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Pono Player, i pro e i contro del lettore audio di Neil Young

La campagna su Kickstarter è stata un successo da 6 milioni di dollari, il lettore audio di Neil Young però potrebbe ancora rivelarsi un buco nell'acqua. Dopotutto, lo streaming cresce e le vendite digitali hanno ripreso a calare

Pono Player tre

– Credits: Pono

Nessuno vuole pensare a un futuro Museo della Musica in cui ti faranno ascoltare Frank Sinatra in MP3

Con questa frase Neil Young spiega perché Pono Player , la sua ambiziosa risposta ai lettori MP3 e allo streaming musicale, avrà successo e, soprattutto, perché è fondamentale per la storia della musica che questa operazione vada in porto.

A dire il vero, Pono Player un successo l’ha già segnato: a poco più di un mese dal lancio della campagna di raccolta fondi, il music player ideato da Neil Young ha sbriciolato ogni perplessità raggiungendo quota 6 milioni di dollari, un traguardo molto più distante di quello fissato per la campagna (800.000 dollari, raggiunti già nelle prime 10 ore).

Insomma, non si parla più della remota possibilità di introdurre nel mercato un lettore audio capace di restituire una qualità di ascolto tecnicamente superiore a quella degli stessi CD (9216 kbps contro i 1411 di un normale compact disc), con la chiusura della raccolta fondi l’avventura di Pono è ufficialmente iniziata, ed è iniziata sotto i migliori auspici.

Era il 1998 quando venne introdotto sul mercato il primo lettore MP3 capace di riscontrare un certo successo, si chiamava Rio PMP300 , aveva le dimensioni di un mazzo di carte e una capienza di soli 32 mega. Ma al di là delle dimensioni e della scarsa maneggevolezza, il vero punto debole consisteva nelle capacità della memoria. Quei 32 megabyte di storage rendevano obbligato l’utilizzo di file compressi come gli MP3, che consentivano di portarsi in tasca un maggior numero di canzoni sacrificando pesantemente la qualità audio delle stesse.

Questo limite ha appesantito il mercato audio per tutti gli anni a venire, per poi presentarsi anche nell’ultima frontiera musicale, quello dello streaming web. Il ventaglio sempre più ampio di offerta musicale, unito a una banda che non è mai larga a sufficienza, hanno fatto sì che ancora oggi, nonostante le evoluzioni tecnologiche, la musica continui ad essere ascoltata in formati di scarsa qualità.

Neil Young - e con lui dozzine di altri musicisti e addetti ai lavori – vuole invertire la tendenza, e per farlo vuole convincere gli ascoltatori più esigenti ad allontanarsi da Spotify e iTunes per tornare riempire di canzoni il lettore audio che tengono in tasca. Un lettore audio particolare, dalla forma bizzarra (Trent Reznor – che un po’ mastica amaro – lo ha paragonato a un toblerone), con una capacità di 128 giga che consentirà a chiunque di portarsi in giro fino a 800 brani in qualità FLAC o, volendo, 5000 in qualità CD, e un prezzo non troppo accessibile (399 euro).

In attesa di poter provare di persona questo dispositivo, è utile fare qualche considerazione sugli aspetti positivi e negativi dell’operazione Pono, rispettivamente al mercato musicale odierno.

Pro
A giudicare dal feedback di artisti del calibro di Sting e dei Foo Fighters, Pono offre un tipo di qualità inedito e potenzialmente rivoluzionario. Qualcosa in grado di cambiare per sempre il modo di ascoltare musica e l’idea che gli ascoltatori stessi hanno della musica riproducibile. Il fatto che milioni di utenti si premurino di sganciare 10 euro al mese per avere su Spotify una qualità simile a quella di un CD audio, quando potrebbero limitarsi a sborsarne 5 (per la versione senza pubblicità), dice qualcosa di importante sulle esigenze di chi oggi ascolta musica in modo critico. Tra questi, c’è chi non ha veramente interesse a saltare da un disco all’altro, alla perenne ricerca del gruppo perfetto, ma preferisce coltivare la propria collezione di brani in modo quasi maniacale. Per questi utenti, Pono potrebbe rappresentare l’Eldorado, un sistema per poter ascoltare i propri artisti preferiti quando si vuole e al massimo della qualità audio. La vera domanda è: quanti sono questi utenti, e quanti di loro intendono spendere quattrini per mettersi in tasca un altro dispositivo? Ma soprattutto: in che direzione sta andando il mercato musicale? 

Contro
Chiunque pensi che questo sia solo una cosa da nerd e audio maniaci si prepari ad rimanere sorpresospiega Young “Chiunque è in grado di comprendere la differenza. Per questo abbiamo tenuto basso il prezzo.
In un mondo perfetto, probabilmente, le persone proverebbero Pono, rimarrebbero sconvolte e deciderebbero di non ascoltare mai più un brano a bassa qualità. Purtroppo, le speranze di Young rischiano di sfracellarsi contro il muro della realtà. Al momento, l’industria musicale sta prendendo due direzioni diverse: da un lato c’è una maggioranza di persone che tende sempre di più ad affidarsi alle piattaforme di streaming come Spotify, Pandora, Rdio, Deezer etc., dall’altro c’è una minoranza di audiofili che tiene da parte i soldi per rimpolpare la propria collezione di vinili. Pono prova a piantarsi a metà strada tra queste due realtà. Una strada che però rischia di rimanere sterrata, dal momento che non va a solleticare l’attitudine tradizionalista dei collezionisti di vinili, ma nemmeno l’urgenza onnivora dei consumatori di musica un tanto al chilo.

Insomma, può essere che milioni di ascoltatori attenti decidano di spendere quasi 400 dollari per portarsi in tasca un lettore audio dalle qualità eccelse, ma può anche essere che quegli stessi ascoltatori decidano di indugiare ancora qualche anno nel feticismo del vinile e del CD fisico, in attesa che la banda diventi sufficientemente larga da pescare canzoni a qualità elevata direttamente dal web. In questo caso, la creatura di Neil Young si ritroverebbe a fare la parte di una chimera, destinata a una vita forse anche gloriosa, ma penosamente breve.

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