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Mappe: Apple ora ha bisogno di Foursquare per battere Google (e Facebook)

Dopo l'arrivo della nuova app di Google Maps per iOS, Apple ha fretta di sistemare il problema mappe. Ecco perché una partnership con Foursquare potrebbe aiutare

Foursquare apple maps

– Credits: Foursquare

Solo due mesi fa, ragionando sul pietoso debutto delle mappe di Apple, ci eravamo lanciati a tracciare tre possibili vie d’uscita per l’azienda di Cupertino: 1. Continuare a sbatterci la testa, nella speranza di estrarre dal cilindro delle mappe imprescindibili, 2. Saccheggiare il parco cervelli di Google perché rivelino i segreti della cartografia,  oppure, 3. Comprarsi Foursquare.

Stando all’ultima, gustosa indiscrezione portataci in dono dal Wall Street Journal (che negli ultimi tempi sembra avere il monopolio delle soffiate in ambito hi-tech), la via scelta da Apple si posiziona a metà tra le ultime due alternative. A quanto pare, infatti, nelle ultime settimane il nuovo responsabile del settore mappe, Eddy Cue, ha avviato delle trattative preliminari con i capoccia di Foursquare con l’obbiettivo di integrare nelle mappe di Cupertino l’enorme quantità di dati che la società di New York ha accumulato nei suoi quattro anni di vita.

Se la cosa si rivelasse vera, e Apple riuscisse a portare a casa un accordo con Foursquare, nessuno si stupirebbe più di tanto. Da quando Tim Cook si è inginocchiato sui ceci e ha chiesto scusa per lo stato delle nuove mappe, le sedie ai piani alti di Apple hanno iniziato a scottare. Ma è solo negli ultimi giorni, con il lancio della nuova app di Google Maps su iPhone (e il conseguente record di download) che si sono fatte roventi.

Per potenziare le proprie mappe Apple ha già chiamato in causa servizi come Yelp, Waze e TomTom, ma solo con Foursquare potrebbe avere accesso a quel pacchetto di check-in, recensioni e raccomandazioni riguardanti locali, ristoranti, negozi e qualsiasi esercizio in cui possa essere fatto un check-in.

Il problema infatti non riguarda solo l’effettiva funzionalità delle mappe, se Apple si mostra tanto ansiosa di risolvere la questione mappe (la testa di Scott Forstall è rotolata proprio per questo) è per l’enorme business che si cela dietro i servizi di geolocalizzazione. Sfruttando i dati che Foursquare ha raccolto su utenti e luoghi, Apple può fornire risultati di ricerca più rilevanti e nel contempo imparare a prendere meglio la mira nel settore delle raccomandazioni e delle offerte geolocalizzate. Dall’altro lato, Foursquare può aumentare il suo bacino di utenza, trovare sbocco per l’approccio “discovery” che ha cominciato ad adottare da qualche tempo, e in sostanza sperare di rinfocolare l’attività degli utenti sulla piattaforma, che negli ultimi tempi ha cominciato a venire meno (su 25 milioni di utenti registrati, solo 8 milioni sono mensilmente attivi).

Nel frattempo, con una tempestività quasi sospetta, proprio ieri Facebook ha cominciato a resuscitare il cadavere di Places introducendo negli aggiornamenti per iOS e Android (ma non in tutti, per ora) un rinnovato strumento di local search, chiamato “Nearby”. Accedendo al menù della app e selezionando questa tab, sarà possibile ricevere informazioni sull’attività geolocalizzata dei propri contatti nella zona in cui si è, quali locali hanno ricevuto raccomandazioni e mi piace, dove i propri amici hanno fatto check-in etc.

Insomma, mai come adesso la partita geolocal è stata così aperta. A prescindere da chi riuscirà a predominare, una cosa è certa: faresti meglio a prepararti a ricevere mitragliate di consigli, raccomandazioni e offerte che proveranno a spingerti in un certo locale, negozio o ristorante.

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