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È Yusaku Maezawa, il primo turista spaziale della storia

Svelato il nome del giapponese che salirà a bordo del Big Falcon Rocket di SpaceX nel 2023 per vivere una settimana intorno al satellite terrestre

Yusaku Maezawa musk luna

Antonino Caffo

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Tra annunci, ritardi e flessioni in borsa, Elon Musk prosegue nel suo ruolo di imprenditore rivoluzionario e lungimirante. Tra le sue creature c’è SpaceX, una compagnia nata per esplorare i misteri dello Spazio, realizzando il sogno di chi guarda verso il cielo e immagina di poter visitare pianeti sconosciuti e irraggiungibili.

30 seconds to Mars

Sappiamo già che il progetto più difficile per SpaceX è portare l’uomo su Marte. Nei piani c’è un termine, fissato al 2025, entro cui gli astronauti assoldati dall’azienda privata potranno cominciare a mettere le basi per popolare il pianeta rosso. L’idea non è malvagia e prevede la costruzione di infrastrutture capaci di risolvere il più grande problema che si presenterà una volta atterrati: la mancanza di ossigeno.

La Luna bussò

Ma prima di andare con lo sguardo così oltre, c’è una missione ben più semplice: la crociera intorno alla Luna. Proprio SpaceX permetterà a chiunque abbia un bel gruzzoletto da parte (non si sa quanto ma siamo nell’ordine di migliaia e migliaia di dollari) di salire a bordo del Big Falcon Rocket, il razzo che dal 2023 darà il via all’era del turismo interstellare.

L’itinerario prevede un lancio da una delle basi da cui SpaceX può operare, la Cape Canaveral Air Force Station e il Kennedy Space Center in Florida, la Vandenberg Air Force Base in California, un arrivo vicino all’orbita lunare in circa tre giorni e poi una navigazione tranquilla e rilassante con una vista privilegiata per almeno altri quattro giorni, prima di tornare a terra.

Giappone in prima fila

In un periodo di stallo del progetto, perlomeno a livello comunicativo, SpaceX aveva annunciato una diretta su YouTube durante la quale avrebbe svelato il nome del primo acquirente del viaggio sulla Luna.

Si tratta di Yusaku Maezawa, miliardario giapponese con una forte passione per l’arte in ogni sua forma. Lo scorso anno, il fondatore di Zozotown, primo e-commerce del paese in tema di abbigliamento, si era portato a casa per 110,5 milioni di dollari un dipinto di Jean-Michel Basquiat, Untitled. Spendere grosse cifre per una settimana nello Spazio non è stato certo un problema.

L’arte va in orbita

Anzi, Maezawa non si è nemmeno accontentato di riservarsi un posto sul Big Falcon Rocket visto che ha bloccato pure tutti gli altri seggiolini, comprando in pratica tutte le sedute possibili sulla navicella. E no, non lo ha fatto per starsene bello largo ma per portare con sé altri otto passeggeri, che siano però tutti artisti.

Il motivo? Secondo il tycoon del Sol Levante, alla vista della Luna e dell’infinito senza forma, compositori, pittori, designer e registi non potranno che produrre capolavori, avendo assistito a un panorama precluso agli altri, per il momento almeno.

Da oggi ai prossimi cinque anni, Maezawa e resto della truppa, di cui probabilmente scopriremo i nomi a poco a poco, quasi fosse una telenovela, dovranno prepararsi fisicamente e psicologicamente al viaggio, che è sicuramente una questione di corpo ma anche di spirito. Non ci sorprenderemmo se un sedile d’onore spetterà  proprio a Elon Musk, un uomo che vuole imprimere il suo nome nei libri di storia, e quasi sicuramente ci riuscirà.

Pochi ma buoni

Nell'intera epopea dell'esplorazione spaziale, solo 24 persone hanno viaggiato sulla Luna e quasi tutti astronauti professionisti, fatta eccezione per un ristretto numero di individui, formati e selezionati, fregiati del titolo di Payload Specialist o Spaceflight Participant. Questi, per motivi extra-Nasa, cioè al di fuori degli specifici interessi dell’agenzia governativa statunitense, si sono affiancati agli equipaggi internazionali che, di volta in volta, hanno preso parte alle missioni, per studiare le attrezzature, i cambiamenti del corpo umano in orbita o solo per finalità di marketing, come nel caso dei deputati Jake Garn e Bill Nelson che salirono a bordo dello Shuttle Discovery nel 1985.

E l’Italia è interessata

L’era del turismo spaziale potrebbe coinvolgere anche l’Italia. A maggio, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha confermato la nascita di una base in un’area tra Taranto e Grottaglie, destinata a ospitare il porto nazionale della Virgin Galactic, altro nome di spicco nel campo dell’imprenditoria privata che punta le stelle. L'Ente nazionale aviazione civile (Enac) lavorerà insieme all'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) per sovrintendere i lavori di realizzazione, che dovrebbero essere ultimati entro il 2020.

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