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Via social la #staffetta diventa un caso politico

La vittoria delle azzurre della 4x400 a Terragona ha scatenato decine di commenti su Twitter e Facebook

La staffetta delle italiane a Terragona diventa un caso politico via social network

Barbara Massaro

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Tra chi ritiene che la vittoria delle 4 ragazze italiane nella staffetta 4x400 ai giochi del Mediterraneo a Terragona sia la risposta migliore al clima di intolleranza che verrebbe veicolato da un evento quale la riunione annuale della Lega sul prato di Pontida e chi accusa la sinistra di strumentalizzare anche un evento sportivo, da due giorni sui social network non si parla che della vittoria tutta italiana di Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo e della campionessa europea Libania Grenot.

Chi sono le atlete che hanno vinto la staffetta

Si tratta della medaglia numero 156 conquistata dal nostro Paese, ma quello su cui si discute non è il predominio nostrano ai giochi, ma il colore della pelle e l'origine delle quattro ragazze della nostra nazionale. 

Maria Benedicta Chigbolu, infatti, è nata da madre italiana e padre nigeriano; Ayomide Folorunso, invece, in Nigeria proprio c'è nata e si è trasferita all'età di 7 anni a Fidenza con i genitori. Ci sono poi Raphaela Lukudo, nata ad Aversa da famiglia sudanese e venuta in Italia all'età di due anni e Libania Grenot, nata e Cuba e dal 2008 italiana grazie al marito. 


 

In un periodo storico in cui i temi legati alla migrazione, allo ius solis e alla paura del diverso sono di stretta attualità a molti la vittoria delle azzurre è parsa la migliore risposta al clima politico che c'è in Italia, mentre secondo altri si tratta solo della conferma che non serve cambiare le regole circa la cittadinanza italiana visto che va bene così come stanno le cose.

I tweet più agguerriti

"Ciaone - ha scritto qualcuno su Twitter - altro che 'Prima gli italiani'; bisognerebbe dire 'Prima le italiane". 

Qualcun altro ha invece sottolineato "Immagino che le quattro ragazze che hanno vinto l’oro nella staffetta si aspettassero di essere festeggiate perché hanno vinto, e perché hanno dato lustro ai colori dell’Italia, non perché sono nere".

"Vinceva le medaglie anche Fiona May - ricorda un altro utente - e nessuno mai si è sognato di ricordarle il colore della pelle, è sempre stato un orgoglio italiano... Però adesso abbiamo la sinistra di Saviano che ci ricorda i colori".

Cosa hanno scritto i politici su Twitter

In realtà sono stati prima di tutti i politici a cavalcare le possibili strumentalizzazioni cui dava adito la vittoria azzurra con tweet che sono arrivati tanto da destra quanto da sinistra.

Roberto Saviano ha scritto: "I loro sorrisi sono la risposta all'Italia razzista di Pontida. L'Italia multiculturale nata dal sogno repubblicano non verrà fermata", mentre l'ex premier Matteo Renzi ha aggiunto: "La notizia più bella di ieri, intanto, arriva dai Giochi del Mediterraneo, non da Pontida. Vince l’Italia che non ha paura: #PrimeLeItaliane". 

E proprio da Pontida anche il vicepremier Matteo Salvini si è congratulato con le ragazze twittando: "Bravissime, mi piacerebbe incontrarle e abbracciarle. Come tutti hanno capito (tranne qualche “benpensante” e rosicone di sinistra)... Applausi ragazze!!!"

L'arena social

Ed esattamente come fatto dai politici anche la gente comune ha approfittato per tirare parallelismo un po' forzato tra le atlete e la politica migratoria governativa. 

"Quattro ragazze italiane e di colore vincono la #staffetta e l’orgoglio nazionale si trasforma in commmenti contro #Salvini. Ma che virus gira?" si chiede un utente, mentre un altro sottolinea: "Realtà 1 - #Salvini 0. È davvero il caso di dire #primaleitaliane! Sono fiera di essere rappresentata da queste stupende atlete".

La realtà è che col clima di tensione e agonismo che si respira nel nostro paese ogni evento di cronaca e attualità rischia di diventare occasione perché i paladini di questa o quella causa lo utilizzino per fare propaganda.

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