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Smartphone & Tablet

Ecco perché i bambini non dovrebbero avere uno smartphone (o un tablet)

La sovraesposizione a luce blu, il multitasking, la sostituzione delle interazioni sociali, sono fattori pericolosi nell'età della crescita

Il tempo vola, come si suol dire, e chi è genitore lo sa meglio di altri. Un giorno il tuo bel bambino di 5 anni torna dal cortile coperto di fango e sbucciature, quello dopo ti chiede un iPhone per il compleanno. Il che non dovrebbe stupirti, se consideri che è da quando ha cominciato a gattonare che la casa è disseminata di tablet e smartphone. Tu poi, non è che ti sei fatto troppi scrupoli a lasciarlo trafficare con ogni tipo di touchscreen, perciò ora non fare quella faccia se pesta i piedi esigendo un device tutto suo.

Non sto parlando di un caso limite tanto per fare colore, parlo di una tendenza reale e in marcata crescita. Un’indagine recente rivela che negli US il 36% dei bambini con meno di un anno di età hanno utilizzato un touchscreen, il 15% ha utilizzato app mentre il 52% ha guardato un film o uno spettacolo televisivo su un dispositivo mobile.

Insomma, per molti individui i touchscreen (e i dispositivi che li ospitano) stanno diventando un punto di riferimento dell’ambiente casalingo. Non stupisce allora che da un altro sondaggio risulti che in Australia il 68% delle persone di età compresa tra i 3 e i 17 anni passino in media 21 ore e 48 minuti alla settimana trafficando con uno smartphone (il che significa che un intero giorno alla settimana viene risucchiato da app, messaggi e filmati).

Solitamente, medici, psicologi e altri addetti ai lavori consigliano di non regalare uno smartphone ai propri figli prima dei 12 o 13 anni. Un suggerimento che, posto così, potrebbe suonare come un irragionevole divieto, e quindi fare poca presa. E allora è il caso di chiedersi: Per quale motivo dovremmo preoccuparci tanto se i nostri figli passano tanto tempo con uno smartphone in mano? Dopotutto, non facevamo lo stesso noi con la televisione?

Il problema di fondo, è che stiamo parlando di individui che sono in periodo delicato e formativo della propria crescita. I bambini sono spugne che assorbono informazioni e apprendono comportamenti dall’ambiente in cui vivono quotidianamente. Se la televisione richiedeva un tipo di fruizione passiva, gli smartphone richiedono un’interazione attiva.

Secondo alcuni esperti, un utilizzo abituale di smartphone (o tablet) nell’infanzia e nella pre-adolescenza può avere una serie di effetti nocivi:

1. È stato dimostrato che una sovraesposizione alla luce blu, ossia la luce con una determinata lunghezza d’onda tipica dei touchscreen, può causare danni alla retina e determinare, nel lungo periodo, a una vera e propria degenerazione maculare. Considerando questo, nonostante ancora non ci sia una mole di studi sufficiente ad averne la sicurezza, è ragionevole ipotizzare che gli effetti sugli occhi di un bambino in piena fase di crescita potrebbero essere ancora più gravi.

2. Abbiamo già parlato dei danni che il multitasking può fare al nostro cervello e in particolare alla nostra capacità di concentrarci su una singola occupazione. Un bambino con uno smartphone in mano, da questo punto di vista, è un potenziale maratoneta del multitasking, considerando quanto siano tendenzialmente iperattivi e curiosi i bambini. Se nel caso degli adulti il multitasking va a fare leva sul sistema di gratificazione di un cervello completamente sviluppato, nel caso dei bambini va a influenzare un cervello ancora in fase di sviluppo. Ancora non è chiara l’entità dei danni derivanti da una sovraesposizione di un bambino al multitasking. Un discorso analogo vale per il fisico, dal momento che un bambino che passa quasi 24 ore alla settimana utilizzando uno smartphone è un bambino che dedica lo stesso tempo di un part-time a restare fermo su un divano o un letto.

3. Noi adulti utilizziamo i social media come surrogato delle relazioni sociali che abbiamo già sviluppato. Sappiamo socializzare, rapportarci con gli altri e posizionarci all’interno di un contesto sociale, semplicemente decidiamo di bypassare tutto ciò sfruttando la Rete. Per la crescita di un bambino è invece fondamentale rapportarsi agli altri: che si tratti di giocare nascondino, litigare al campetto o passare interi pomeriggi a parlare di Iron Man e Captain America, l’interazione con gli altri bambini ha un ruolo fondamentale nel suo corretto sviluppo caratteriale e sociale. Secondo diversi esperti, l’utilizzo di smartphone prima dei 13 anni andrebbe a rubare tempo (reale e mentale) al gioco e all’interazione con gli altri.

Direte voi: Già, ma allora quando potrò accontentare mio figlio? È da due anni che pesta i piedi, e gli amici già lo sfottono.

Non esiste un’età precisa. Qualcuno dice non prima dei 12 anni, altri sostengono che vada bene concedere prima l’accesso a un proprio smartphone ma con i dovuti limiti di tempo. Fossi in voi, io incrocerei le braccia inflessibile fino ai 14 anni, o anche oltre. E se gli altri lo considereranno uno sfigato, pazienza. Io non ho mai avuto un motorino, mi sono sorbito la mia dose di scherni, e non ne sono uscito poi così male (forse).

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