Crock Pot
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Crock Pot, la recensione della slow cooker per eccellenza

Come funziona, cosa può preparare e quanto consuma la più celebre fra le pentole a cottura lenta

Si dice che in cucina ci siano solo tre ingredienti davvero essenziali: passione, materie prime e tempo. Il primo è una dote, il secondo lo si può acquistare, ma per il terzo la questione si fa più complessa. Non tutti, purtroppo, possono dedicare ore e ore alla preparazione dei propri piatti preferiti, soprattutto nei giorni infrasettimanali.

Eppure, non serve essere cuochi stellati per capirlo, ci sono ricette per le quali la velocità, o addirittura la fretta, non solo è cattiva consigliera ma addirittura dannosa. Una zuppa di ceci, o un brasato di manzo, per dire, non sono piatti che possono essere cucinati nel microonde. Anzi, si può senz’altro dire che ci sono casi nei quali la qualità del risultato sia direttamente proporzionale al tempo di cottura.

Una soluzione semplice, e tutto sommato economica, per salvare capra e cavoli (ma anche ceci e manzo) in realtà ci sarebbe: si chiama Crock Pot ed è nella forma e nella sostanza una pentola elettrica che funziona con un principio tanto caro alle nostre nonne, quello della cottura lenta. Il tutto, e qui sta il vero benefit rispetto alle pentole tradizionali, senza bisogno di troppe attenzioni.

La promessa della Crock Pot, così come di tutte le altre slow cooker è infatti quella di riuscire a cucinare in (quasi) completa autonomia: basta mettere gli ingredienti in pentola, accenderle il termostato e lasciare che il calore faccia il suo corso, senza mescolare né aggiungere liquidi.

In questa recensione vi spieghiamo come funziona e quali sono i suoi punti di forza.

Cucinare con lentezza
Crock Pot è come detto una pentola elettrica che si compone da tre elementi chiave: una base riscaldante, un recipiente di cottura in litoceramica e un coperchio. Il funzionamento è sostanzialmente simile a quello di una normalissima pentola da cucina, eccezion fatta per l’alimentazione: al posto del gas c’è una resistenza elettrica che si scalda fino a una temperatura massima di 98 gradi secondo due diverse modalità: bassa (low) e alta (high).

Ciò che cambia non è tanto la temperatura quanto il rilascio del calore nel tempo: in modalità low la Crock Pot lavora a cottura lentissima (per cucinare un’arista di maiale, ad esempio, occorrono circa 6 ore), mentre in modalità high i tempi si dimezzano. C'è poi una terza e ultima modalità (warm) che non cuoce ma può essere sfruttata per tenere in caldo le pietanze prima di servirle in tavola.

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– Credits: Roberto Catania

Voglia di tenerezza
Il risultato - in ogni caso - è assicurato. Che sia lenta o lentissima cottura, il piatto “sfornato” dalla Cock Pot offre una morbidezza, una consistenza e un'amalgama dei sapori senza pari: dopo 7 ore di cottura abbiamo estratto dalla Crock Pot uno stinco di agnello che si poteva tagliare – letteralmente – con la forchetta.

Il discorso può essere esteso a tutti quei tagli di carne che normalmente prediligono il fuoco lento (stufati, brasati, stracotti, arrosti), ma anche a molte ricette a base di verdure e legumi (zuppe, ribollite, minestroni, ratatouille) che richiedono lunghe cotture o che semplicemente rischierebbero di spappolarsi o di attaccarsi sul fondo se cucinate su pentole tradizionali.

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– Credits: anneheathen @Flickr

Una pentola indipendente (ma la mano del cuoco serve sempre)
Il bello di una Crock Pot, e qui passiamo al secondo vantaggio, è che non necessita di cure particolari durante la fase di cottura. Basta aggiungere la giusta quantità di liquidi, chiudere il coperchio e impostare un timer per ricordarsi di spegnere la pentola.

Nel mentre si può fare altro: preparare un dolce, uscire a fare shopping, si può persino pensare di mettere gli ingredienti in cottura prima di andare andare a letto e spegnere la slow cooker il mattino dopo. Le temperature in gioco, infatti, non sono tali da creare problemi per la sicurezza.

Ciò non significa che la componente umana sia trascurabile. Quello della cottura lenta è un metodo che ha le sue regole e i suoi piccoli e grandi accorgimenti “manuali”. Ad esempio: non bisogna eccedere nell’utilizzo di liquidi (la pentola lavora da chiusa e sotto la soglia di ebollizione, pertanto il brodo o l’acqua di cottura tendono a non evaporare) ed evitare l’impiego di tutti quegli ingredienti (latte, panna, panna acida) che con la cottura lenta rischierebbero di deteriorarsi.

In certi casi, poi, è consigliabile effettuare un trattamento preventivo in una padella tradizionale: per un brasato al barolo o uno spezzatino, ad esempio, suggeriamo di rosolare la carne per una decina di minuti a fuoco vivo, prima di portare il tutto in Crock Pot.

Consuma come una lampadina da 100 Watt
Ok. Ma i consumi? Per un modello di medio calibro come quello utilizzato per il nostro test (Crock Pot da 3,5 litri) il produttore dichiara una potenza massima di 210 Watt, ma un consumo reale pari a quello di una vecchia lampadina a incandescenza.

L’ottima conduzione termica del recipiente in litocreamica, le pareti coibentate e il coperchio "a tenuta" garantiscono infatti un elevato rendimento energetico, soprattutto in modalità low. A parità di ricetta, in pratica, si può dire che una slow cooker consumi più di un fornello a gas ma molto meno di un forno elettrico.

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– Credits: Janine @Flickr

Conclusioni
Se amate la carne che si scioglie in bocca, le zuppe dense e cremose ma anche tutte quelle ricette per le quali il fattore tempo può fare la differenza (qui trovate qualche esempio), la Crock Pot è uno di quegli oggetti che non può mancare nella vostra dispensa. Tanto più se si considera che l'investimento richiesto (69 euro per la versione da 3,5 litri) e i costi di esercizio (più o meno pari a quelli di una vecchia lampadina a incandescenza) sono molto abbordabili.

La grande autonomia della pentola - molte ricette possono essere realizzate inserendo tutti gli ingredienti contemporaneamente e attendendo la fine della cottura - non deve trarre in inganno: Crock Pot non è una soluzione ipertecnologica che punta a sostituire il lavoro umano. La mano e soprattutto l'inventiva del cuoco restano più che mai fondamentali per la (buona) riuscita del piatto. 

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