Fra le tante novità presentate da Apple in occasione della ultima WWDC ce n’è anche una che riguarda la gamma MacBook. Si tratta di un piccolo ma sostanziale ritocco che permette all’ultraportatile da 12 pollici di Cupertino di ripresentarsi al pubblico in una veste potenziata. Sotto il cofano del notebook si nasconde infatti una SSD rinnovata ma soprattutto un nuovo processore Kaby Lake, che – per chi non lo sapesse – rappresenta l’ultima generazione della famiglia di Soc Intel Core. Un cuore tutto nuovo, insomma, che – questo almeno nelle intenzioni di Apple – dovrebbe dare al piccolo di famiglia una marcia più per affrontare le applicazioni più impegnative.

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Ma è davvero così? Dopo un mese di test sulla versione base del portatile (MacBook 12 processore Intel Core 1,2 GHz, scheda grafica Intel HD 615 1536 MB, 8 GB di RAM e SSD da 256 GB) possiamo spingerci in qualche considerazione più approfondita.

Nuovo MacBook 12: come si presenta

Sul piano prettamente estetico, il nuovo MacBook 12 non è cambiato. Design, materiali e ingombri sono sostanzialmente gli stessi del modello di due anni fa e lo stesso dicasi delle porte: ai lati del MacBook troviamo solo due slot: una presa per le cuffie da 3,5 mm e una porta USB Type-C. Da quest’ultima passa praticamente tutto: l’alimentazione per la ricarica della batteria ma anche il flusso di dati, audio e video per comunicare da e verso dispositivi esterni (fotocamere, monitor, schede di memoria, ecc).

MacBook 2017

– Credits: Roberto Catania

Va da sé che per connettere qualsiasi cosa che non sia USB-C occorrere acquistare un adattatore venduto separatamente. E questa cosa, per qualcuno, potrebbe essere una scocciatura, non tanto per il costo extra, quanto per l’impiccio di doversi portare appresso un'appendice. Forse sarebbe tutto più semplice se Apple trovasse il modo di creare una sede su un componente del portatile (l'alimentatore?) per attaccare l'adattatore principale (da USB-C a USB) .

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Come il vecchio MacBook, anche il nuovo modello ripropone un display da 12 pollici da 2,304 x 1,440 pixel di risoluzione e una tastiera dal profilo a dir poco ultrapiatto. Riguardo a quest’ultima c’è da annotare l'introduzione di un nuovo meccanismo di ritorno dei tasti, che da quello che ci fa sapere Apple si ispira a quello già utilizzato per il MacBook Pro. Il passo in avanti rispetto al passato si sente eccome, soprattutto nella digitazione rapida: la tastiera appare ora più reattiva, dinamica, “croccante”, quella sensazione fin troppo ovattata che caratterizzava l’esperienza di scrittura sulla pirma versione del portatile sembra ora un lontano ricordo.

MacBook 2017

– Credits: Roberto Catania

Nuovo MacBook 12'': come cambiano le prestazioni

Per saggiare le doti del nuovo MacBook sfruttiamo due strade, una più empirica, l’altra più "esperienziale". Per prima cosa sottoponiamo il portatile a un giro di “giostra” di Unigine Heaven, un benchmark scaricabile gratuitamente sul Web che ci offre un spaccato molto semplificato delle prestazioni della macchina. Il risultato, come si può vedere da questa schermata di sintesi è incoraggiante. Pur nella sua versione entry level, il nuovo MacBook totalizza un punteggio pari a 442, con frame rate medio di 17 fps, un valore minimo di di 12.1 fps e un massimo di 32,7 fps.

Benchmark MacBook 2017

A conti fatti, il nuovo MacBook schianta il vecchio modello con processore Intel Core di quinta generazione (273 di punteggio, framerate medio pari 10.8 fps, minimo di 5.9 fps, massimo di 19.8), riuscendo a fare persino meglio della penultima versione di MacBook Air con processore Intel Core i5 da 1,6 GHz e 4 GB di RAM  (436 di punteggio, framerate medio di 17.3 fps, minimo di 6.6 fps e massimo di 31.1 fps).

