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Game of Thrones è il serial tv più piratato dell'anno

La popolare saga fantasy conferma un (poco?) lusinghiero primato: ma in casa Time Warner non si preoccupano pù di tanto. Anzi...

Credit: elab.grafica di N.Battista

"Game of Thrones", la saga ispirata ai romanzi di George R. R. Martin, giunta alla terza stagione e con la quarta prevista per il 2014, nel 2012 è stata la serie tv più piratata dell'anno. E nel 2013 continua ad esserlo, secondo le classifiche stilate da Torrentfreak .

Che ne pensa il CEO di Time Warner (proprietaria dell'emittente HBO che produce e trasmette la serie)? E' onorato, come se gli avessero dato un Emmy award o qualche altro riconoscimento importante.

E non è neppure l'unico: esternazioni analoghe furono rilasciate lo scorso aprile da altri personaggi legati allo show.

Scaricare file da siti peer-to-peer - al di là della legalità o meno del contenuto di cui si sta facendo il download - è pratica come è noto diffusissima.

Ma mettiamoci per un attimo nei panni di un "avente diritto": come vi sentireste se il vostro lavoro, la vostra opera realizzata con tanta fatica venisse scaricata da milioni di persone, senza che voi possiate percepire alcun compenso?

A meno che non abbiate deciso in origine di utilizzare una licenza Creative Commons o qualche altra modalità distributiva che consenta almeno certi utilizzi liberi e gratuiti, normalmente sareste perlomeno frustrati. Se non arrabbiati col mondo intero e pronti a intraprendere azioni legali.

Ecco invece un'eccezione non da poco: Jeff Bewkes, boss della major che produce "Il Trono di Spade" - serial popolarissimo anche da noi - vede la pirateria come uno dei segni del successo. Se in tanti lo scaricano o lo cercano tra torrent e simili, vuol dire che il serial ha fatto centro.

“L'esperienza ci insegna che queste cose portano più abbonati paganti." e ancora "Penso sia meglio di un Emmy". Tempo fa, dichiarazioni analoghe erano state rilasciate dal regista David Petrarca (che aveva riferito di gradire il "passaparola" creato dalla rete e quindi in parte anche dalla pirateria)  e dall'attrice Rose Leslie (“Non penso che l'HBO ne sarà troppo contenta ma sì, in un modo o nell'altro è un complimento enorme. Non solo per me per tutto lo show").

Ma persino Michael Lombardo, presidente della programmazione di HBO, era arrivato a considerare la pirateria come "una sorta di complimento" e come parte del gioco: "è qualcosa che accade quando si ha un serial di enorme successo su un network a pagamento". E che addirittura, a suo dire, le vendite dei DVD non ne avrebbero risentito.

Può sembrare un atteggiamento rivoluzionario: non lo è. Ricorda altri tempi e altri scenari.

Ricorda il tempo dei venditori di audiocassette pirata che circolavano per le strade di molte delle nostre città. Oggi, a volte si vedono ancora cd e dvd pirata, venduti in strada o sulle spiagge; ma la Rete ha ridotto non poco questo commercio.

Al tempo delle cassette musicali, neanche una ventina d'anni fa, mentre la casa discografica si disperava, c'erano artisti che consideravano un vanto stare su quelle bancarelle: era il segno del successo. Se mi copiano, vuol dire che sono famoso. Forse la cosa non varrà per tutti, ma nel caso di Game of Thrones sembra proprio così.

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