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Le fotocamere del futuro non avranno lenti e saranno ovunque

Patrick Gill ha sviluppato un sensore lensless piccolo quanto una punta di matita che consente di catturare immagini senza bisogno di lenti. L'obiettivo è incorporare sensori di questo tipo nei vestiti, negli elementi architettonici e in qualsiasi dispositivo

Camera lens grain

– Credits:  Anders Ljungberg  @ Flickr

“Il nostro obiettivo è fornire occhi a qualsiasi dispositivo digitale, a prescindere dalle dimensioni”.

Patrick Gill ha le idee chiare sulle possibili future applicazioni della sua invenzione, un minuscolo sensore che è in grado di catturare immagini senza bisogno di lenti.

Ci stanno lavorando da tempo i ricercatori della Rambus, che si sono posto come obiettivo il rivoluzionamento della tecnologia fotografica secondo direttive diverse da quelle che hanno governato il settore fino ad oggi. Se infatti le grandi case di produzione hardware fanno a gara a chi ottiene la definizione più alta, il pixel più piccolo e le foto di maggiore qualità, a Rambus hanno priorità assai diverse.

Innanzitutto, l’alta definizione non è un imperativo. Non importa che un sensore sia in grado di catturare immagini ultradefinite, quello che importa a Gill e soci, è consentire agli utenti di ottenere immagini in qualsiasi situazione, da qualsiasi angolazione, con una qualità decente, con un costo economico e logistico il più ridotto possibile.

Nasce così l’idea dei lensless smart sensors (letteralmente: sensori intelligenti senza lenti), sostanzialmente dei minuscoli chip in cui la lente viene sostituita da un reticolo di diffrazione corredato di una struttura spiraliforme grossa quanto la punta di una matita.

Nella fotografia tradizionale il processo di produzione dell’immagine avviene sostanzialmente così: la lente concentra l’informazione luminosa su un sensore, il quale produce un file digitale che viene poi rielaborato e trasformato in immagine grazie a un processore e a un software video. Il dispositivo creato da Gill concentra tutti questi elementi, lente esclusa, in un unico, microscopico chip, che può quindi essere incorporato ovunque, dai vestiti che indossi, alle mura di casa, al cruscotto della tua auto.

Come abbiamo anticipato, la qualità delle immagini ottenute in questo modo è tutt’altro che eccelsa, Gill spiega che verosimilmente il massimo che riuscirà a ottenere al momento della messa in commercio sarà una qualità di 128 x 128 pixel.

Il che non è un problema, dal momento che simili sensori non serviranno a rimpinguare il tuo portfolio da aspirante fotografo, quanto a produrre informazioni contestuali. In parole povere: la possibilità di introdurre sensori lensless in elettrodomestici, elementi strutturali e vestiti, ci porterà alcuni passi più vicini al tanto anticipato concetto di Internet delle cose.

Dare occhi a qualunque dispositivo, come dice Gill, significa inserire quei dispositivi in un contesto, posizionarli in contatto costante con quanto accade nel mondo esterno e, sostanzialmente, rendere possibile la creazione di quell’architettura di dati contestuali necessaria per mettere in relazione tutta la tecnologia della nostra quotidianità.

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