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Last day of June, una sfida a tu per tu con le proprie emozioni

Arriva a fine agosto il nuovo titolo dello studio italiano Ovosonico. Una favola per adulti che racconta la forza dell'amore con atmosfere alla Tim Burton

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Marco Morello

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Un lento tramonto languido visto dal pontile di un lago da due innamorati. Lei dipinge imitando l’orizzonte, mentre lui, ciondolante nei suoi pensieri, si chiede come può essere stato così fortunato. È denso di romanticismo l’avvio di «Last day of June» (disponibile per Pc e PS4 dal 31 agosto a 20 euro), l’ultimo giorno di June, protagonista femminile di un videogame distante dai soliti canoni ipercinetici, favola struggente sulla felicità frantumata dalla tragedia.

Non tutto è perduto

C’è il trauma di un incidente stradale, il lutto quieto di Carl, l’altra metà della coppia, condannato a torturarsi di ricordi su una sedia a rotelle fino alla casuale scoperta che qualcosa, forse, si può cambiare. Che il presente, complici elementi soprannaturali, è rovesciabile. La morte, non irreversibile.

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– Credits: Ovosonico

Tra Burton, Varese e la Pixar

Suggestioni e atmosfere dolenti sono quelle del film «Up» della Pixar, tinte acquerello e tratti dei personaggi richiamano Tim Burton: non una coincidenza, perché sul progetto c’è l’impronta di Jess Cope, che per il regista americano ha lavorato come animatrice. Per il resto, siamo di fronte a un videogioco tutto made in Italy: a svilupparlo è stato lo studio varesino Ovosonico, una delle realtà più interessanti del panorama nostrano, già apprezzato all’estero per il suo lavoro precedente, «Murasaki Baby»; la distribuzione a livello internazionale è di 505 Games, società tricolore controllata dal gruppo milanese Digital Bros.

Per tutti, adulti innanzitutto

«Last day of June», in uscita a fine mese, coincide con una scommessa. Avvicinare un pubblico adulto a computer o console combinando semplicità ed empatia: chiunque, incluso un neofita, può vivere quest’avventura con il controller sotto le dita. Non servono doti, tranne la capacità di sospendere il giudizio per abbandonarsi a una storia, come in un qualsiasi libro o film.

Il fascino dell’immedesimazione

L’empatia è agevolata dalla caratteristica principale di Carl, June e comprimari: non hanno occhi, non parlano, sono feticci in cui calarsi, marionette vuote riempite dalle scelte del giocatore. Travolto da quello che si rivela il cimento più complesso: la sfida a tu per tu con le sue emozioni.

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