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Napster sbarca in Italia con 20 milioni di canzoni

Lo streaming musicale, tendenza in continua crescita, si rinforza sul nostro mercato con l'arrivo di un altro storico protagonista 

Una schermata di Napster

Ricorderete tutti Napster, il servizio che alla vigilia degli Anni Duemila introdusse, sdoganò e rese di massa il concetto di file sharing. Travolto dalle accuse di violazione del copyright, dopo alterne vicende cambiò pelle più volte fino ad assumere quella attuale, senza dubbio al passo con i tempi: un servizio di streaming musicale capace di sfruttare e portare avanti un brand molto amato, che ha lasciato ricordi positivi (e sì, una punta di nostalgia nel suo assetto originale) in più di una generazione.

Questo servizio oggi offre 20 milioni di canzoni, funziona sul computer di casa, sui dispositivi Apple e Android e, qui è la notizia, è appena stato reso disponibile in Italia e in altri 13 Paesi europei. Insomma, accanto ai vari Spotify e Deezer, ora c’è una possibilità in più.

«Sul fronte digitale, nel 2012, il mercato italiano è cresciuto del 29,5 per cento rispetto all’anno precedente» ha spiegato Thorsten Schliesche, vicepresidente senior di Napster e general manager per l’Europa. «È così importante» ha aggiunto «lanciare Napster in un mercato che ha già mostrato un 13 per cento di crescita nel primo quadrimestre 2013: ciò significa che possiamo contribuire a questo così positivo trend attraverso un’offerta molto particolare e innovativa».

In verità l’offerta sembra abbastanza in linea con quella degli altri competitor, sia per il numero di brani in catalogo (Spotify ne dichiara «oltre 20 milioni», Deezer si spinge fino a 25 milioni) sia per le tariffe. Napster si presenta con una prova gratuita di 30 giorni, poi costa 9,95 euro al mese e consente la fruizione delle canzoni su tre dispositivi portatili, on line dal computer attraverso il suo sito e anche offline. Nel lancio ufficiale si fa riferimento a partnership con diversi brand dell’elettronica di consumo che abilitano all’ascolto su ricevitori digitali, Smart Tv, impianti di home theatre, confermando quella tendenza progressiva di ingresso dello streaming musicale negli oggetti hi-tech.

Di sicuro c'è un dato di fondo da non trascurare: l’arrivo di un altro attore sulla scena non farà altro che stimolare la concorrenza, creando benefici per gli utenti e, sperarlo è lecito, presto o tardi qualche ritocco verso il basso delle tariffe di abbonamento.  

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