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Facebook prepara un'alternativa a Twitter

Zuckerberg ha in cantiere un'app mobile che invierà agli utenti contenuti da 100 caratteri simili a tweet. Ma l'approccio è quello sbagliato

Negli anni Facebook ha dimostrato di sapere (e, soprattutto, volere) essere molto di più di un semplice social network. Nel giro di poco tempo ha acquisito un servizio di messaggistica (Whatsapp), uno di photo-sharing (Instagram), ha lanciato app autonome come Messenger, Slinghot e Hyperlapse, inoltre in molti siti viene utilizzato come principale mezzo di autenticazione. Ma c'è un ambito in cui Facebook, per quanto si sforzi, non riesce a guadagnare posizioni: le notizie in tempo reale.

Dopo il mezzo buco nell'acqua di Paper, oggi a Menlo Park sembrano pronti a un'altra sfida in ambito news. Le indiscrezioni emerse in queste ore convergono nel sostenere che Zuckerberg e soci abbiano sviluppato una nuova app mobile che funzionerebbe in maniera simile a Twitter e che sarebbe già in fase alpha.

Stando ai pochi screenshot trapelati, l'app dovrebbe funzionare così: Facebook selezionerà alcuni partner (che potranno essere media company o anche specifici giornalisti) che si occuperanno di produrre notizie su vari argomenti. L'utente sceglierà quali di questi canali seguire e, a seconda delle sue scelte, riceverà brevi notifiche che lo avviseranno in tempo reale di una notizia di potenziale interesse. Queste notifiche saranno delle specie di tweet, conterranno un testo di 100 caratteri e un URL per accedere alla notizia completa.

Nonostante le chiare analogie con la piattaforma di microblogging, e nonostante Facebook stia chiaramente cercando di intercettare l'utenza di Twitter, questa app sembra muoversi in una direzione diversa, più vicina alla tradizionale formula dall'alto al basso; approccio che per altro caratterizza anche altri prodotti Facebook (basti pensare al recente lancio di una funzionalità live-streaming dedicata unicamente agli utenti famosi).

È presto per valutare se questa mossa possa rivelarsi o meno utile per Facebook, ma l'impressione è che il colosso di Menlo Park stia giocando a un tavolo da briscola con un mazzo da poker. Se Twitter funziona come canale di amplificazione e rielaborazione delle notizie, è proprio per via della relativa assenza di barriere: chiunque è un potenziale produttore di contenuti, e la gerarchia è molto meno marcata.

Esattamente un anno fa, in occasione degli scontri di Ferguson, lo scarto tra questi due approcci è apparso lampante. Mentre su Twitter l'hashtag #Ferguson andava a fuoco, l'algoritmo di Facebook continuava a mandare in primo piano contenuti per nulla attinenti alla questione, in mezzo a una marea di video dell'ice-bucket challenge. Al tempo non erano mancate le polemiche e in molti avevano avuto la conferma che Facebook non fosse la piattaforma migliore per informarsi in tempo reale.

Ora Facebook sembra deciso a riguadagnare credibilità anche agli occhi di chi sembra aver piantato le tende su Twitter. Ma in mancanza di un vero cambio di rotta, difficilmente questa operazione avrà successo.

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