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Google compra SlickLogin, le password del futuro saranno sonore

Dopo nemmeno 5 mesi di vita, la startup SlickLogin viene rilevata da Google. Sul tavolo dell'accordo: un sistema per autenticarsi sfruttando segnali sonori non udibili all'orecchio umano

SlickLogin

– Credits: TechCrunch @ Flickr

Una delle sfide più attese di questo 2014 consisterà nel tentativo di pensionare una volta per tutte la password tradizionale. C’è chi ci sta provando con la biometria, chi con le chiavette USB , alcuni addirittura hanno pensato a delle pastiglie-password da ingerire quotidianamente. Su questo fronte, l’esercito più motivato è sicuramente quello schierato da Google che, dopo aver lavorato per mesi a uno smart-anello capace di sostituire ogni genere di password, ha portato a casa l’ennesima acquisizione dell’anno.

Oggi, a soli 5 mesi dal suo lancio, la startup SlickLogin è stata rilevata da Google. Ancora non si conoscono le specifiche dell’accordo, ma è piuttosto chiaro che non si tratta dell’ennesima acquisizione difensiva volta a rimpinguare il parco brevetti, né tantomeno di un acquisto preventivo fatto per scongiurare l’ascesa dell’ennesimo competitor. La realtà è che i ragazzi di SlickLogin hanno sviluppato un sistema ingegnoso per sostituire le password, un sistema che non si basa su codici o dettagli biometrici, bensì sul suono.

Il sistema sviluppato da SlickLogin funziona così: a ogni utente viene assegnata una particolare sequenza sonora, opportunamente studiata per non essere udibile all’orecchio umano. Quando l’utente cerca di accedere all’account di un sito che ha abilitato il supporto SlickLogin, le casse del laptop o del PC riprodurranno questo suono che verrà captato dal microfono dello smartphone o del tablet dell’utente, e verificato da un’apposita app. Se il suono coincide con quello previsto dall’app, questa invierà un feedback ai server del sito, dando semaforo verde per l’accesso.

Si tratta di un metodo semplice e allo stesso tempo sicuro per bypassare le password, o per coadiuvarle. Il dato più importante, infatti, è che SlickLogin non chiede all’utente di riprodurre un suono per potere accedere, ma di riceverlo. In questo modo si minimizzano i rischi derivanti dalla possibilità di procurarsi il suono che contraddistingue un utente e usarlo a piacere.

I tre ragazzi alla guida di SlickLogin, paiono piuttosto entusiasti del fatto che la propria creatura venga rilevata da un gigante dell’hi-tech ancora prima che termini lo svezzamento: “Google condivide la nostra convinzione che i log in dovrebbero essere facili invece che frustranti, e l’autenticazione dovrebbe avvenire in modo efficace e rapido.” si legge in un comunicatoGoogle è stata la prima compagnia a offrire gratuitamente un’autenticazione a due fasi, e stanno lavorando ad alcune idee grandiose che renderanno internet più sicuro per tutti. Non potremmo essere più entusiasti di unirci a questa impresa.

Sebbene l’idea di SlickLogin abbia tutte le carte in regola per dimostrarsi vincente, difficilmente rappresenterà la risposta definitiva al problema password. La cosa più probabile, è che le password del futuro saranno composte da diverse variabili, biometriche, acustiche, fisiche (anelli o chiavette USB) e magari ancora testuali. Ma se i principi propugnati da SlickLogin avranno successo, non ci sarà più bisogno di tenere a mente codici e frasi contorte, e autenticarsi sarà un’operazione semplice, immediata e, possibilmente, inconscia.

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