Videogiochi

Xbox One, perché ha fatto fuori il disco

Il nuovo modello S All-Digital Edition sfratta il supporto fisico e punta tutto sul cloud. È la direzione dell’intero settore dei videogame

Xbox-One-S-apertura

Marco Morello

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I videogiochi sono rimasti uno degli ultimi avamposti del supporto fisico. Musica, film e serie televisive hanno da tempo virato verso lo streaming. La resistenza verso la transizione digitale non è da leggere come una strategia reazionaria del settore, come la volontà di monetizzare a tutti i costi dalla vendita di un disco. Piuttosto, è una necessità logica: Netflix adatta la trasmissione in base alla qualità della connessione disponibile; un brano di Spotify o Tidal, per quanto poco o nulla compresso, non pesa in modo assurdo in termini di byte. Invece un videogame, specie uno di ultima generazione imbottito di artifici grafici, può richiedere di scaricare vari giga solo per un aggiornamento. Nonostante una buona base sia già residente sul Blu-Ray tirato fuori dalla confezione.

Presente e futuro

Se poi ci mettiamo la voglia dei giocatori di godersi (giustamente) un «Triple A» in 4K Ultra Hd, la risoluzione massima disponibile, quella che fa avvertire persino il venticello che arruffa i capelli dei protagonisti, allora pensare a una transizione verso il tutto digitale sembra coraggiosa. Specie in un Paese come il nostro in cui il digital divide è un problema tutt’altro che superato (nell’attesa che, si spera, il 5G faccia la differenza) e in tantissimi viaggiano ancora alla velocità pedonale o quasi dell’Adsl. Eppure, i costruttori dell’hardware stanno andando nella direzione opposta. Secondo multiple voci la PS5, l’erede della PS4 attesa per il 2020, avrà un disco a stato solido rapidissimo su cui memorizzare i contenuti. Decentralizzando, marginalizzando, forse addirittura escludendo il ruolo del disco. Microsoft ha giocato d’anticipo su Sony e ha ufficializzato da poco la sua Xbox One S All-Digital Edition.

La marcia in più nella nuvola

Come il nome suggerisce si tratta di una console che perde la tradizionale feritoia per il disco sul lato frontale e poggia tutto sul generoso hard disk interno da 1 terabyte e, soprattutto, sulla versatilità del cloud. Disponibile a partire dal prossimo 7 maggio (a 229 euro, con tre titoli precaricati: Minecraft; Sea of Thieves; Forza Horizon 3), promette di creare una raccolta digitale di giochi nella nuvola, dove salvare i propri progressi e renderli accessibili ovunque, non solo nella propria postazione domestica. Inoltre, per rispondere alla lentezza endemica di alcune connessioni a internet, propone l’antidoto: i nuovi giochi si preordinano in anticipo, si preinstallano e si scaricano – impiegandoci il tempo che serve – sulla macchina. Poi, alla data del lancio ufficiale, sono immediatamente disponibili. Senza passare una notte insonne a guardare la barra del download che avanza più piano di una lumaca e ci si maledice perché non si vive nel centro di Milano intasato di fibra fulminea. Con queste condizioni, il canto del cigno del disco si riempie di senso. Non è un sacrificio, ma un nuovo approccio alle proprie abitudini videoludiche.

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La confezione della nuova Xbox – Credits: Microsoft

Anticipare il futuro

La grande rivoluzione, lo tsunami nel comparto, lo porterà nel 2020 Google Stadia. Sarà il lasciapassare, l’incarnazione di una trasversalità totale: si potrà giocare su computer, tablet, cellulare, televisore. Senza attese e dispositivi supplementari da collegare giacché la potenza di calcolo risiede nel cloud. La console di Microsoft non può spingersi a tanto, ma in compenso asseconda un altro nuovo paradigma, altrettanto in via di consolidamento: l’«all you can play». Un’abitudine mutuata dallo streaming musicale e video: si paga un abbonamento fisso e ci si gode tutti i titoli pescati da un ampio catalogo, giocando a ciò che si vuole per quanto tempo lo si desidera. Lo fa già PlayStation Now sbarcato da pochi mesi in Italia (ma Panorama lo aveva già anticipato l’anno scorso). Lo fa anche Microsoft, da prima ancora, con il suo Game Pass: la novità, anch’essa appena annunciata, è che nascerà Xbox Game Pass Ultimate, un nuovo servizio che combinerà Xbox Game Pass e Xbox Live Gold in un unico abbonamento. Arriverà sul mercato quest’anno ad un prezzo di 12,99 euro al mese. E amplierà il ventaglio dei contenuti accessibili via internet. Come Netflix o Spotify che il disco non l’hanno mai visto.

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