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AgCom boccia le fatture ogni 28 giorni. Cosa faranno ora gli operatori?

Per il Garante le tariffazioni a 4 settimane violano i principi di trasparenza. Sanzioni in arrivo per Tim, Wind-Tre, Vodafone e Fastweb

Le fatture ogni 4 settimane vanno contro i principi di trasparenza nella relazioni con la clientela. Con una nota comunicata a mezzo stampa, l’AgCom ha fatto sapere di aver avviato procedimenti sanzionatori nei confronti di tutti gli operatori telefonici che in questi ultimi mesi hanno modificato le procedure di tariffazione in modo da guadagnare 2-3 giorni al mese per ogni bolletta.

A far scattare le pene il mancato rispetto della delibera emanata della stessa Authority lo scorso mese di marzo nella quale si invitavano gli operatori a ripristinare i canoni mensili per la telefonia fissa e le offerte convergenti. “L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, relatore il Commissario Francesco Posteraro, ha deciso di avviare procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche", si legge nella nota.

Secondo il Garante, il nuovo modello di tariffazione avrebbe impatto in particolare sulla “trasparenza e sulla confrontabilità dei prezzi vigenti, nonché sul controllo dei consumi". Rispetto al classico canone mensile, lo ricordiamo, la bolletta quadrisettimanale comporta infatti un aumento da 12 a 13 mensilità, e dunque un rincaro pari all’8,6%.

Per gli operatori è intervento illegittimo

La risposta degli operatori - affidata ancora una volta ad Asstel, l’Associazione di categoria che nel sistema di Confindustria rappresenta le imprese che operano nei servizi di telecomunicazione fissa e mobile - insiste sull’illegittimità dell’intervento del Garante, che "non avrebbe il potere di disciplinare il contenuto dei rapporti contrattuali fra clienti, quale ad esempio la durata di rinnovo e dei cicli di fatturazione".

A sostegno della posizione dei provider ci sarebbe anche un pronuncia del Tar del Lazio che avrebbe ribadito la piena facoltà per gli operatori di introdurre modifiche unilaterali al contratto, fatto salvo il diritto di recesso del cliente in caso di mancata accettazione delle modifiche stesse.

Cosa succederà ora

L’impressione è che molto dipenderà dalle sanzioni (la cui entità non è stata ancora rivelata) che verrranno comminate. Se la cifra dovesse superare i guadagni extra generati dalla "tredicesima" sulle bollette, gli operatori potrebbero anche decidere di tornare sui propri passi. Viceversa - qualora cioè la multa si rivelasse il minore dei mali - tutto potrebbe rimanere com’è.

Sarà poi interessante capire se la decisione del Authority avrà impatto anche su tutte quelle società appartenenti ad altri settori (è il caso ad esempio di Sky) che, sulla falsariga di quanto fatto dagli operatori telefonici, si apprestano a introdurre il pagamento a quattro settimane. Il monito che la stessa AgCom ha inserito fra le righe è abbastanza esplicito: “Il Garante sta valutando l’adozione di ulteriori iniziative per evitare che le condotte dei principali operatori di telecomunicazioni possano causare un effetto di trascinamento verso altri settori, caratterizzati dalle stesse modalità di fruizione dei servizi.”

Le associazioni dei consumatori pronte a una class action

Nel frattempo, come era facile preventivare, l’intervento del Garante ha rinforzato la voce delle associazioni dei consumatori. Attraverso il suo presidente,  Carlo Rienzi, il Codacons reclama “una maxi-sanzione pecuniaria nei confronti dei gestori telefonici e delle pay-tv”.  E si dichiara pronta a una class action qualora i gestori delle telecomunicazioni non "restituiscano le maggiori somme pagate dagli utenti a causa dei metodi di fatturazione fuorilegge”.

Già oggi, fa sapere l’associazione, gli utenti possono presentare un reclamo o una diffida con richiesta di rimborso di quanto versato illegittimamente in più per ogni bolletta a 28 giorni inviata dal gestore in indirizzo tramite un apposito modulo precompilato così da accedere alla conciliazione presso i Corecom e richiedere l’applicazione degli indennizzi automatici.

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