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PlayStation Now arriverà in Italia su console: si impone il modello Netflix

Lo conferma Marco Saletta di Sony. Intanto, l'E3 di Los Angeles consacra i pacchetti di titoli in abbonamento come la nuova tendenza

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Marco Morello

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da Los Angeles

Spotify, Netflix e i loro rivali, così come i ristoranti «all you can eat», sono artefici della stessa rivoluzione logica: hanno spazzato via l’imbarazzo della scelta con la formula del prezzo fisso. Si ascolta musica, si vedono film e serie tv, si mangia a sazietà pagando una cifra stabilita in partenza, slegata dalla consistenza e dalla durata del consumo (salvo la decenza di rispettare gli orari di apertura, almeno a tavola). Anche i videogame si avviano a sposare in modo massiccio questa filosofia, come ha appena confermato l’E3 di Los Angeles, la fiera di riferimento del settore: l’ultima edizione ha consacrato il concetto di «All you can play». Di abbonamenti che spalancano le porte a un vasto catalogo di giochi, senza limitazioni temporali. Dopo il «binge watching», la scorpacciata di intere stagioni di telefilm in streaming, prepariamoci al suo equivalente su console: il «binge gaming».

Già Microsoft, presto Sony

Sono più di 100 i titoli inclusi dentro «Xbox game pass» di Microsoft, sbarcato in Italia a 10 euro al mese; oltre 650 quelli di «PlayStation now», contenitore di vecchio e nuovo, di classici per PS2 e PS3 e di alcune primizie per PS4 a 15 euro ogni 30 giorni. In Inghilterra, Germania e Francia è già accessibile, nel Bel Paese su console ancora no, ma pare solo questione di tempo: «Di quando, non di se» conferma a Panorama Marco Saletta, general manager di Sony Interactive Entertainment Italia. «Stiamo lavorando ai dettagli tecnici» spiega «affinché la qualità sia perfetta». In California, Electronic Arts ha invece presentato «Origin access premier»: 15 euro mensili per un centinaio di proposte su pc compresi, il giorno dell’uscita, successi certi come «Fifa 19» (a settembre) o «Battlefield V» (da ottobre).

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«Fifa 19» , in arrivo a settembre, su pc sarà incluso in «Origin access premier» – Credits: EA

Un modello alternativo, non prevalente

Insomma, è verosimile prevedere che parecchie tra le anteprime svelate all'E3 2018, prima o poi finiranno in un pacchetto. Sarà anche il caso di «Forza Horizon 4», in cui correranno automobili virtuali guidate da piloti di tutto il mondo: disponibile da ottobre, sarà parte di «Xbox game pass». E continuerà a essere venduto separatamente, come avviene già oggi per film o dischi nonostante Netflix e Spotify: «Il modello ad abbonamento non vuole sostituire l’acquisto singolo» chiarisce Cedric Mimouni, direttore della divisione Xbox per l’area mediterranea. «Vogliamo aprire più porte» aggiunge «lasciando all’utente la libertà di entrare da quella che preferisce».

L’età dell’oro dei videogame

I videogame non sono più elementi monolitici, ma fluidi: transitano su telefonini, tablet, computer e console; vivono su un disco, il classico supporto fisico, come tramite un download: «Coinvolgono ormai circa due miliardi di persone in tutto il mondo. È il loro momento d’oro, sono diventati un fenomeno di massa» fa i conti Matt Booty, responsabile globale dei Microsoft Studios, parlando in esclusiva con Panorama. «Al centro» ragiona Booty «vogliamo mettere l’esperienza finale del giocatore. Il resto sono i mezzi per arrivare a lui. E sono tutti in crescita perché oggi il pubblico ha sempre maggiore confidenza con la tecnologia».

Il pericolo della dispersione

In sintesi, c’è grande sete di contenuti e l’abbonamento pare in grado di placarla. Ma tanta offerta non rischia di essere dispersiva, di accorciare la vita di un prodotto? «Al contrario, la flessibilità consente di scoprire cose nuove che, spontaneamente, forse non avresti mai comprato» risponde Bryan Intihar, direttore creativo di Spider-Man, titolo attesissimo in arrivo a settembre su PS4, per ora solo con la formula tradizionale dell’acquisto singolo. Il che non sgonfia lo spessore della riflessione: un grande autore non teme che il suo lavoro venga fagocitato dalla sovrabbondanza delle alternative a disposizione. Anzi, è l’esatto opposto: «Non posso non essere favorevole» dice Intihar «a un modello che metterà in mano un mio titolo a molte più persone a una tariffa più economica».

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«Forza Horizon 4», disponibile da ottobre, sarà parte di «Xbox game pass» – Credits: Microsoft

Occhio agli eccessi

Sembrano solo rose, ci sono le spine. Hanno la forma della ragionevole preoccupazione di genitori, educatori e medici di fronte a un consumo esagerato dei giochi, a maggior ragione quando si assottiglia la barriera dell’accesso. Un nuovo titolo di listino costa fino a 75 euro, quanto quasi otto mesi di sottoscrizione a un pacchetto di cento. Giusto poche settimane fa, l’Organizzazione mondiale della sanità ha inserito la dipendenza da videogame nella classificazione internazionale delle malattie mentali; offerte del genere paiono capaci di incrementare questa potenziale patologia.

L'etica della responsabilità

«Ma è responsabilità del singolo individuo o, se giovane, della sua famiglia, determinare la quota giusta da destinare a ciascuna attività ricreativa» replica Saletta di PlayStation: «La tecnologia è per definizione neutra, chi la utilizza deve farlo con intelligenza, trovando il giusto bilanciamento quotidiano con lo sport, lo studio o il lavoro, il tempo dedicato alla famiglia». Concedendosi ogni tanto qualche allegro strappo alla regola, il piacere dell’eccezione, come una scorpacciata di sushi a un ristorante «all you can eat». Seguita da un menu di sole verdure o, nel caso dei videogame, di una dieta a base di schermo spento.

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