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Solar & energy boat challenge, uno sguardo alle barche del futuro

La manifestazione organizzata dallo Yacht Club de Monaco ospita prototipi e innovazioni per rendere green il mondo della nautica

Solar-boat-apertura

Marco Morello

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Le più spettacolari, è ovvio, sono quelle ricoperte da un tappeto di pannelli fotovoltaici. Tanto è affascinante che riescano a rubare al sole l’energia del sole per muoversi, quanto è improbabile che questo sarà il loro assetto definitivo. D’altronde, escluso un sedile angusto per il capitano, di spazio per muoversi in una configurazione del genere ne resta davvero poco. E però sono un antipasto di quello che vedremo domani, un efficace laboratorio di futuro. Definizione che calza a pennello un po’ a tutte le barche partecipanti alla «Solar & energy boat challenge», la manifestazione che lo Yacht Club de Monaco organizza ogni anno nel Principato a partire dal 2014 per disegnare le rotte della nautica di domani. La prossima edizione è già fissata, sarà dal 30 giugno al 4 luglio del 2020. L’ultima, andata in scena quest’estate, ha visto la partecipazione di oltre 40 squadre arrivate a Montecarlo da 14 Paesi per mostrare i loro prototipi, costruiti con fatica durante mesi di lavoro. Inoltre, è stata l’occasione per fare il punto sulle tendenze in via d’irrobustimento affinché, andar per mare, diventi il più pulito possibile. In prospettiva, a emissioni zero.

 

Carburanti alternativi

«Il riscaldamento globale è una grossa sfida. Nella nautica, come in altri campi, è necessario renderlo un’opportunità. Occorre sfruttare i gradi in più che verranno registrati sul pianeta per produrre energia, per trasformare questo calore supplementare in movimento». A dirlo a Panorama.it è Jérémie Lagarrigue, ingegnere, technical advisor dello Yacht Club de Monaco ed esperto di innovazione marittima. È uno dei demiurghi della Solar & energy boat challenge, il primo a spiegare che l’appuntamento non vive nei soli giorni della kermesse, ma funziona come un pensatoio di avanguardie aperto tutto l’anno. Come un osservatorio perenne: che si parli di usare i raggi solari come propulsore, di ricorrere all’idrogeno come carburante, magari con la spinta di un altro elemento che non scarseggia quando ci si trova al largo, il vento, l’evidenza è che le opzioni tecnologiche si stanno moltiplicando. E stanno scendendo di prezzo. Per dare un ordine di grandezza, si è passati dalle 10-15 volte rispetto ai sistemi tradizionali, poco nulla o green, a costi attuali di tre o quattro volte superiori.

Coinvolgere il mercato del lusso

Ancora tanto, almeno per le tasche normali. Per quelle più capienti, può aver senso spendere di più, sperimentare, davanti alla consapevolezza che il proprio sforzo fa bene all’ambiente. «Non a caso» dice Lagarrigue «ci troviamo a Montecarlo, la capitale degli yacht. Il mercato del lusso è parecchio interessato alle evoluzioni in corso. È felice di adottare e sostenere queste novità». Questa challenge è la sfida di dimostrare che possono funzionare. Che non sono chiacchiere o promesse, ma prototipi in grado di uscire dal porto e fare percorsi precisi, gincane tra le boe, giostrandosi tra accelerazioni e frenate. O persino andare offshore, fino a 36 miglia nautiche, circa 67 chilometri, senza ricorrere a combustibili fossili. L’utopia si è fatta prassi.

Talenti cercasi

Le anime di questo evento sono giovani e meno giovani. Ci sono i ragazzi che frequentano prestigiose università, incluso il Politecnico di Milano, più squadre di costruttori esperti che si sono lanciate nel business e intendono trasformarlo nella regola. «Lo scopo di questo evento è sottolineare l’enorme potenziale dei nostri giovani ingegneri supportati dai cantieri navali» conferma l’ingegnere Marco Casiraghi. Che aggiunge: «Condividiamo lo stesso scopo, quello di lavorare insieme per costruire le barche di domani». E per rendere ancora più concreto il concetto, la kermesse monegasca funziona pure come un ufficio di collocamento: «Abbiamo un “job forum” per impiegare i giovani talenti» ricorda Lagarrigue. Così, chi arriva con una proposta interessante, può tornarsene a casa con una promessa d'assunzione in tasca. L’obiettivo di fondo lo riassume bene Bernard d’Alessandri, segretario generale dello Yacht Club de Monaco: «Mentre crescono le preoccupazioni per il futuro del nostro pianeta» spiega «pensiamo sia essenziale che il settore degli yacht adotti fonti d’energia pulita per tagliare le emissioni dei gas serra».

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