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Kim Dotcom, da Megaupload alla politica

Un partito per il pirata del web: in campo nel 2014 in Nuova Zelanda

Kim Dotcom in un fotogramma del video "Mr. President", del 2012 (Credit: Kim Dotcom)

I fasti di Megaupload, il blitz dell'FBI e la galera, il lancio di Mega e... un futuro da Primo Ministro della Nuova Zelanda?

Potrebbe essere questa la parabola di Kim Dotcom, venditore di fumo digitale e maestro dei colpi di scena. Un giornale neozelandese pubblica una sua foto e la notizia della sua discesa in campo : e lui, con il consueto stile - attribuendo il tutto a un "leak", a una soffiata fatta da qualcuno quando il progetto è ancora in fase embrionale - inizia a lanciare tweet sull'argomento.

La cosa può sembrare folle, ma ha già innervosito l'attuale Primo Ministro del paese, John Key.

La Nuova Zelanda è una paese che di certo ha una discreta attenzione per le nuove tecnologie: è il luogo dove Google sperimenta i palloni del Project Loon , ma anche il paese che da pochi giorni ha posto notevoli limitazioni ai brevetti sul software . Una mossa che - se fosse imitata dagli Stati Uniti e da alcuni paesi europei ed asiatici - farebbe scomparire quasi del tutto l'annosa "guerra dei brevetti" che vede nomi come Apple, Samsung, Microsoft, Google, Yahoo e via dicendo.

Kim ha un buon seguito nel paese, e le modalità del blitz con cui furono fermate le attività del Megaupload originale hanno finito per mettere in cattiva luce le autorità locali oltre che l'FBI.

I neozelandesi potrebbero dunque votarlo in massa? Improbabile, ma è possibile che comunque il corpulento Kim si ritagli uno spazio concreto nella scena politica locale e intaschi il 5% dei voti che gli occorre per entrare in Parlamento. E anche se le motivazioni dell'ambiguo e pittoresco personaggio non sono sempre limpide e appaiono ben differenti da quelle dei vari "Partiti Pirata" apparsi in diversi paesi europei, chissà che Kim non tenti di appropriarsi di tematiche e simboli di Rick Falkvinge  e soci.

Kim si dice "non ancora pronto", nel primo dei suoi tweet in cui parla del progetto. Ma nel giro di poche ore twitta ancora e annuncia il lancio di un partito politico (con lui Presidente: essendo residente ma di nazionalità tedesca Kim non potrà farsi eleggere in prima persona) per l'inizio del 2014; e la data non sarà casuale: "Il sito web del partito con informazioni sulle nostre idee e sui candidati sarà lanciato con un altro grande evento il 20 gennaio 2014. Secondo anniversario del raid."

John Key, Primo Ministro neozelandese, rilascia dichiarazioni in tv e liquida il progetto di Dotcom in poche parole : un'operazione promozionale senza speranza, magari per evitare l'estradizione.

Nel frattempo, il pubblico si aspettava il lancio di qualche nuovo servizio - il ventilato Megabox dedicato alla musica, oppure qualcosa di incentrato su film e video - invece è altamente probabile che i prossimi mesi in casa Dotcom siano dedicati al lancio della carriera politica piuttosto che alle nuove funzionalità di Mega.

Una novità interessante però arriva da supporto di un social network emergente: Zurker. Fondato nel 2011 e ancora poco noto, Zurker sembra il contrario di Facebook: si presenta come "democratico" e "collaborativo"; offre azioni agli utenti perché divengano essi stessi proprietari del network; non contiene pubblicità, ha l'ossessione della privacy e della sicurezza, al punto di cercare di evitare l'embed di video da YouTube perché a loro dire la tecnologia degli stream video di Google non sarebbe completamente sicura.

E proprio per rimediare a questo tipo di problema, pochi giorni fa, Mega è stato scelto come strumento con cui gli utenti del social network potranno condividere file di ogni genere : una mossa di cui certamente beneficeranno entrambe le società. In attesa di Megabox e dei prossimi colpi di scena targati Kim.

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