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Storia di Switter: il social network per le lavoratrici sessuali

Negli Usa dopo le leggi contro il traffico sessuale, molti profili social di chi offre prestazioni sono stati oscurati. Per rimediare è nato il Twitter del sesso

switter

Marta Buonadonna

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"EÈ diritto di ciascuno di fare ciò che vuole con il proprio corpo". Questo è il principio in base al quale è stato creato Switter, un social network dedicato ai lavoratori del sesso, cioè a coloro che scelgono liberamente di vendere il proprio corpo per denaro. Il motivo per cui c'è bisogno di una piattaforma dedicata è che negli Stati Uniti gli annunci di questo genere hanno cominciato ad essere banditi da siti tipo Instagram, Twitter, Squarespace. La ragione? Un pacchetto di leggi da poco approvate, noto sotto il nome di FOSTA-SESTA, pensato per colpire il traffico sessuale potrebbe invece avere l'effetto opposto: ovvero mettere a repentaglio la sicurezza dei lavoratori sessuali che avrebbe dovuto proteggere.

Sesso online? Più sicuro

Secondo uno studio condotto nel 2017 dai ricercatori di due università americane, Baylor e West Virginia, l'apertura di una sezione di annunci erotici gratuiti su Craiglist, popolare bacheca virtuale di annunci economici e non solo, aveva probabilmente avuto un ruolo nel far abbassare del 17% gli omicidi di donne in tutti gli Stati Uniti. Attiva dal 2002 al 2010, la sezione erotica avrebbe infatti permesso alle lavoratrici sessuali di esercitare la loro professione non più in strada ma in ambienti protetti, con una migliore selezione dei clienti, soprattutto con minore rischio di imbattersi in clienti violenti.

Togliere le prostitute dalla strada è il modo migliore per proteggerle dal rischio di subire violenza, fino alle estreme conseguenze, dal momento che il 2,7% di tutti gli omicidi femminili negli Stati Uniti coinvolgono prostitute e tra le prostitute in strada il tasso di omicidi è 13 volte quello della popolazione generale.

Se la legge non protegge

Ora per chi vende sesso è diventato più difficile usare internet per farsi pubblicità e i forum per scambiarsi informazioni su clienti violenti da evitare. Tutta colpa del FOSTA-SESTA. Si tratta di un doppio acronimo che mette insieme due leggi: "Fight Online Sex Trafficking Act" e "Stop Enabling Sex Traffickers Act". Il fulcro di tutto è la Sezione 230 del Communications Decency Act. Questa parte della legge sulla “decenza delle comunicazioni” fornisce l'immunità dalla responsabilità verso fornitori e utenti di un "servizio informatico interattivo" per il contenuto che altri utenti postano. Senza la Sezione 230, qualsiasi piattaforma o servizio che ospiti un contenuto inviato dagli utenti avrebbe vista difficile: nessun social network, nessuna Wikipedia, nessun forum. Di fatto nessuna rete internet come la conosciamo oggi.

Il problema del pacchetto FOSTA-SESTA è che crea un'eccezione alla Sezione 230 dicendo in pratica che gli editori di siti web sarebbero responsabili se terzi trovassero annunci pubblicitari sulla prostituzione, compreso il lavoro sessuale consensuale, sulle loro piattaforme. L'obiettivo dovrebbe essere quello di facilitare il controllo della prostituzione online. La conseguenza quasi immediata è stata però quella di spingere molti siti a prendere provvedimenti per censurare o vietare parti delle loro piattaforme, passibili di questo eventuale rilievo.

Così una legge nata con il sacrosanto intento di scovare i nascondigli internet dei trafficanti di esseri umani e poterli assicurare alla giustizia rischia di avere l'effetto opposto. Non differenziando tra lavoro sessuale consensuale e non consensuale, la legge spinge le piattaforme, che non vogliono essere tacciate di ipotetico collaborazionismo con i trafficanti, a chiudere gli spazi, serrare i ranghi e oscurare annunci e profili delle lavoratrici del sesso, le quali sono costrette in numero crescente a tornare in strada a procacciarsi i clienti. Con le possibili conseguenze che abbiamo visto.

Il Twitter del sesso

Così è nata l'idea di Switter, un "sex work friendly social", che si appoggia a Mastondon, un network di microblogging open source dove chiunque può creare un proprio social usando server propri e consentire ai propri utenti di comunicare tra loro. A crearlo è stato Assembly Four, un collettivo di lavoratrici del sesso e tecnologi. Oggi questo Twitter del sesso, che vive di donazioni, ha raggiunto quasi 100mila utenti e rappresenta un "porto sicuro" per tutti coloro che sono stati letteralmente cacciati o oscurati da altri siti e social network che non vedono più di buon occhio il lavoro sessuale.

Switter è stato appositamente creato al di fuori degli Stati Uniti: il dominio risiede in Austria, dove il lavoro sessuale è legale. Quindi la FOSTA / SESTA non dovrebbe avere alcuna influenza sulla piattaforma. Non pensiate che siccome è un social network che si occupa di lavoro sessuale, tutto sia consentito al suo interno. Al contrario: il codice di condotta di Switter è lungo un chilometro ed enumera in maniera molto dettagliata tutto ciò che non è accettabile: dai minorenni alla xenofobia, dal sessismo alla violenza, dallo stalking al negazionismo dell'olocausto.

L'obiettivo a lungo termine di Assembly Four, spiega Chendo, una delle fondatrici, è quello di "aumentare la sicurezza e il benessere delle lavoratrici sessuali a livello globale. Il lavoro sessuale è un vero lavoro ed è diritto di ciascuno fare ciò che vuole con il proprio corpo".

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