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Incidente Erasmus: perché la tecnologia avrebbe potuto evitarlo

Sistemi di rilevazione della stanchezza, frenata automatica, controllo della distanza di sicurezza: la tecnologia c'è, basterebbe utilizzarla

Alla base del tragico incidente in Spagna che è costato la vita a 7 studentesse italiane Erasmus c’è stato, a quante pare, un errore umano. L’autista che era alla guida dell’autobus che si è schiantato sull’autostrada AP7 Valencia Barcellona ha dichiarato di essersi addormentato. Una tragica fatalità. Che però poteva essere evitata. Con un pizzico di prudenza, certo (mettersi alla guida alla tre e mezza di mattina senza un copilota non si può definire una partenza intelligente) ma anche con l’ausilio delle nuove tecnologie.

 

Errare è umano, per questo esiste l'intelligenza artificiale
Non c’è bisogno di aspettare l’auto che si guida da sola per pensare a un modello di viabilità scevro da errori umani. Ci sono molte altre tecnologie già oggi disponibili in grado di alzare il livello della sicurezza. Una di queste è quella che va sotto il nome di Rilevamento stanchezza del conducente. La tecnologia si basa su una serie di parametri oggettivi (orario, durata del viaggio, ecc) e sul rilevamento di movimenti anomali rispetto allo stile di guida del conducente ad esempio una sterzata brusca dopo un lungo rettilineo.

Volkswagen, una delle società che sta investendo di più su questa tecnologia, la descrive cosi: "Il sistema di rilevazione della stanchezza aiuta a prevenire i colpi di sonno che possono sopraggiungere durante un viaggio lungo e monotono. Superati i 65 km/h, il sistema inizia ad analizzare il comportamento di guida del conducente registrando una serie di parametri che serviranno a determinare lo stile di guida iniziale. In seguito il sistema confronta costantemente lo stile di guida iniziale con quello corrente. Se viene rilevato uno scostamento significativo, il conducente viene avvisato con un segnale visivo ed acustico, ripetuto ogni 15 minuti fino a che non si effettua una sosta. Oltre allo stile di guida il sistema prende i considerazione anche la durata del viaggio e l’ora del giorno."

Quando la tecnologia sostituisce il guidatore
Il sistema di rilevazione della stanchezza rappresenta solo un primo livello di sussidio al conducente in caso di pericolo. Le moderne autovetture sono dotate di tecnologie ben più intraprendenti, in grado non solo di avvisare il conducente ma di gestire la guida in modo più proattivo, finanche a prendere il controllo dei comandi primari (sterzo e freno). Sono quelli che in gergo vengono definiti sistemi di ausilio alla guida, tecnologie che combinano sfruttano radar e sensori per intervenire in caso di emergenza. Si va dall’assistente al cambio di corsia (Lane Change Assist) al monitoraggio della distanza (DWS) , dal monitoraggio degli angoli ciechi (Blind spot detection) alla frenata di emergenza.

I costi e i problemi di carattere normativo
Gli strumenti, insomma, ci sono; ma per quali motivi non sono così diffusi? Il problema è di carattere sia economico che normativo. Nel primo caso, è evidente, c'è da tenere presente il costo che un certo tipo di tecnologia ha oggi per l'utente finale; di fatto, molte delle funzioni intelligenti sono disponibili su vetture di classe superiore, spesso come optional. Sul piano normativo il problema è più complesso ed è legato alle leggi che regolano il Codice della Strada nei vari Paesi. Le funzioni più “assistite” quelle cioè in cui i comandi principali della vettura (sterzo, freno, freno motore) vengono comandati autonomamente e integralmente dall’intelligenza artificiale sono considerati in molti casi fuori legge.

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