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Apple aggiorna gli iMac, ecco a chi si rivolgono

Nuovi processori, grafica e velocità di archiviazione migliorate. Perfetti per creativi, novizi della mela e giocatori incalliti

Ogni volta che la Apple aggiorna i suoi computer - lo ha appena fatto con quelli da scrivania, gli iMac - negli utenti della mela si scatenano sentimenti opposti: da una parte c’è una punta di rammarico, perché un semplice annuncio rende obsoleto il proprio gioiellino; dall’altra si scatena la tentazione di portarsi a casa l’ultimo modello. Ecco perché ha senso fare una riflessione e chiedersi se, e quando, ne vale la pena: d’altronde parliamo di modelli che costano a partire da 1.329 euro nella versione con lo schermo da 21,5 pollici, da 1.849 euro per il display da 27.

Cominciamo con i fatti: le novità essenziali riguardano l’introduzione dei processori Intel quad-core di ultima generazione (l’entry level è un i5 a 2,7 GHz, già notevole) che promette migliori prestazioni associate a performance grafiche superiori. Performance che salgono fino al 40 per cento rispetto alla versione precedente, con una memoria video raddoppiata, per chi si orienta su un i5 da 3,4 GHz a cui si accompagna una scheda GeForce serie 700 di Nvidia. E, salendo ancora col prezzo, si può richiedere un i7 da 3,5 GHz. Più di 2.200 euro per il 27 pollici. Tutto ciò in piena tradizione Apple che consente di modulare la propria scelta, anche con poche semplici e rapide operazioni dal suo negozio ufficiale, sulla base di quelle che sono le proprie esigenze e la tipologia di stress, di carichi a cui si sottopone generalmente il computer.

Altri bonus, prestazioni grafiche e velocità di elaborazione a parte, sono la compatibilità con il Wi-Fi 802.11 ac, ovvero il prossimo standard super rapido per le connessioni senza fili, che pigia tre volte di più sull’acceleratore rispetto alla generazione precedente; un’archiviazione di tipo flash che, senza scendere in tecnicismi, è del 50 per cento più scattante rispetto al passato. Di serie, inoltre, ci sono 8 giga di memoria e un hard disk da un terabyte. Entrambi possono essere aumentati notevolmente: fino a 32 giga per la memoria, fino a 3 terabyte lo spazio di archiviazione.  

A chi serve tutto questo tripudio di velocità? Innanzitutto a chi non ha un iMac ed è deciso a comprarne uno. Queste configurazioni, mantenendo il design iconico del prodotto nella variante rinnovata super slim, offrono al momento quello che, grosso modo, è lo stato dell’arte della tecnologia per un computer da tavolo: processori appena usciti, schede grafiche all’altezza della situazione, garanzia di compatibilità con standard venturi per la trasmissione dei dati e una gestione intelligente per la loro archiviazione. Il che apre un ampio ventaglio di possibilità: di godersi contenuti multimediali ad alta definizione su uno schermo nitido e luminosissimo; produzione di contenuti, siano essi video, foto o audio; attese nulle o tendenti allo zero nella navigazione sul web, nella preparazione di file di testo o di calcolo, nelle presentazioni e simili.

L’investimento è notevole, non c’è dubbio, ma parliamo di un oggetto che ha un design iconico e che non invecchia rapidamente. La maggior parte degli utenti è soddisfatto del suo iMac, lo tiene per diversi anni e se proprio si assiste a rallentamenti o lo spazio si esaurisce, può sempre acquistare memoria aggiuntiva o potenziare l’hard disk.

Diverso il discorso per chi ha un iMac giusto della generazione precedente rispetto a questo refresh: è vero, ci sono i processori quad-core che sono risultati molto convincenti, ma forse non c’è tutta questa urgenza per un investimento così significativo. A meno che non si rientri in alcune caratteristiche ben definite: grafici, creativi in generale o maniaci dei videogiochi. Categorie per cui un salto di qualità, una minore attesa nell’elaborazione di un contenuto o, certo, nel caricamento di un titolo, sono benefici importanti. Gli altri, non si frustrino, tengano a bada le tentazioni, almeno per un altro giro: solo un vostro amico o conoscente un po’ maniaco si prenderà la briga di cliccare sul resoconto di sistema per vedere se avete l’ultimo processore o lo standard Wi-Fi che fa tendenza. Anche a impedire queste insane derive servono le password.  

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