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Sicurezza

Sorveglianza digitale: perché lo Stop Mass Hacking Act interessa anche l’Italia

Dal 1 dicembre 2016 i giudici USA potranno rilasciare mandati per spiare online i cittadini americani, e non solo

Un piccolo gruppo di senatori, guidati da democratico Ron Wyden e dal repubblicano Rand Paul, tenta di riportare sui binari della legalità il panorama di sorveglianza made in USA, minacciato da una norma introdotta lo scorso aprile.

All’interno del cosiddetto “Federal Rules of Criminal Procedure”, contenete le linee guida che la polizia americana deve seguire per casi e indagini di sicurezza nazionale, c’è una sezione molto discussa e dibattuta, la Rule 41. Qui sono contenute le limitazioni e le regole che gli organi federali dovrebbero seguire quando si tratta di spiare e monitorare cittadini statunitensi, sia in modalità offline che online. Lo scorso aprile, un emendamento precedente, formalizzato dall’Advisory Committee on the Rules of Criminal Procedure, ha introdotto la possibilità per un giudice federale di stilare un mandato di perquisizione anche al di fuori del distretto di competenza, in teoria anche oltre gli Stati Uniti. Fino a quel momento, il legislatore poteva semplicemente emettere ordini riguardanti il proprio ambito territoriale, senza potersi spingere oltre.

Superpoteri oltre gli USA

La norma aggiornata stabilisce l’estensione della validità dei mandati, se interessano cittadini o persone che hanno a che fare con la sicurezza degli Stati Uniti, anche residenti all’estero. In questo modo, chiunque può divenire oggetto di interesse per le orecchie e gli sguardi dei federali, che non incontrerebbero ostacoli nel loro lavoro di ottenimento dei dati informatici, se non rispetto ad un’eventuale presa di posizione da parte dei paesi in cui si trovano gli spiati. La paura è dunque che, con una legge del genere, qualsiasi giudice americano possa avviare una procedura di controllo anche nei confronti di cittadini stranieri, anche italiani. Sappiamo bene quanto siano larghe le maglie dell’attività di spionaggio a stelle e strisce; il metodo è sempre quello di gettare la rete nell’ampio mare di internet, sperando che a galla, assieme a tanti innocenti, vi siano anche informazioni su sospettati.

Nella rete dei federali

Protagonisti della novizia Rule 41 sono il deep web e gli strumenti di navigazione anonima usati da chiunque, non certo solo dai criminali. Seppur non sia così semplice risalire alla sorgente di traffico di una persona che viaggia in rete con Tor (uno dei browser più famosi), le compagnie governative potrebbero mettere in circolo virus e malware (come peraltro già fatto) per infettare la più vasta gamma di computer e dispositivi portatili al mondo, con la speranza di agganciare anche i sistemi di ricercati o presunti tali.

Il termine del 1 dicembre

La scomparsa del limite per i giudici entrerà in vigore dal 1 dicembre e, secondo le aziende hi-tech (tra cui Google), distruggerebbe in un attimo tutte le discussioni nate dopo lo scandalo Datagate, volte a ridisegnare i metodi e le tecniche di spionaggio sfruttate dall’FBI e dalla National Security Agency, in concerto con le agenzie partner (in Europa la GCHQ britannica). Un contesto che secondo Wyden e Paul non è per nulla edificante. Per questo i due hanno proposto un disegno di legge volto ad abrogare gli emendamenti più recenti che, passato il termine di dicembre, verranno adottati senza mezze misure in mancanza di un’adeguata opposizione.

Il parere del DoJ

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti non è ovviamente d’accordo con quanto sostenuto dai senatori. Secondo il DoJ, il cambiamento non sarebbe così nocivo. “La norma permetterà agli agenti di scovare persone che compiono crimini, nascondendo la loro posizione con i vari strumenti digitali disponibili oggi. Nel caso in cui vi siano pedofili che sfruttano sessualmente dei bambini e poi caricano online foto e video celando la loro identità, gli agenti potrebbero ottenere da un giudice un mandato per avviare le procedure di analisi e ricerca e tentare così di arrivare il prima possibile ai criminali”. Stando a Peter Carr, portavoce del Dipartimento di Giustizia USA, tecniche del genere avrebbero permesso in una recente indagine di salvare 38 bambini, vittime di pedofili.

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