Sicurezza

Anonymous: “PRISM serve a creare soldati della rete”

Educazione, formazione e allenamenti specifici, le regole della cyber scuola della NSA

Credits: Fort Meade, Flickr

Che il Dipartimento di Sicurezza degli Stati Uniti avesse una “visione strategica” del web era oramai chiaro. Qualche ora dopo il leak del Washington Post e del Guardian, che avevano diffuso la notizia delle particolari procedure con le quali gli Stati Uniti ottengono i dati di milioni di utenti di servizi hi-tech, ecco la mossa di Anonymous che buca proprio alcuni archivi della NSA . Il documento, pubblicato online , mette in mostra una serie di modus operandi ad opera dei funzionari americani per garantirsi un certo controllo della Rete. 

La NetOps (ovvero “operazione rete”, in gergo spiccatamente aereonautico) prevede la collaborazione tra diversi attori specializzati nel campo di internet e della cyber war. Una piramide circolare forma l’ambito decisionale delle operazioni, capitanate da un organo superiore, da informazioni condivise e da una forte caratteristica di sincronizzazione delle forze. La maggior parte dei documenti risale al 2008 e fa riferimento proprio al cosiddetto programma PRISM (qui le cinque cose da sapere ), utilizzato dalle forze governative per accedere ai database di aziende big del settore informatico tra cui Apple, Microsoft e Google. “Questi documenti dimostrano che la NSA sta spiando tutti, non solo gli americani ma i cittadini di oltre 35 paesi diversi” – si legge in una nota su Pastebin . La questione si riversa totalmente sulle politiche di privacy degli Stati Uniti rispetto alle vigenti norme che regolano i dati sul web. Fino a quando si tratta di probabili minacce all'interno del territorio statunitense può valere la “regola” del Patriot Act, che permette ai servizi segreti di accedere a dati sensibili senza le necessarie autorizzazioni; il discorso cambia quando ad essere coinvolti sono anche altri paesi esteri, non necessariamente oggetti di interesse particolare da parte degli States.

Come abbiamo detto, i documenti riguardano oltre 35 paesi – continua Anonymous – tutti presi con la collaborazione di imprese private e intelligence in giro per il mondo. La vostra privacy e libertà vengono lentamente calpestate durante le riunioni a porte chiuse, da persone che dovrebbero proteggerci”. Una rapida lettura di uno dei documenti rilasciati da Anonymous lascia a bocca aperta: “Le capacità di NetOps – si legge – saranno implementate con il tempo grazie al supporto del Dipartimento della Difesa (DoD) e ai suoi tecnici specializzati. La trasformazione e maturazione del progetto sarà effettuata anche attraverso campi non specificamente tecnici come la formazione, l’organizzazione, l’allenamento, tecniche di leadership e di orientamento”. L’obiettivo sembra essere quello di formare, da un lato, persone specializzate nel controllo del web, dall’altro cittadini che abbiano precisi schemi mentali per non valicare alcuni recinti di internet, tutti sotto il controllo mentale di un’organizzazione superiore.

Ad un’analisi più attenta si scopre però che alcuni dei file pubblicati da Anonymous erano in realtà già disponibili e pubblici sul web. Ad esempio un file PDF che spiega il funzionamento della strategia del Dipartimento della Difesa attraverso NetOps è in linea dal 15 settembre 2012, almeno secondo i dati provenienti dall’Internet Archive WayBack Machine . Semmai il vero pericolo è un altro. La NSA era considerata un modello di competenze nell’ambito della sicurezza informatica. Dopo la pubblicazione dei dati su PRISM da parte del Guardian e della recente violazione di Anonymous, sembra che tutta questa sicurezza non ci sia. E se i milioni di dati finissero nelle mani di paesi ostili ad Obama come la Cina? La cassaforte che li contiene è stata appena scassinata, la sfida sarà richiuderla prima che altri documenti finiscano oltre oceano.

 
© Riproduzione Riservata

Commenti