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Nexus 7, vi spiego perché un buon tablet può costare 199 dollari

Alessandro Salsi, Country Product Manager di Asus racconta a Panorama.it tutti i segreti della nuova tavoletta di Google

Nexus 7 - Asus

– Credits: AsusTek

Ma come fa un tablet di buon livello a costare meno di 200 dollari? La domanda nasce spontanea dopo aver visto il nuovo Nexus 7 , il tablet low-cost lanciato da Google in collaborazione con Asus. Abbiamo girato la domanda (e tante altre curiosità) ad Alessandro Salsi, Country Product Manager, Eee Systems BU di AsusTeK Italia.

La prima domanda è d’obbligo: low-cost significa anche low-quality?
No, tutt’altro. Il prezzo può far pensare che ci sia qualche trucco ma la realtà è che non ci sono compromessi. Le prestazioni del Nexus 7 sono di altissimo livello grazie a una componentistica di prim'ordine: abbiamo integrato l’ultimissimo processore di Nvidia (Tegra 3 quad-core), ma anche batteria e memorie sono di categoria superiore. Non è nella filosofia di Asus abbassare il livello qualitativo per attaccare certe fasce di prezzo.

Dunque il Nexus 7 non sarà uno dei tanti tablet Android da strapazzo?
In molti pensano che Android non sia un sistema operativo all’altezza, che sia troppo frammentato e per certi versi anche lento. Quel che penso è che la qualità di un sistema operativo sia da valutare in relazione all’hardware su cui gira. Oggi sul mercato si possono trovare tablet Android da 70 euro e da 600, e lo stesso dicasi per gli smartphone.

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A proposito di Android, come va Jelly Bean?
Jelly Bean porta in dote tutta una serie di migliorie che toccano la modalità di interazione con il device. È quest’ultimo a imparare dall'utente e non il contrario. E poi va sottolineata l'utilità dei comandi vocali, che su un oggetto touch da 7 pollici si farà sentire…

In che senso?
Nel senso che potremo anche dimenticarci di usare la tastiera virtuale, il sistema di riconoscimento vocale – almeno quello in italiano - è praticamente infallibile.

Passiamo alla domanda da un milione di dollari, anzi da 199 dollari. Cosa ci guadagnano Asus e Google da questa operazione?
Abbiamo due modelli di business differenti. Asus ha un margine tirato nella rivendita a Google ma considerati i volumi in gioco (si parla di svariati milione di pezzi) può fare economia di scala su molti componenti, dal pannello alle schede madre alla Cpu e via dicendo. Al di là dell’oggetto in sè, poi, c'è il vantaggio di una logica industriale che può essere estesa in termini di competitività su tutti gli altri prodotti: la stessa linea di produzione che fino a ieri produceva un certo numero di tablet ora potrà raddoppiare la sua capacità.

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E Google?
L’idea è nota. Google può rinunciare al margine sul prodotto per guadagnare dai contenuti, dai servizi associati, e ovviamente dalla pubblicità. Ciò vale soprattutto negli Stati Uniti dove il mercato è più maturo per quanto riguarda la distribuzione di film, libri e video.

Non c’è il rischio che un prodotto così abbordabile cannibalizzi il resto della vostra offerta?
Dal nostro punto di vista si tratta di un prodotto entry level: prima il prezzo di ingresso era di 399 euro, ora si è dimezzato. E poi ci mancava ancora un prodotto da 7 pollici.

Di certo è un prodotto che può conquistarsi le simpatie di chi, fino a ieri, pensava di poter fare a meno del tablet.
Sì, e non solo. Credo che il Nexus 7 abbia tutte le carte in regola per fare breccia fra gli amanti delle console portatili ma anche sul pubblico femminile. In fondo è un oggetto che, al contrario dei classici 10 pollici, sta perfettamente in una borsetta.

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