Google mobile search
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Google, anche la ricerca è mobile

Più della metà delle query arriva da smartphone e simili. Ecco cosa significa per la grande G (e per i suoi utenti)

Le ricerche su Google da smartphone e tablet hanno superato quelle da PC. La tendenza, che in alcuni paesi (USA e Giappone, ad esempio) era emersa già qualche mese, ora si è allargata su scala mondiale. A rivelarlo l’autorevole Search Engine Land, che fa notare come il fenomeno sia dovuto a un’esplosione del traffico mobile più che a un calo fisiologico delle query da desktop (che rimangono comunque ingenti).

Ma cosa significa questo per gli utenti? Una prima risposta la si è avuta lo scorso mese con il lancio del nuovo logo di Google, una scelta che non risponde a precisi canoni stilistici quanto piuttosto alla volontà di Big G di semplificare il suo codice per un utilizzo più snello da parte dei dispositivi mobili. Si può dire, più in generale, che le scelte di Mountain View, soprattutto quelle importanti, d’ora in poi saranno gioco forza orientate a migliorare l’esperienza mobile.

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Resta da capire come tutto questo potrebbe influire sul cambiamento delle dinamiche online. Già oggi, rivela Amit Singhal, senior vice presidente della ricerca in Google, ci sono 100 miliardi di link provenienti da applicazioni mobili indicizzate dal motore di ricerca. Il che, vista in un’ottica di medio e lungo periodo, potrebbe portare a una riduzione dei confini - finora abbastanza netti - fra i due mondi. Insomma, se fino a questo momento le app sono sembrate delle isole a sé stanti da aprire e chiudere indipendentemente da qualsiasi altra attività svolta su un telefonino, in futuro saranno sempre più integrate all’interno dell'esperienza di navigazione sul Web.

Per Google, è evidente, uno dei grandi obiettivi per gli anni a venire sarà quello di far combaciare questi cambiamenti con una migrazione parallela della sua grande macchina pubblicitaria dal Web per la “scrivania” a quello in formato tascabile. La transizione, a dire il vero, è già iniziata da tempo, ma l'impressione è che mai come oggi la grande G sia attesa a un cambio di passo. Anche perchè, nel mentre sono arrivate Facebook ed Apple a offrire alternative piuttosto alllettanti, soprattutto per i pubblicitari.

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