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Altro che Wi-Fi, la nuova frontiera del wireless è il Vodka-Fi

Per la prima volta, due ricercatori hanno trasmesso un messaggio testuale utilizzando unicamente la vodka. Sembra una goliardata, in realtà è un passo in avanti importante nel campo della comunicazione molecolare

Vodka-fi

– Credits: Karola Riegler Photography @ Flickr

“Niente, anche questo router è morto.”
“Starai scherzando, spero.”
“Mai stato così serio, siamo isolati dal mondo, e con le scorte che abbiamo possiamo sopravvivere due giorni, poi dovremo avventurarci nella tempesta di ghiaccio là fuori.”
“Aspetta, fammi vedere le scorte. C’è un po’ di Vodka?”
“Se riesci a chiamarla Vodka. Roba di supermercato.”
“Andrà benissimo.”

Forse avevano in mente una simile situazione i due ricercatori dell’Università di York che hanno approntato il primo sistema di comunicazione wireless basato sulla vodka. Il piccolo team, guidato da Nariman Farsad, ha dimostrato come sia possibile trasferire a una distanza di qualche metro dei messaggi testuali utilizzando semplicemente un nebulizzatore, un ventilatore da tavolo e un’unità ricevente, e naturalmente, una piccola quantità di vodka.

Possiamo dire di aver inviato il primo messaggio al mondo trasmesso interamente attraverso la comunicazione molecolare” spiega Farsad “controllando il livello di concentrazione delle molecole alcoliche per codificare lettere dell’alfabeto, una singola emissione rappresentava il bit 1, mentre l’assenza di emissione rappresentava il bit 0.

Nello specifico, il messaggio trasmesso è stato il testo dell’inno O Canada, e il gruppo dell’Università di York è riuscito a trasmetterlo a una distanza di 3,6 metri. Potrebbe sembrare troppo poco per avere qualche utilità pratica, ma secondo gli autori dello studio un sistema simile potrebbe tornare utile in situazioni di assenza di segnale, come surrogato del Wi-Fi.

Per quanto possa apparire come un’ingegnosa goliardata architettata da due dottorandi, infatti, l’esperimento condotto da Farsad rappresenta in realtà la manifestazione più pittoresca di un campo di studio piuttosto promettente .

I segnali chimici possono costituire un sistema più efficiente di trasmettere dati all’interno di tunnel, tubature o strutture sotterranee situate in profondità.spiega Andrew Eckford, il professore che ha messo a disposizione il suo laboratorio a Farsad e al suo collega “Ad esempio, l’enorme ostruzione del sistema fognario di Londra, avvenuta recentemente, avrebbe potuto essere individuata molto prima e senza creare difficoltà agli operai che hanno dovuto affrontarla, sarebbe bastato inviare robot equipaggiati con un sistema di comunicazione molecolare.

Le applicazioni possibili di questo nuovo tipo di tecnologia sono svariate, si va dalle più semplici necessità di comunicazione in situazioni poco favorevoli, all’impiego di nanorobot dotati di un sistema che consenta di individuare e distruggere cellule cancerose.

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