», succedere, simbolizza un’azione, un evento. Vogliamo che le persone s’incontrino, desideriamo che accada. Poi c’è «app» e «happy», felice, due parole che ci definiscono davvero bene.

È solo per eterosessuali o è aperta a un pubblico gay?

Chiunque può utilizzarla. Basta cambiare le preferenze e decidere se vedere solo uomini, solo donne o entrambi.

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– Credits: Happn

Avete scelto un tipico modello «freemium». Funzioni di base gratis, altre a pagamento. Quanti utenti comprano i crediti?

Pensavamo ci sarebbero voluti un po’ di mesi per cominciare a monetizzare, invece è successo dal giorno del lancio. Comunque, optare per uno schema «freemium» è stata una strategia ben precisa: vogliamo che i nostri utenti possano utilizzare il servizio senza pagare, ma anche avere a disposizione alcune opzioni premium.

Lei è il co-fondatore di Dailymotion. Cosa ha ereditato happn di quell’esperienza?

È cruciale pensare la tua compagnia da una prospettiva internazionale, in particolar modo nell’industria digitale, dove non esistono frontiere. Il nostro obiettivo è diventare un player globale entro il prossimo anno. Per riuscirci, dobbiamo essere veloci.

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