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Nuovo Macbook: Apple vince ma non convince

Più sottile e leggero, il portatile dei record porta con sé qualche dubbio sulle prestazioni. Meglio i rinnovati Pro e Air

 

Come spesso accade dopo una conferenza di Apple ci si ritrova il giorno dopo a tirare le somme e a pensare cosa vendere per comprare il nuovo dispositivo di turno. L’attenzione di ieri era rivolta giustamente ad una prima assoluta, quell’Apple Watch che dovrebbe portare nuova linfa all’era degli smartwatch, partita ufficialmente da tempo ma senza mai sbocciare del tutto.

Seppur non vi fosse l’entusiasmo di un iPhone o iPad, Apple è riuscita a catalizzare l’attenzione sul suo marchio anche grazie al nuovo portatile di cui si vociferava da tempo: quel Macbook Retina da 12 pollici tanto atteso ma che alla fine lascia più di un dubbio sul suo reale valore. Non a caso alcune testate e specialisti hanno coniato una frase che farà sorridere molti, di certo non a Cupertino: “Il nuovo Macbook ha il prezzo di un ultrabook ma le prestazioni di un netbook”. Sarà vero? Cerchiamo di capirlo.

I record

Apple si batte il petto snocciolando tutte le incredibili prime volte del suo nuovo Macbook: “Sono i Mac più sottili e leggeri di sempre [… ] un computer che pesa meno di 1 kg ed è spesso solo 13,1 mm, un brillante display Retina da 12 pollici, il più sottile mai integrato in un Mac; una tastiera di dimensioni regolari più sottile che mai e incredibilmente reattiva. C’è il nuovo trackpad Force Touch, che introduce un nuovo livello di interattività nel Mac; una porta USB-C super compatta per trasferire dati, uscita video e ricarica, tutto in un unico connettore ed inoltre è il primo Mac senza una ventola” – e ancora – “Per la prima volta, il MacBook è disponibile in tre splendide finiture in alluminio: oro, argento e grigio siderale”. Insomma un sacco di novità per un computer che si appresta a fare storia.

Le specifiche tecniche

Scendendo nel tecnico abbiamo un processore Intel Core M dual-core a 1.1 GHz con Turbo Boost fino a 2.4 GHz; memoria RAM da 8 GB; 256 GB di spazio di archiviazione e una scheda grafica Intel HD Graphics 5300. Se si vuole innalzare il livello di potenza è possibile optare per un processore a 1.2 GHz con Turbo Boost fino a 2.6 GHz, sempre 8 GB di RAM e GPU Intel HD Graphics 5300 ma memoria a disposizione pari a 512 GB. Il prezzo del primo è di 1.499 euro, quello della seconda versione è pari a 1.829 euro. Decisamente troppo, in entrambi i casi.

Punti a sfavore: un solo cavo

Può una novità tanto elogiata da Apple diventare un “contro” importante per i possibili acquirenti del Macbook da 12 pollici? Secondo noi si. L’arrivo dello standard USB-C ha permesso all’azienda di racchiudere tutte le necessità di connessione via cavo in un'unica porta così da ridurre lo spessore del portatile. Un cavo USB-C permette di fare un bel po’ di cose: dal caricare il portatile al trasferire musica oppure trasmettere immagini sul televisore e sincronizzare l’iPhone. Peccato che Apple abbia pensato di integrare solo una porta del genere sul notebook così chi vuole fare due o più azioni contemporaneamente dovrà comprare una presa multiuso che costa 79 dollari.

Il processore

Il 12 pollici di Apple è uno dei primi portatili sul mercato ad utilizzare il processore Intel M Core a ridotto consumo energetico. Questo vuol dire che si potrebbero raggiungere davvero le 9 ore di continua navigazione in rete dichiarate dall’azienda ma a discapito della potenza. Gli altri due dispositivi a montare una CPU del genere sono il Lenovo Yoga 3 e l’Asus ZenBook UX305. Entrambi nei test effettuati, tra cui quello di Laptopmag, hanno riscontrato performance modeste nell’utilizzo quotidiano, inferiori a quelle di un notebook con un Core i5. Sulla carta il nuovo Macbook sarà perfetto per chi lavora in mobilità, meno per chi pretende tanto da un computer come i professionisti della grafica, chi edita video con software avanzati o semplicemente gli amanti dei videogiochi che troveranno più spassoso passare del tempo con Crossy Road su iPhone.

Meglio puntare sul passato

A questo punto chi deve comprare per la prima volta un Macbook può benissimo rivolgersi alle due rinfrescate presentate ieri, il Macbook Pro Retina da 13 pollici e il Macbook Air. Il primo ha il solito display ad alta risoluzione e il nuovo trackpad Force Touch, processori Intel Core di quinta generazione, Intel Iris Graphics 6100 e, secondo la Mela, memoria flash due volte più veloce e autonomia della batteria superiore. I MacBook Air da 11 e 13 pollici si rinnovano invece con un processore Intel Core di quinta generazione, Intel HD Graphics 6000 e Thunderbolt 2, oltre ad una memoria flash più veloce sul modello con schermo più grande.

Anche qui i prezzi del nuovo Macbook Pro Retina cambiano a seconda della configurazione: 1.499 euro per un Intel Core i5 dual-core a 2,7GHz con velocità Turbo Boost fino a 3,1GHz, 8 GB di memoria e unità flash da 128 GB; 1.699 euro per un processore Intel Core i5 dual-core a 2,7GHz con velocità Turbo Boost fino a 3,1GHz, 8 GB di memoria e unità flash da 256 GB e 2.049 euro per un processore Intel Core i5 dual-core a 2,9GHz con velocità Turbo Boost fino a 3,3GHz, 8 GB di memoria e unità flash da 512 GB.

Il nuovo Macbook Air ha invece un costo di 1.029 euro per la versione da 11 pollici, processore a 1,6GHz con velocità Turbo Boost fino a 2,7GHz, 4 GB di memoria e unità flash da 128 GB (1.279 con unità da 256 GB). Servono 1.179 euro per un MacBook Air da 13 pollici con un processore a 1,6GHz con velocità Turbo Boost fino a 2,7GHz, 4 GB di memoria e unità flash da 128 GB (1.379 con unità da 256 GB).

Conclusioni

Alla fine quello che si paga sul nuovo Macbook da 12 pollici è un design più sottile, le innovazioni di mouse, tastiera e connettori e lo schermo Retina, assente sui classici Air. In quanto a prestazioni non c’è paragone: un processore Intel i5 di quinta generazione sul Macbook Air 11 pollici 2015 contro un più modesto Intel Core M dual-core da 1.1 GHz o 1.2 GHz; batteria sensibilmente superiore sul rinnovato Air e l’assenza di più USB e Thunderbolt sul nuovo Macbook 12. Insomma la scelta questa volta non è per nulla semplice e scontata e passare all’ultimo iDevice potrebbe non essere sinonimo di avanzamento tecnologico. 

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