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Ford si allea con Amazon e prepara l'auto del futuro

Al Ces l'Ovale Blu continua a puntare sulle vetture intelligenti. Per ora senza Google, ma con un altro partner di lusso

da Las Vegas

Per ora non c’è l’atteso annuncio dell’accordo con Google, ma Mark Fields, il ceo di Ford, sul punto è sibillino, segno che se l'acqua non bolle, poco ci manca: «Abbiamo già molti partner, continueremo a lavorare con loro e con altri» dice in chiusura della conferenza stampa del Ces di Las Vegas, dove l’Ovale Blu ha comunque parlato a lungo di auto autonoma. Degli sforzi della casa americana per raggiungere il tanto agognato «Level 5», che contraddistingue una vettura capace di badare a se stessa in qualsiasi condizione climatica e su ogni terreno. «E che sia alla portata di chiunque, non un lusso» chiosa Fields.

È il futuro sempre più vicino, una scommessa affascinante a cui tutti, consumatori e costruttori, guardano con curiosità e interesse. Ford, prima azienda del settore a salire sul palco del Ces – era il 2007, il padrone di casa si chiamava Bill Gates – è al lavoro su questa frontiera da ormai dieci anni. La novità è che, nel corso del 2016, triplicherà la sua flotta di prototipi a guida autonoma basati sulla Fusion Hybrid, la gemella a stelle e strisce della Mondeo. Scorrazzeranno tra Arizona, California e Michigan. Avranno a bordo sensori di nuova generazione, grandi quanto un disco da hockey. Pur senza il coinvolgimento di Google, nessun’altra casa al mondo può vantare una flotta così vasta.

E comunque, per un colosso dell’hi-tech che al momento rimane alla finestra, un altro entra dalla porta principale. Si tratta di Amazon, con cui l’Ovale Blu ha stretto una partnership per un’integrazione con Echo, l’hub per la casa connessa del servizio di e-commerce più celebre al mondo.

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Il Ceo di Ford Mark Fields annuncia la partnership con Amazon – Credits: Marco Morello

Echo, già in vendita negli Stati Uniti, è un cilindretto che, oltre a riprodurre musica, può gestire gli elettrodomestici, le luci, le videocamere di sicurezza usando semplici comandi vocali. Grazie all’accordo con Ford potrà dire, dal soggiorno o dalla cucina, qual è il livello di carica della propria vettura e l’autonomia in chilometri residua. Viceversa, quando ci si troverà al volante, sarà possibile aprire il garage a poche centinaia di metri dall’arrivo a destinazione o accendere il condizionatore o un’abatjour in camera da letto, mentre ci si trova al volante della propria macchina.

Ma l’auto tradizionale, autonoma e non, non è l’unico focus di Ford. È un settore da 2,3 trilioni dollari l’anno, di cui la casa americana detiene una quota di mercato pari al 6 per cento. Molto più grossa è la fetta del trasporto che coinvolge taxi, autobus, la mobilità in senso lato: vale 5,4 trilioni di dollari, sempre spalmati su 12 mesi, e nessun costruttore è riuscito ancora a ritagliarsi uno spazio considerevole. «È un’opportunità gigantesca» dice Fields «che chiama in causa l’innovazione, assieme alla sfida di rendere il mondo un posto migliore».

Un condensato di tecnologia e buon senso, che fanno parte dello «Smart mobility plan» annunciato lo scorso anno sempre qui al Ces e che ha messo in agenda il non semplice compito di cambiare il modo in cui ci spostiamo, rivedendo tutte le dinamiche del trasporto locale. Come il «car sharing» con il parcheggio garantito, giusto per rendere il tutto meno fumoso, che Ford sta sperimentando a Londra: si chiama «go!drive» e mira a incoraggiare chi nutre qualche diffidenza verso i meccanismi della sharing economy, in cui l’uso vince sul possesso.

Ma l’Ovale Blu vola alto, anche in senso letterale: assieme al produttore di droni Dji, uno dei principali al mondo, ha lanciato una sfida agli sviluppatori hi-tech, invitandoli a trovare e proporre soluzioni per rendere possibile un’integrazione tra quadricotteri e veicoli. In palio per il vincitore ci sono 100 mila dollari.

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Un drone della Dji – Credits: Ford

Un esempio è la ricognizione nelle aree in cui è scoppiata un’emergenza. I droni possono entrare in campo quando i veicoli tradizionali, anche i più avvezzi ai terreni non convenzionali, sono fuori gioco. Un'altra prospettiva originale per cambiare il modo in cui si muove il mondo, sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Un approccio perfettamente in linea con lo spirito del Ces di Las Vegas.

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