L'ascensore del futuro
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Multi, l'ascensore del futuro è senza cavi

Oltre a salire in verticale potrà muoversi in orizzontale negli edifici. Tutto merito di un motore nelle cabine che lo renderà anche meno inquinante

Le porte si aprono. «Mi scusi, sale o scende?» chiede lui. «No, veramente proseguo dritto verso destra» risponde l’altro. Questo dialogo assurdo tra chi già è a bordo di un ascensore e chi si appresta a prenderlo, tra un paio d’anni potrebbe avere pienamente senso. Nel 2016, infatti, dovrebbe essere maturo per la prima fase di test Multi, la rivoluzione di un meccanismo uguale a se stesso da oltre a un secolo e mezzo ma che pare finalmente pronto a un enorme salto di qualità. Un salto orizzontale, per essere precisi.

Multi, infatti, è anche l’abbreviazione di multidirezionale. Oltre a spostarsi in verticale come succede oggi, le cabine potranno circolare da un lato all’altro dello stesso piano. Di più: grazie alla presenza di un motore ad hoc in ognuna, faranno a meno dei grossi cavi che oggi le issano fino al cielo o le riportano a terra.

Il vantaggio è sostanziale: nello stesso tunnel potranno circolare più ascensori in contemporanea. Ci penserà un sistema evoluto di freni e un cervellone a regolare il traffico. Guidano treni e metropolitane i computer, figuriamoci non possano riuscirci con un dispositivo che al confronto, come variabili sul tappeto, scomoda appena l’abc dell’elettronica.

L’idea è venuta al colosso ThyssenKrupp, un veterano nel settore. Che con questo sistema, illustrato nel video qui sotto, conta di sommare due benefici: raddoppiare la capacità di persone trasportabili a parità di distanza percorsa in un edificio e, di riflesso, dimezzare l’impronta sull’ambiente di ogni rete di ascensori.

Non solo. Anche gli architetti dovranno ringraziare. Quando il sistema entrerà a regime, non saranno più vincolati a grattacieli slanciati obbligatoriamente verso l’alto per consentire agli ascensori di sfrecciare al loro interno. I loro studi potranno elaborare progetti con sviluppi a zigzag. Sperando non eccedano troppo con licenze creative e virtuosismi.

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