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Apple Watch in Italia (per un giorno): le nostre impressioni

Leggero, raffinato, pensato per adattarsi ai gusti di tutti (ma proprio tutti). Il nostro primo contatto con l’orologio della Mela

L'Apple Watch è sbarcato in Italia. Si è trattato, a dire il vero, di una toccata e fuga, di una prèmiere di un solo giorno nella cornice della Design Week di Milano, forse uno degli appuntamenti più importanti al mondo per chi segue le tendenze sul design.

Il Watch, che arriverà ufficialmente in Italia solo nelle prossime settimane (ma per il momento non c’è alcuna data certa), si è concesso per qualche ora agli occhi dei tanti curiosi accorsi presso Carlo e Camilla in Segheria, uno dei due ristoranti milanesi di Carlo Cracco. Il tempo strettamente necessario per “rubare” qualche impressione, perlopiù a livello estetico.

Lo abbiamo fatto anche noi di Panorama.it: qui di seguito vi raccontiamo il nostro primo contatto con l’orologio intelligente di Apple.

 

Indiscutibilmente Apple
Diciamo subito che il Watch è un oggetto in perfetto stile Apple. Difficile dire ora se questo diverrà un oggetto iconico al pari di tutti gli altri dispositivi mobili della Mela (iPod, iPhone e iPad su tutti), di certo materiali, cura nei particolari e qualità dell’assemblaggio non tradiscono i canoni stilistici tanto cari a Steve Jobs (e ai suoi eredi). Basta girare la “corona digitale”, cliccare sul tasto Contatti o semplicemente puntare l’occhio sulle finiture dei cinturini per rendersi conto che Apple, anche questa volta, non ha lasciato nulla al caso.

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– Credits: Roberto Catania

Cassa, materiali, cinturini: le infinite combinazioni di Watch
L’aspetto che differenzia il Watch da tutti gli altri prodotti della Mela è probabilmente il numero davvero sterminato di varianti disponibili. Fra dimensioni della cassa (38 o 42 millimetri), materiali (acciaio, alluminio) e cinturini ho contato più di trenta combinazioni, alcune davvero eleganti (quella che preferisco è probabilmente il Watch con cinturino in maglina e chiusura magnetica, forse perché si chiama “Milano”) altre al limite del kitsch. Ad ogni modo devo ammetterlo: la teca con tutti i Watch schierati in tutte le varianti di colore e materiali fa davvero la sua bella figura. Già me la vedo l’isola Watch all’interno degli Apple Store presa d'assalto da fan e curiosi.

Più leggero degli altri smartwatch
Al polso l’Apple Watch si rivela insospettabilmente leggero. Sarà che in questi mesi mi sono abituato a indossare tutta una serie di smartwatch più o meno mastodontici (lo scotto da pagare per avere qualche preziosa goccia di batteria in più) ma la sensazione è piuttosto piacevole, ci si dimentica in fretta di averlo addosso. Che poi questa leggerezza dell’essere si riveli insostenibile a livello di autonomia lo scopriremo solo vivendo (Apple, in fase di presentazione, ha precisato che il Watch va ricaricato mediamente alla fine di ogni giornata). Per ora limitiamoci a constatare che il Watch è un oggetto che fa il paio con l’iPhone 6, e non solo perché funziona solo se attaccato ad esso. C’è un progetto stilistico che nasce dalla stessa matita - quella di Jony Ive - e si vede. Chi uscirà di casa con un iPhone nel taschino e un Watch al polso sarà consapevole di avere addosso due oggetti molto preziosi, e non solo per il prezzo.

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– Credits: Roberto Catania

Per tutti i gusti (ma non per tutte le tasche)
Per ciò che riguarda la parte software, rimandiamo qualsiasi giudizio alla prima prova su strada del dispositivo: gli esemplari mostrati da Apple a Milano erano infatti dotati di un’interfaccia "demo", e dunque non valutabili sul piano dell’esperienza d’uso. Ciò che posso dirvi, per il momento, è che anche all'interno è evidente la vocazione alla pulizia delle linee. Il che non significa minimalismo: i quadranti con Mickey Mouse, le farfalle e i fiorelloni sono lì a dimostrare che il Watch non vuole essere un oggetto serioso per tecno-addicted, ma qualcosa di molto personale, pensato per adattarsi ai gusti di tutti (ma proprio tutti). Anche se poi - inutile ribadirlo - il prezzo e la dipendenza da un altro oggetto non proprio a buon mercato (l’iPhone appunto) lo renderanno inviso a più di un utente.

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