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Perché Nest di Google ha comprato gli occhi elettronici di Dropcam

Con l'acquisizione della società di sorveglianza domestica Big G mette un altro piede nell'internet delle cose. E nelle nostre vite

– Credits: Thinkstock by Getty Images

Altro giro di shopping di Google nella boutique sempre più affollata e ben fornita dell’internet delle cose. Dopo l’acquisizione dei termostati intelligenti Nest per 3,2 miliardi di dollari, Big G ha messo sul piatto mezzo miliardo di biglietti verdi, per la precisione 555 milioni, per incamerare Dropcam, azienda di San Francisco specializzata in videocamere e servizi accessori per la sorveglianza domestica.

Occhi elettronici e sensori attivabili a distanza che permettono di guardare in ogni momento, anche dal proprio tablet o dal telefonino, cosa sta succedendo dentro casa, tenere sotto controllo bambini e animali, sventare le malefatte di possibili intrusi. Ci sono uno zoom per stringere sui dettagli, una modalità di visione notturna grazie a un sistema di infrarossi a Led, un microfono e un altoparlante per comunicare con chi è nei dintorni e ascoltare le risposte, un sistema di notifiche che attirano la nostra attenzione se qualcosa non torna.

C’è inoltre tutta una galassia di funzioni accessorie: la possibilità di accendere o spegnere in automatico le telecamere in base alla propria posizione, di condividere le immagini con amici e social network, di salvare nella nuvola le riprese delle settimane passate. Il cocktail è un enorme archivio della propria vita domestica.    

L’operazione è delicatissima e infatti è stata presentata con il massimo tatto. Ufficialmente non è una manovra di Google, ma un’iniziativa diretta di Nest. Che però è di proprietà di Mountain View, dunque non è difficile né azzardato chiudere il cerchio. La società a capo del motore di ricerca e del sistema operativo mobile più usati al mondo ha capito che gli oggetti connessi al web, assieme alle automobili in cui pure si sta muovendo con impegno, sono la prossima grande frontiera della tecnologia e vuole partire in vantaggio in una probabile anzi sicura corsa all’oro.  

Matt Rogers, il cofondatore di Nest, ha detto in un’intervista che l’idea è lavorare con Dropcam per sviluppare nuovi servizi. L’evoluzione sarà, verosimilmente, quella di creare una piattaforma di controllo di tutti i dispositivi connessi della casa, non solo termostati e videocamere. Ma il nodo dei rischi di violazione della privacy degli utenti sono il primo pensiero malizioso e preoccupato che si affaccia in testa.

Non a caso Rogers si è affrettato a chiarire che Dropcam ubbidirà alle politiche di Nest, secondo le quali le informazioni di sorveglianza non saranno condivise con Google o altre compagnie senza il permesso dell’utente. E che l’intenzione non è quella di vendere pubblicità. Sarà verissimo, ma qualche preoccupazione sorge: da anni accettiamo termini e condizioni senza neanche leggerle, per colpevole pigrizia e perché sono papiri infiniti, quindi parlare di esplicito accordo degli utenti è un concetto molto mobile e relativo, che si presta a interpretazioni quantomeno elastiche.

Inoltre nei giorni scorsi Nest ha dimostrato che i suoi prodotti in apparenza meno tecnologici, i rilevatori di fumo, possono raccogliere e trasmettere informazioni per compilare statistiche aggregate. Dropcam, oltre alle videocamere, produce le Tabs, piccoli sensori da mettere su porte, finestre, oggetti di valore, che segnalano qualsiasi movimento. Arriveranno a breve.

Ecco, senza che Google si metta a spiarci, a guardare fisicamente in ognuna delle nostre case, il che sarebbe impensabile e abbastanza impossibile da gestire, potrà pensare di beneficiare dell’enorme flusso di statistiche sulle abitudini dei consumatori che, dopo Nest, anche Dropcam gli fornirà. Che l'inedito patto d'acciaio tra Nest e Dropcam gli regalerà. Da qui a trovare modi per proporre agli inserzionisti metodi raffinati per sfornare annunci meglio in target il passo sarà essere breve. Nel frattempo presidiare sempre più il florido terreno della domotica è già una mossa molto indovinata.

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