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Oggi è il giorno, addio a Google+

Il social network di Google non ci mancherà, per niente; ci ha illuso che potesse esservi vita oltre Facebook e invece no

google plus

Antonino Caffo

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Google+, il grande tentativo del gigante dei motori di ricerca di scommettere sui social è fallito e oggi conta il suo ultimo giorno di lavoro. Google ha dovuto fare i conti con un mercato nelle mani salde di Facebook che, dopo un paio di anni di dovuto riposto (leggasi come una saturazione delle iscrizioni) è tornato a macinare utenti, nonostante i problemi di privacy e di incitamento all'odio.

Le operazioni che porteranno alla dismissione definitiva di Google+ cominciano oggi ma andranno avanti almeno per un paio di mesi, quando cioè la società sposterà i contenuti nei propri archivi, senza renderli più disponibili agli utenti. Anche se la piattaforma non ha mai realmente avuto un successo di pubblico (la battuta è che solo i dipendenti di Google utilizzano la rete e solo perché devono), Plus in qualche modo è riuscito a restare in vita per otto anni. Non esattamente un periodo ridotto se si considera che altri social, come il primo MySpace, sono duranti molto meno.

La multinazionale americana ha deciso di chiudere Plus solo dopo aver scoperto due pesanti violazioni dei dati. Senza queste, probabilmente non saremmo qui a scrivere della notizia ma andremmo avanti a condividere ancora qualcosa su sito e app, più per l'inerzia che per reale convinzione che qualcosa li sopra si muova davvero.

Ad ogni modo, nessuno più può creare profili su Google+, così come gruppi o eventi. La novità è che a partire da oggi non si potrà nemmeno più accedere al proprio account e alle informazioni conservate, che però dovrebbero andare a finire su una pagina pubblica dell'Internet Archive, un portale che conserva la memoria dell'internet che fu, anche per i posteri.

Se quindi ci sono foto o video a cui tenete, meglio buttarsi velocemente sul sito, accedere e scaricare quanto caricato, altrimenti resterà presto nell'oblìo di Big G e niente più. Tuttavia, non tutte le pagine saranno cancellate; rimarranno ad esempio quelle relative alle aziende e agli iscritti che sono anche utenti di G Suite, la piattaforma per il cloud computing e la collaborazione professionale. Una sorta di vetrina insomma, dal dubbio interesse e utilità (se non per fini statistici).

Un destino da considerare sarà quello dei tastini social che ancora oggi appaiono in tanti articoli presenti in rete. Dovranno essere i singoli sviluppatori e gestori a eliminare il plugin, che presto rimanderà ad una pagina vuota e non ai post online. Che fine farà il cosiddetto Sign-in di Google? Impossibile dirlo anche se la funzione, al pari di Facebook Connect, è sempre molto comoda per registrarsi a servizi terzi con un solo click. Probabilmente si verrà reindirizzati al proprio profilo Google, quello che rimarrà in piedi, e legato a Gmail, Maps, YouTube e tutta la restante pletora di soluzioni casalinghe.

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