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Ces 2017, per Samsung il futuro della tv si chiama Qled

La casa coreana presenta gli ultimi modelli dei suoi televisori che migliorano contrasto, design e luminosità introducendo un nuovo standard

da Las Vegas

Qled, e non è un errore di battitura, né una sfumatura di poco conto. Nello spazio di quattro lettere, in una stanghetta che trasforma una vocale in consonante, si legge il futuro della tv secondo Samsung: «Un nome smart e allo stesso tempo ovvio. Facile da capire e da motivare: è l’incontro, la combinazione di una versione potenziata della tecnologia Quantum Dot e del Led» spiega a Panorama.it Michael Zoeller, capo europeo della divisione visual display di Samsung Europa. Lo sbocco pratico? «Un pannello evoluto con un contrasto migliorato in maniera incredibile, impressionante. Gli oggetti sembrano così veri che potresti quasi prenderli con una mano» risponde Marco Hannappel, Sales & Marketing Director Audio Video Division di Samsung Electronic Italia

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Un momento della presentazione delle nuove tv di Samsung – Credits: Marco Morello

«Quando abbiamo lanciato i modelli Suhd abbiamo creato un po’ di confusione nei consumatori. Proponiamo Qled all’industria come un nuovo standard»

Non è finita: «Per ampiezza e profondità» aggiunge Hannappel «il volume del colore è inarrivabile, sostenuto anche da un alto livello di luminosità». Effetti speciali sul lato frontale, che continuano su quello posteriore: «A livello di spessore, siamo a circa la metà rispetto all’anno scorso. E il design è rifinito e curato, impreziosito da un metallo curvato unico, privo di cuciture».

Non è l’unico elemento di stile, l’unica accortezza a cavallo tra l’estetica e la praticità. Un sistema brevettato consente di montarlo al muro in pochi minuti, non più di un quarto d’ora, grazie a un meccanismo che lo fa aderire completamente alla parete, senza lasciare spazi. Inoltre i fili che escono dal televisore sono trasparenti, riducendo di parecchio fastidiosi inestetismi.

Il sistema operativo è sempre Tizen e anche a livello software c’è qualche chicca interessante: se per esempio decidiamo di vedere sulla tv un video residente sul cellulare, il filmato parte e non monopolizza lo schermo dello smartphone, che può essere utilizzato per altre attività.

Resta da capire se il Qled, che arriverà a marzo in Italia in quattro modelli (per ora sul prezzo c’è riserbo assoluto), sarà capace di fare breccia nella mente prima che nel cuore dei potenziali acquirenti, continuamente obbligati a digerire nuove sigle.

«Quando abbiamo lanciato i modelli Suhd» ammette Zoeller «abbiamo creato un po’ di confusione nei consumatori, che lo hanno visto come un’operazione di marketing, più che come una nuova categoria di prodotto. Proponiamo Qled all’industria come uno standard, che pensiamo altri produttori vorranno adottare».

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