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Perché la Apple Car sarà elettrica

L’auto della Mela arriverà nel 2019 ma non concorrerà con quella senza guidatore di Google. Ecco i motivi

Fino ad oggi sapevamo ben poco sull’automobile progettata da Apple. Anzi, solo qualche mese fa sembrava l’ennesimo pesce d’Aprile, uno dei tanti bluff che girano in rete. Poi le cose si sono fatte più concrete, prima sotto il nome di Titan, poi con l’indicazione della data di realizzazione del mezzo che, secondo il Wall Street Journal, sarà durante il 2019. Le ultime novità si basano su alcune indiscrezioni che affermano come Apple stia accelerando sulla costruzione della propria automobile per entrare nel mercato nel più breve tempo possibile e comunque prima di una ripresa totale, quando ad avvantaggiarsi sarebbero i brand storici dell’automotive, quelli più conosciuti. È invece nell’incertezza che Apple può attirare un pubblico più ampio, così come accaduto per gli smartphone quando si pensava che il settore avesse oramai dato il meglio di sé.

Con guidatore

Ma se si pensava che il progetto di Apple dovesse concretizzarsi in una macchina senza pilota, simile a quella di Google e in grado di portarci a destinazione in maniera autonoma, i recenti risvolti parlano di tutt’altro. Sebbene la Mela non soffra di evidenti problemi economici, spingersi nel settore dell’automobile non è cosa da poco. Farlo puntando ad una fetta sinora sconosciuta, come quella dei veicoli autonomi, sarebbe ancora più rischioso. Il fatto è che il costo attuale dello sviluppo di mezzi senza pilota potrebbe essere più alto del rischio; per questo Apple vorrebbe prima porsi come brand autorevole nel comparto specifico e poi cominciare ad innovare.

Sia chiaro: il mondo è ancora convinto che il futuro sia nelle “driverless”, ma farle scarrozzare in un ambiente chiuso a Mountain View è un conto, portarle su strada un altro; soprattutto per le sfide tecniche e burocratiche ancora da affrontare e risolvere.

Come l'iPhone

Partire a piccoli passi, magari affiancandosi un nome importante del panorama auto potrebbe essere la soluzione. Il paragone con gli smartphone può risultare azzardato ma fa riflettere. Nel 2005 Apple aveva stretto un accordo con Motorola per la realizzazione di Rokr, un cellulare che poteva riprodurre contenuti da iTunes. Fu un vero disastro ma da lì Steve Jobs partì per edificare l’ecosistema iPhone e farlo diventare il più ricercato e copiato smartphone della storia. Tim Cook ha in mente lo stesso percorso, almeno in quanto a risultati.

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