Sicurezza

Apple, Google, Microsoft, Samsung: come funzionano le nuove misure contro i ladri di smartphone

Un’intesa trasversale porterà i grandi nomi della telefonia e gli operatori statunitensi a utilizzare nuovi strumenti antifurto. Ecco cosa cambierà per gli utenti

– Credits: Thinkstock

Trova il mio iPhone, Trova il mio telefono, Android Device Manager e via dicendo: le misure di controllo remoto adottate dai produttori in questi ultimi anni hanno certamente contribuito a dare agli utenti qualche arma in più per combattere i ladri di smartphone. Ma non sono ancora sufficienti. Lo dicono i numeri: negli Stati Uniti, ad esempio, negli ultimi cinque anni le appropriazioni indebite di device mobili sono cresciute di oltre il 50% (più di un milione e mezzo i sequestri di telefonini segnalati nel 2012), arrivando in alcune grandi città a rappresentare quasi la metà di tutti i furti registrati.

Per questo motivo l’industria hi-tech ha deciso di unire le forze contro il crimine: una sorta di Santa Alleanza che comprende tutte le principali firme tecnologiche (da Apple a Google, da HTC a Huawei, da Motorola a Microsoft, da Nokia a Samsung) e i cinque principali operatori statunitensi si è in pratica seduta allo stesso tavolo per portare al debutto entro il 2015 tutta una serie di misure (perlopiù software) in grado di scoraggiare il furto di cellulari.

SMARTPHONE RUBATO? DIVENTERÀ COMPLETAMENTE INUTILIZZABILE
L’obiettivo principale, almeno in una fase iniziale del progetto, sarà quello di prevenire che gli smartphone rubati possano essere riattivati senza il permesso dei legittimi propretari. Una sorta di meccanismo di autodistruzione attivabile da remoto che permetta di rendere completamente inutilizzabile qualsiasi dispositivo saccheggiato. Questi strumenti saranno inseriti di default nei dispositivi di nuova generazione o potranno essere scaricati gratuitamente attraverso i vari bazàr delle applicazioni. E in ogni caso non sostituiranno, ma affiancheranno, i vari tool già presenti sui singoli sistemi operativi. Apple, ad esempio, potrà continuare ad utilizzare il suo Activation Lock, il sistema che impedisce la riattivazione dei dispositivi rubati anche a fronte di un eventuale reset.

DATI: SARÀ IL PROPRIETARIO A DECIDERE COSA FARNE
All’interno della prima bozza del documento di intenti redatto da produttori e operatori si legge anche della volontà di rendere cancellabili da remoto tutti i dati confidenziali dell’utente (una feature peraltro già largamente disponibile sui cellulari di ultima generazione) con la facoltà di ripristinarli solo nel caso lo smartphone venga recuperato dal legittimo proprietario (ad esempio attraverso una sincronizzazione cloud).

Non c’è traccia invece di una specifica che imponga ai produttori di disabilitare lo spegnimento dei telefoni qualora questi siano stati bloccati (da un PIN, un codice, o da uno scansione dell’impronta digitali), una misura che di fatto renderebbe più veloce la prassi per rintracciare i dispositivi dotati di sistema di controllo remoto. Ormai non c’è ladro che non lo sappia: un cellulare spento diventa di fatto irraggiungibile. Almeno fino all’accensione successiva.

 
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