La riprova che questo sia un portatile di ben altra caratura rispetto al predecessore ci arriva da una sessione di editing video con Adobe Premier Elements. Laddove il primo modello della serie arrancava, il nuovo MacBook procede senza troppi indugi. Alla prova del rendering, la "salita" più dura per qualsiasi computer che si ritrovi a macinare su una trasformazione video, il nuovo MacBook ci dimostra di poter portare a termine il lavoro in modo decisamente più agile: un video in Full HD da circa 250 MB viene renderizzato e salvato in poco più di 4 minuti (4 minuti e 10, per l’esattezza); meglio del precedente MacBook 12’’ (che ci impiega quasi 6 minuti) ma anche del MacBook Air di penultima generazione (4 minuti e 34).

MacBook 2017

Dimensioni a confronto: il MacBook 2017 (in alto) a confronto con il MacBook Air da 13 pollici – Credits: Roberto Catania

Nuovo MacBook 12’’: autonomia

L’incremento – come abbiamo visto significativo – delle prestazioni non si ripercuote sui consumi. Anzi. L’innesto del nuovo processore Intel di settima generazione sembra giovare anche su questo fronte, consentendo al MacBook di completare la giornata lavorativa (9-19) senza bisogno di attaccarsi alla presa di corrente. Le 10 ore promesse da Apple alla voce batteria, insomma, non sono un miraggio.

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A onor di cronaca, oltre all’eccellente autonomia andrebbe sottolineata anche l’estrema silenziosità del portatile. Vero è che l’idea di utilizzare un sistema di dissipazione senza ventole non è più una novità, ma l’interpretazione fornita da Apple resta comunque da manuale. Non è solo questione di silenziosità, ma più in generale di qualità del raffreddamento. Il MacBook non scalda mai, e la riprova ci arriva dal dato analitico registrato in fase di benchmarking con Unigine Heaven: il picco massimo di temperatura della CPU è di 65° C, un valore di gran lunga inferiore rispetto a quello fatto registrare dal MacBook Air di penultima generazione (80° C) con lo stesso programma in azione.

MacBook 2017

– Credits: Roberto Catania

Nuovo MacBook 12’’: qualche considerazione sul prezzo

Nel momento in cui vi scriviamo, il nuovo MacBook è offerto in due varianti: un modello entry level con processore Intel Core M3 da 1.549 euro (quello utilizzato nella nostra prova) e una versione più costosa (1.849 euro) con processore Intel Core i5 e 512 GB di memoria allo stato solido.

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A conti fatti, il modello con processore Intel Core M3 costa quanto un MacBook Pro da 13 pollici nella sua configurazione base, mentre quello con processore Intel Core i5 ha un cartellino di un centinaio di euro in più rispetto alle versione intermedia dello stesso portatile (MacBook Pro 13’’ senza touch bar, 256 GB di memoria SSD).

Pur trattandosi di due macchine completamente diverse (una è più orientata alla portabilità, l’altra alle prestazioni), e tenendo conto delle differenze nella configurazioni (il MacBook da 12 pollici ha una memoria SSD doppia rispetto a corrispettivi modelli Pro), si tratta comunque di un aspetto da tenere presente in fase di acquisto.

MacBook 2017

– Credits: Roberto Catania

Nuovo MacBook 12'': conclusioni

Poche (modifiche) ma buone. L’aggiornamento MacBook 2017 ci consegna un portatile decisamente più godibile del suo predecessore. Nelle prestazioni, innanzitutto, ma anche nell'esperienza di scrittura. Se fino a ieri il 12 pollici Made in Cupertino ci appariva come un bell’esercizio di stile, con il restyling 2017 si può parlare a tutti gli effetti di uno strumento di lavoro.

Il vero limite del notebook resta ancora la sua scarsa predisposizione a collegarsi fisicamente con i dispositivi esterni. Con una sola porta USB Type-C, perdipiù priva di supporto a Thunderbolt 3, il nuovo MacBook rischia di precludersi a priori alcune categorie di professionisti poco propense a certi generi di compromessi.

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