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Ecco perché il Blu-Ray avrà un successore (da minimo 300 giga)

Ancora è presto per celebrare la morte dei disch ottici. Secondo Sony e Panasonic i supporti fisici continueranno ad essere acquistati, perciò stanno lavorando a un nuovo supporto ottico per l'archiviazione di contenuti Ultra-HD

Disco ottico torn

– Credits: jepoirrier @ Flickr

Da diversi anni li danno per spacciati, periodicamente celebrano funerali anticipati e sfornano lunghe inchieste per dimostrare che supporti di questo tipo non hanno futuro, qualcuno addirittura preconizza che verranno presto spazzati via dal download digitale e che per archiviare informazioni verrà utilizzato il DNA .

Sto parlando di supporti di memoria su disco ottico (per capirci: CD, DVD, Blu-Ray etc.), attorno ai quali si va addensando un pessimismo fatalista che li vorrebbe scomparsi dalla faccia della Terra nel giro di qualche anno. Ma ecco che, mentre questa confraternita di menagramo si impegna a preconizzare scenari disc-less, Sony e Panasonic, due dei più influenti colossi del mondo hi-tech decidono di unire le forze per dare al Blu-Ray un erede a tutti gli effetti: un disco ottico con una capacità minima di 300 GB.

Negli scorsi mesi, le due aziende avevano lavorato separatamente a progetti che sono poi risultati essere convergenti. A settembre Sony aveva sviluppato una particolare cartuccia costituita da 12 dischi ottici assemblati arrivando a ottenere un unico supporto leggibile con una capacità che oscillava tra i 300 e i 1.500 giga. Panasonic aveva nel frattempo realizzato qualcosa di molto simile, combinando 12 dischi ottici da 100 giga.

È pertanto possibile che l’erede del Blu-Ray su cui Sony e Panasonic vogliono trovare un accordo sarà un supporto combinato di questo tipo, ma è anche possibile che si tratterà di un unico disco ottico abbinato a una nuova tecnologia di lettura ottica. Utilizzando un nuovo tipo di tecnologia laser , infatti, a giugno un team di ricercatori del Centro di Micro-fotonica della Swinburne University è riuscito a immagazzinare fino a 1 petabyte di dati in un supporto assai simile a un DVD.

Finora è dato sapere soltanto che Sony e Panasonic hanno deciso di fare le cose per bene e di farle insieme, così da presentarsi, entro il 2015, con un nuovo standard capace di imporsi sul mercato.

I dischi ottici hanno proprietà eccellenti che garantiscono una buona protezione dagli agenti ambientali, hanno una buona resistenza alla polvere e all’acqua, sono inoltre in grado di sopportare cambiamenti di temperatura e umidità.” si legge nel comunicato ufficiale “Consentono inoltre una compatibilità inter-generazionale tra differenti formati, garantendo così che i dati possano essere letti a prescindere dall’evoluzione dei formati. Questo li rende degli ottimi candidati per un immagazzinamento a lungo termine dei contenuti.

Insomma, sia Sony che Panasonic non esitano a prevedere una sostanziale sopravvivenza del mercato dei supporti fisici, questo per vari motivi. Con la futura diffusione dell’Ultra-HD, e quindi dei televisori e delle telecamere a risoluzione 4K, i contenuti video occuperanno molto più spazio di oggi. Basti pensare che se un Blu-Ray è in grado di contenere 50 giga di dati, si calcola che un film 4K ne richiederà almeno 100. Per quanto ottenere contenuti digitali direttamente dalla Rete possa risultare più comodo e meno costoso, contenuti di questo peso richiederebbero ancora tempi biblici per essere scaricati.

C’è poi la questione dell’archiviazione: chi compra un film, spesso vuole aggiungerlo a una propria collezione, ma non tutti hanno a disposizione uno spazio di archiviazione sufficiente per stoccare decine di film a risoluzione 4K. In sostanza, se anche la diffusione del video-on-demand riuscirà a superare la vendita di supporti fisici, è assai probabile che questo non porterà alla scomparsa di Blu-Ray e simili. Sony e Panasonic questo lo sanno bene: cinefili e collezionisti esistono ed esisteranno anche in futuro, sono tra quelli più inclini ad aprire il portafogli, e di conseguenza rappresenteranno sempre una fetta importante del mercato.

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