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Hai il 4G? Non vedi la tv

Monito della Fondazione Bordoni: le frequenze LTE possono oscurare il segnale del digitale terrestre. A rischio 700 mila abitazioni in Italia

Non è ancora arrivato e già cominciano i problemi. L’Lte, il nuovo standard di comunicazione senza fili potrebbe portare in dote – oltre a un considerevole aumento della velocità di accesso a Internet da dispositivi mobili – anche una serie di effetti collaterali non proprio graditi. Il principale sarebbe legato al rischio di interferenze con il digitale terrestre. In sostanza, il segnale della Rete mobile di ultima generazione rischia di oscurare quello televisivo.

A rivelarlo è il Centro Ricerche della Fondazione Ugo Bordoni che parla di circa 700 mila abitazioni che rischiano di vedersi oscurare (totalmente o parzialmente) i canali televisivi. Il problema sarebbe legato allo spettro delle frequenza pregiate dell’LTE – quello degli 800 MHz – il pezzo di banda più ambito dagli operatori nostrani (Tim, Vodafone e Wind) per via del suo maggior raggio d’azione sul territorio (a parità di antenne rispetto alle altre frequenze). Questa porzione di etere (in passato occupata dalle frequenze televisive) rischia infatti di "accecare" le antenne DTT con conseguente mancata ricezione di tutti i canali, o parzialmente dal 60 UhF a scendere.

Significa che gli utenti dovranno (ri)aggiornare la propria dotazione tecnologica acquistando nuovi decoder o filtri ad hoc? Sulla carta no: i costi di adeguamento degli impianti dovrebbero essere a carico degli operatori di telefonia. Lo stesso Ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, ha precisato in tempi non sospetti che sono allo studio "provvedimenti normativi, da proporre eventualmente nell'ambito dell'iter parlamentare di conversione idonei a definire le modalità con cui gli operatori di tlc dovranno intervenire sugli impianti per la ricezione televisiva domestica, ripartendo i relativi oneri".

L’LTE, lo ricordiamo, ha appena tagliato i nastri di partenza in alcune città italiane (Milano, Roma, Napoli e Torino) grazie a Tim e Vodafone. Nelle zone già raggiunte dal segnale, però, i servizi di connettività operano ancora sullo spettro dei 1800 MHz. Gli impianti 4G che sfruttano gli 800 Mhz verranno accesi gradualmente a partire dal prossimo anno.

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