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Smartphone & Tablet

Galaxy S7, G5, Moto X 2016: il futuro oltre gli smartphone

Samsung, LG e Motorola hanno capito che i telefonini non vendono più. E li hanno circondati di gadget e accessori

A gennaio del 2016 sembrava solo una casualità: i risultati finanziari di Apple mostravano che l’iPhone non vendeva più come una volta. Una piccola incrinazione confermata dai dati di inizio 2016 e che fa da eco ai profitti e ricavi raggiunti dalle altre big del settore: Samsung, HTC, e così via. Tasso di crescita in diminuzione e calo nelle spedizioni dei terminali sono le due parole che nessun responsabile vendite vorrebbe mai sentire, ma è un fatto: le persone non comprano più cellulari, o almeno non cambiano modello ogni anno, per tanti motivi.

Il primo è economico: seppur la crisi sembra essere alle spalle, spendere tra i 500 e i 1000 euro per un dispositivo ogni 12 mesi non è più una priorità. Poi c’è una motivazione tecnica: la generazione successiva dell’attuale non porta, spesso, benefici sostanziali tra una stessa linea di prodotti. Pensiamo all’iPhone 6 rispetto al 6S oppure al Galaxy S6 Edge nei confronti dell’S7 Edge. Non bastano nemmeno le nuove formule in abbonamento pensate dagli operatori: al pagamento di un canone mensile, dopo poco più di un anno, si può decidere se tenere il cellulare o passare alla versione successiva, senza sostenere costi aggiuntivi.

Le uniche soluzioni che ci vengono in mente sono ben lungi dal poter essere applicate: ridurre il prezzo dei top di gamma oppure lanciare un nuovo modello ogni 18-24 mesi. In entrambi i casi a perderci sarebbero le case produttrici e, di conseguenza, le decine di case che forniscono l'hardware. C’è però un’alternativa e, in maniera diversa, è rappresentata dalle ultime uscite di Samsung, LG e (forse) Motorola.

Galaxy S7 e S7 Edge

Partiamo in ordine cronologico. Al Mobile World Congress di Barcellona Samsung porta in scena Galaxy S7 e S7 Edge. Ha tagliato fuori dal giro la versione “Plus”, rendendo più semplice la vita ai consumatori. Display classico per S7, aumentato e curvo per gli amanti dell’Edge. Potenza, RAM, grafica, autonomia, robustezza, tutto è migliore, ma la vera novità è la compatibilità con la versione finale dei Gear VR. È da quel momento che lo smartphone smette di essere solo un dispositivo mobile e comincia con il vestire abiti diversi, aprendo le porte alla realtà virtuale declinata in applicazioni, giochi, intrattenimento e tanto altro. I Google Cardboard ci sono già da un po’ e sono compatibili con tutti i principali modelli di Android – potreste dire – è vero, ma i visori cartonati di Big G non sono in vendite e, soprattutto, non sono costruiti per durare e per restituire un’esperienza VR degna di questo nome.

 

LG G5

Più o meno in contemporanea con Samsung, a Barcellona LG ha svelato il suo G5. Si tratta del primo telefonino modulare al mondo, concetto ben diverso da quello applicato a Project Ara, lo smartphone di Google composto da singole componenti a blocchi intercambiabili, che è ancora un mistero. La costruzione del G5 è invece molto più semplice: la parte inferiore, quella dove si aggancia la presa di ricarica, si stacca per svelare una porzione a cui connettere accessori esterni. Gli ufficiali sono un modulo fotografico avanzato, un visore di realtà virtuale, una camera a 360 gradi, un drone da terra e un convertitore musicale per riprodurre audio in alta fedeltà.

Il G5, ancora più dei Galaxy S7, rappresenta la perfetta sintesi di ciò che uno smartphone dovrebbe essere nel 2016: un ponte reale verso nuove opportunità di connessione, che sfruttano le capacità computazionali del piccolo oggetto per far vivere esperienze nuove agli utenti. In altre parole un passe-partout che abiliti diversi utilizzi, allargando l’interazione oltre il solo display da 5 e più pollici. 

 

Moto X 2016

Una strategia che pare sia stata accolta anche da Motorola. Una foto indiscrezione delle ultime ore mette in mostra un paio di smartphone in uscita entro l’anno, nome in codice Vertex e Vector Thin. Al di là delle specifiche tecniche, di alto rango, i due condividerebbero un’identica funzionalità extra: la possibilità di agganciare moduli esterni ad un dock a contatto sul retro, rappresentato da 16 connettori circolari su due fila. Gli accessori da integrare, denominati Amps, verranno prodotti sia da Motorola (azienda di proprietà Lenovo) che da altre società, proprio come dovrebbe essere per il G5.

È evidente che il contesto di riferimento si stia spostando sempre più da un mondo smartphone fatto di telefoni e accessori passivi (custodie, auricolari, dock) ad un ecosistema decisamente più complesso, in cui vivono aggeggi decisamente più interessanti, in grado di prolungare la vita e l’interesse del dispositivo oltre il modello successivo. 

moto x 2016

– Credits: hellomotoHK, Google+

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