Sicurezza

Datagate: così gli analisti Nsa gelosi spiavano le mogli

Una gola profonda rivela come i dipendenti dell’agenzia abusassero di PRISM e soci per controllare coniugi e fidanzati

Credits: Vox Efx, Flickr

Le due facce della stessa medaglia. A quanto pare i programmi di spionaggio della NSA venivano utilizzati non solo per controllare gli spostamenti di probabili terroristi ma anche quelli di mogli e mariti. Un informatore interno della National Security Agency ha rivelato l’esistenza di almeno una dozzina di casi (qui la lista completa ), negli ultimi dieci anni, di dipendenti che hanno utilizzato impropriamente la tecnologia in dotazione alla NSA per sorvegliare i propri amati durante giorno e notte. Una lettera inviata al senatore Chuck Grassley rivela i dettagli non solo di persone che hanno violato le regole interne ma di tutti coloro che l’Ispettore Generale della NSA ha scoperto utilizzavano metodi federali per spiare abusivamente amici e famigliari.

Secondo la NSA ci sono solo due inchieste aperte su un caso di “LoveInt ”, ovvero di utilizzo dell’Intelligence for love, per spiare persone care e amanti. Stando alla stampa americana, attualmente la più interessata al caso Lovegate, le violazioni di cui si parla riguarderebbero individui totalmente estranei da minacce di terrorismo, seguiti esclusivamente per scopi affettivi. In uno dei casi menzionati dalla lettera inviata a Crassley si racconta come ci sia un soggetto che ha sistematicamente “controllato sei diversi indirizzi di posta elettronica appartenenti all’ex-fidanzatatutto nel primo giorno in cui ha avuto la possibilità di accedere ai sistemi della NSA. Un altro caso riguarda una donna che ha monitorato il numero di telefono del marito ascoltando le sue conversazioni con il sospetto che la tradisse.

Come sia possibile che dipendenti abusino di simili strumenti è tutto da chiarire. Potrebbe voler dire che tutti hanno accesso all'intera infrastruttura logistica della NSA. Più verosimilmente le persone coinvolte potrebbero essere figure di alto rango, capaci di accedere ai sistemi interni e di utilizzarli a proprio piacimento. A questo punto l’informatore segreto, che ha inviato la segnalazione al senatore che ha poi provveduto a chiedere le dovute spiegazioni all’Ispettore Generale dell’agenzia, potrebbe essere un nuovo Edward Snowden, stanco di vedere colleghi che utilizzano sistemi hardware e software di difesa per interessi personali.

La NSA ha sempre sostenuto che i propri dipendenti sono affidabili, mossi da un grande valore etico. Obiettivamente una dozzina di casi in dieci anni non è molto, un numero quasi ideale vista la mole di persone e di informazioni che circolano sulle infrastrutture governative. Il pericolo semmai è un altro: si è certi che si parli solo di poco più di dieci casi? E se fosse solo la punta di un iceberg ben più grande? Che la NSA abbia costruito un arsenale molto potente è cosa assodata, così come appare chiaro che abbia una certa difficoltà nel gestire il suo potere ed evitare che qualche cartuccia venga sparata di nascosto. 

 
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