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ITU: 5 motivi per seguire la conferenza di Dubai

Dal telegrafo a Internet, l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni si riunisce a Dubai: nuove regole per un mondo in evoluzione, o tentativo di "imbavagliare" la Rete?

ITU - una sigla che sta per International Telecommunications Union, e in cui la "t" originariamente stava per "telegrafo". Da noi, l'ente - fondato nel 1865 e dal 1947 agenzia delle Nazioni Unite - è anche noto con la sigla UIT.

Si apre oggi a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, WCIT 2012 (World Conference on International Telecommunications) , conferenza destinata a segnare il mondo delle telecomunicazioni e dell'informazione, apportando innovazioni e rivedendo i trattati internazionali vincolanti per gli stati membri.

Quello che potrebbe sembrare un evento tecnico-giuridico, strettamente per addetti ai lavori, porterà invece con sé una serie di conseguenze che potrebbero riflettersi sulle nostre vite; forse anche sul modo in cui Internet verrà regolata in concreto dagli stati, ad esempio.

Ecco alcuni buoni motivi per tenere d'occhio cosa accadrà a Dubai tra il 3 e il 14 dicembre:

1) WCIT-12 è il terzo e il più importante di una serie di simposi internazionali sull'argomento: vi si discuterà di molti punti, dalla riduzione dei costi del roaming internazionale alla prevenzione delle frodi nel campo delle telecomunicazioni;

2) Si cercheranno modi per portare connettività Internet ai due terzi della popolazione mondiale che ne sono ancora privi;

3) Ad avviso degli organizzatori e per la precisione nelle parole del Segretario Generale Hamadoun I.Touré "Contrariamente ad alcune affermazioni sensazionalistiche fatte dalla stampa, WCIT-12 non è affatto dedicata a prendere il controllo di Internet, specialmente in termini di gestione delle risorse critiche di Internet come nomi e indirizzi. WCIT-12, inoltre, non è in alcun modo interessata alla restrizione della libertà di espressione o della libertà di parola delle persone, ma a stabilire principi per assicurare connettività globale - non governance globale su Internet".

Eppure....

4)  Non tutti sono convinti da queste belle parole. Per esempio, ecco un sito ad hoc sul quale stanno comparendo "leak" di documenti relativi alla conferenza. Manco a dirlo, il nome è wcitleaks.org . Attivisti e studiosi che hanno messo su questa operazione lamentano una mancanza di trasparenza: i documenti preliminari della conferenza sono accessibili agli stati membri, ma non alla società civile. I cittadini rischiano così di rimanere all'oscuro sui reali contenuti, senza poter dare il proprio contributo. Proprio da qui si possono anche trovare link ad articoli di organi di stampa autorevoli come New York Times e Forbes. Quest'ultimo ad esempio titola: "Perché le Nazioni Unite stanno cercando di prendere il controllo di Internet?" . Insomma, qualche dubbio che non sia solo "sensazionalismo" c'é.

5) Sin dallo scorso maggio, l'Electronic Frontier Foundation assieme a un'altra trentina di organizzazioni, ha manifestato le proprie perplessità nei confronti della conferenza e dei "negoziati segreti sulla regolamentazione di Internet" che l'hanno preceduta.

Un evento da tenere d'occhio, insomma, e di cui sentiremo parlare ancora a lungo nei prossimi mesi.

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