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NH Collection Eurobuilding, l'hotel più tecnologico al mondo

Un enorme schermo a Led sulla lobby, Wi-Fi superveloce, videoconferenze con gli ologrammi: il nuovo volto hi-tech di un celebre albergo di Madrid

Ospita uno dei più grandi centri congressi cittadini, ha 431 camere più sette suite e l’unico ristorante con tre stelle Michelin di Madrid: il DiverXO. Ma l’hotel NH Collection Eurobuilding, appena rinnovato e riaperto ai suoi ospiti, si candida a diventare celebre per un altro primato. Se non già raggiunto, sarà da verificare, quantomeno inseguito: essere l’hotel più tecnologico al mondo. Non solo per le dotazioni hi-tech che lo arricchiscono, ma per il suo desiderio di essere sempre aperto alle innovazioni. Attuali e futuribili.

Intanto, premesse e promesse a parte, ha i suoi bei record da esibire. Un gigantesco, mastodontico, sovrabbondante, esagerato schermo a Led montato sopra la lobby. Abbinato a un muscoloso sistema audio, dà l’impressione ai visitatori di entrare in una galleria d’arte postmoderna in cui suoni e colori si mischiano tra loro dando vita a un effetto ubriacante e caleidoscopico. Ed è solo l’inizio, come suggeriscono queste immagini.

 

 

Pura apparenza, a cui si abbina una certa dose di sostanza. Oltra alle piccole attenzioni nelle camere, tutte «bit-friendly», verrebbe da dire, si punta molto sulle esigenze della clientela business. E dunque un Wi-Fi ad alta velocità e dalla capacità generosa, che sia in grado di supportare un sistema per le videoconferenze che va oltre il classico audio e video. La prossima frontiera della telepresenza sono gli ologrammi, riproduzioni fisiche o quasi degli interlocutori. Qui dicono di esserci già. Bisognerà testare l’effetto sul campo, ma intanto i progettisti parlano di progetti pilota avviati con Berlino, Milano e Rotterdam. Perché l’albergo potrà essere tecnologico quanto si vuole, però perché il sistema funzioni il meccanismo deve essere reciproco: messo in piedi anche dall’altro capo del filo.

Tutto l’hotel, in generale, è pensato come un «Living lab», altro anglismo che tradisce l’intenzione di rendere la struttura un laboratorio attivo di sperimentazione e fermento. Nelle aree comuni e in quattro aree ritagliate ad hoc. Dove l'efficienza energetica è presa molto sul serio: il 100 per cento della corrente utilizzata arriva da fonti rinnovabili; i dispositivi sono tutti di classe A+; i materiali degli arredi sono riciclabili al 100 per cento; la telepresenza olografica riduce la necessità delle trasferte, risparmiando all'ambiente dosi di emissioni nocive per gli spostamenti.

Nel lab qualsiasi gadget, sistemi di connessione avanzati e altri assaggi di futuro saranno i benvenuti. Così come possibili start-up legate all’universo degli alberghi. I progetti più interessanti saranno sostenuti con programmi semestrali di accelerazione. Con Eurobuilding anche l’hotel diventa incubatore.

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