Social

Perché gli Usa portano Facebook in tribunale

Stati e distretti americani avviano una causa contro il gigante social e la sua, teorica ma non troppo, posizione dominante nel mercato digitale

mark-zuckerberg-congresso-usa

Antonino Caffo

-

Otto stati degli Usa hanno annunciato l'avvio di una action class nei tribunali di New York per indagare su comportamenti anticoncorrenziali e non etici da parte di Facebook.

Ecco allora che funzionari statali di Colorado, Florida, Iowa, Nebraska, Carolina del Nord, Ohio e Tennessee hanno unito le forze e, insieme al Distretto di Columbia, stanno portando avanti la loro personale lotta contro il re dei social network.

«Utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per determinare se le azioni di Facebook hanno messo in pericolo i dati dei consumatori, ridotto la qualità delle loro scelte o aumentato il prezzo della pubblicità» ha dichiarato il procuratore generale di New York, Letitia James.

La risposta di Facebook non si è fatta attendere, ricordando come ci sia sempre un certo prezzo da pagare nel voler accrescere la propria identità social, la rete e la presenza online: «Sappiamo che se smettismo di innovare, le persone potrebbero facilmente abbandonare la nostra piattaforma. Questo per far capire la continua voglia di migliorarci che abbiamo, la concorrenza che affrontiamo, non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo».

Facebook ha sempre negato di essere monopolista nel mercato del digitale, riconoscendo che ci sono altri servizi che pure ottengono una vasta quantità di dati dagli iscritti. Ma nulla è comparabile alla creatura di Zuckeberg perciò, la sua presenza viene comunque percepita, toericamente e fattivamente, come monopolista.

La domanda è: dato che la società è ora così grande da non temere nemmeno le eventuali multe che possono arrivare dgli organi legislatori, come l'Unione Europea, cosa possono fare esattamente gli Stati Uniti per far cambiare rotta alla situazione?

La soluzione più ovvia sarebbe quella di far diventare terzi quei servizi che una volta lo erano, come WhatsApp e Instagram, ma di per sé, ciò non farà molta differenza in termini di modalità d'uso da parte degli utenti, che oramai sono pienamente coinvolti nei processi e metodi di fruizione della rete social più grande al mondo.

© Riproduzione Riservata

Commenti