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Perché Facebook ha cambiato il logo

La necessità di distinguere l'azienda dal social network è uno dei motivi dietro una strategia mirata a integrare quest'ultimo con Instagram e WhatsApp, con l'obiettivo di creare un ecosistema che includa piattaforme, servizi e prodotti

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Alessio Caprodossi

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Un logo unico ma con colori diversi per unire, e al contempo distinguere, le tre principali piattaforme del pianeta Facebook. Cioè Instagram e WhatsApp. Il restyling attuato dall’azienda serve a differenziare quest’ultima dal social network da oltre due miliardi di utenti attivi, ma va oltre l’ambito comunicativo perché è un segno del cambio di passo voluto da Mark Zuckerberg, la cui priorità sul medio-lungo periodo è monetizzare l’enorme mole di contatti che gravitano tra i social e l’app di messaggistica. D’ora in poi, dunque, spazio al nuovo tratto distintivo - con la scritta Facebook che guadagna il maiuscolo e alterna la tinta blu (Facebook), verde (WhatsApp) e colorata (Instagram) - con la società che, nella nota pubblicata dal capo del marketing Antonio Lucio, parla di “una soluzione utile per fare chiarezza sui prodotti sotto il controllo di Facebook”.

Una necessità, quest’ultima, sentita in particolare negli Stati Uniti, dove secondo un’indagine del Pew Research Center appena il 29% degli americani è consapevole che Instagram e WhatsApp siano proprietà di Facebook. Da qui l’esigenza di chiarire lo stato della compagnia, che come indicato in passato dal suo fondatore, non è più soltanto una piattaforma, bensì un’azienda digitale e tecnologica che produce visori per la realtà virtuale (Oculus), smart speaker come il Portal e lavora alla moneta virtuale Libra. Scartata l’ipotesi di cambiare nome all’azienda, come fece Google creando Alphabet per includere sotto un unico ombrello tutti i servizi legati al web e i progetti innovativi partoriti a Mountain View, per evitare di far pensare a un tentativo di fuga dai problemi nati con Cambridge Analytica e dagli strascichi relativi alla protezione dei dati personali degli iscritti, il nuovo logo rappresenta una mossa verso l’integrazione delle tre piattaforme annunciato la scorsa primavera.

Per quanto ancora in fase di transizione, la mutazione dello scacchiere societario era apparso chiaro con la fuoriuscita, una dopo l’altra, di tutti i fondatori delle piattaforme acquisite da Facebook: prima Jan Koum e Brain Acton (WhatsApp), seguiti da Kevin Systrom e Mike Krieger (Instagram) e poi da Palmer Luckley e Brendon Iribe (Oculus). Scelte che secondo i diretti interessati sono state accomunate dalla pressione esercitata da Zuckerberg per accelerare lo sviluppo di un ecosistema in cui il social network non sia più il perno ma solo uno degli elementi tra piattaforme, servizi e prodotti utili per continuare ad aumentare i ricavi.

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