Roberto Catania

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Per capire perché vostra figlia e tutti i suoi amici adolescenti parlano di Musical.ly avete due possibilità.

La prima, forse la più semplice, consiste nello scaricare l’applicazione da App Store e da Google Play Store e perdere qualche ora di tempo curiosando fra le attività dei muser, così si chiamano gli utenti di questo social network, perlopiù giovani e giovanissimi che cercano di ballare e cantare in playback le canzoni degli artisti famosi.

La seconda, meno immediata ma certamente di maggiore impatto, è accompagnare vostra figlia a uno di quegli eventi che ospitano le esibizioni live dei performer più affermati e prendere coscienza del clima di entusiasmo (ma in alcuni casi si può parlare di vera e propria follia collettiva) che circonda questo mondo.

 

Un fenomeno da 200 milioni di utenti

Nato in Cina nel 2014, Musical.ly è diventato nel giro di soli quattro anni un autentico fenomeno di massa, soprattutto fra i teenager. Lo dicono i numeri - circa 200 milioni di utenti (più di Snapchat), di cui quasi un terzo attivi, 13 milioni di video caricati ogni giorno. 

"Musical.ly piace perché mette insieme due fattori trainanti nel mondo digitale, la musica e i social", spiega a Panorama.it Fabio Betti, fondatore di 2MuchTv, l’agenzia creativa che ha organizzato Muser Battle e DoubleTap, forse i due eventi più importanti dedicati alle esibizioni live delle celebrities di questo social network. "Per i ragazzi è un modo facile per entrare in contatto coi propri coetanei e sfidarli in esibizioni creative, spesso filmate all’interno delle proprie camerette. Il fatto è che non occorre essere necessariamente dei cantanti sopraffini, puntualizza il responsabile, il talento di base per creare un video e cominciare a mettersi alla prova è piuttosto basso".

Merito anche del cosiddetto lip sync, che altro non è che la possibilità di cantare e recitare utilizzando la sincronia labiale. Non meno importante è la componente virale del mezzo che qui è affidata ai cosiddetti “challenge”: "Mentre su YouTube c’è sempre l’empasse di cosa pubblicare, su Musical.ly questo problema non si pone: gli utenti trovano ispirazione dalle sfide che vengono lanciate da altri utenti su alcuni temi specifici".

Muser Battle 2017

Un momento della Muser Battle del 2017 – Credits: 2muchTV

Un nuovo canale (giovane) per gli inserzionisti

Quello che per i ragazzi è in fin dei conti un social divertente e leggero, per le aziende è una gigantesca opportunità di business. Sottolinea Betti: "La grande multinazionale che vuole parlare con i giovani dai 12 ai 20 anni non passa più dalla tv generalista, come poteva essere Italia 1 negli anni ’80 e ’90. Per molti brand oggi è meglio puntare su Musical.ly, Instagram e su tutte quelle piattaforme che permettono non solo di raggiungere un certo tipo di utenza, ma anche di coinvolgerla, creando engagement, interazione. Non è un caso che la spesa a livello di branded content su queste piattaforme raddoppi di anno in anno".

Intorno ai muser si sta sviluppando anche un mercato secondario, che è quello di tutte quelle agenzie che lavorano per intercettare i migliori talenti e aiutarli a sviluppare contenuti di qualità. "Musical.ly è il social all’interno del quale nascono e crescono le star di domani. Non è un caso che tutte le ultime stelle del firmamento Internet tricolore provengano tutte da Musically, creators che magari facevano anche gli YouTuber ma che hanno trovato su Musical.ly la loro dimensione migliore".

È il caso di Luciano Spinelli, 17anne monzese ad oggi più di 4 milioni di fan sulla piattaforma, ma anche di altri muser davvero seguitissimi dalle nostre parti come Elisa Maino, Virginia Montemaggi, Jenny De Nucci, Iris Ferrari, Ambra Cotti, Kessy & Mely, Marco Cellucci, Weedy, Samantha Frison, Eleonora Gaggero, Sofia Dalle Rive, Rosalba Andolfi, Marta Losito.

Negli Stati Uniti, dove il fenomeno Musical.ly è ancora più vasto, i Muser più seguiti hanno platee anche 5-6 volte maggiori. Ariel Martin, in arte Baby Ariel, viaggia spedita verso i 30 milioni di fan, la pagina di Beyoncé su YouTube, giusto per avere un metro di paragone, oggi conta circa 16 milioni di iscritti.

Muser Battle 2017

Un momento della Muser Battle del 2017 – Credits: 2muchTV

Una minaccia per i colossi digitali?

Musical.ly, va detto, non è la sola piattaforma a trainare il fenomeno dei social network musicali. Fra i teen-ager spopola anche Dubsmash, un’applicazione che consente di cantare e ballare sopra motivi di artisti celebri proprio come Musicall.ly, ma a che a differenza di quest'utlima non prevede la componente social (i video si salvano sul rullino fotografico e tuttalpiù possono essere condivisi su Facebook, Instagram e altri social network).

Un’altra piattaforma cinese basata sul playback, Douyin, più nota dalle nostre parti con il nome di Tik Tok, è diventata nei primi tre mesi del 2018 l’applicazione più scaricata del mondo su App Store grazie ai suoi 45 milioni di download (dati Sensor Tower). Meglio di YouTube, WhatsApp e Messenger.

Piccoli e grandi segnali che non sembrano lasciare indifferenti i giganti dell’Olimpo digitale, mai come oggi attenti a monitorare il fenomeno dall’esterno. È di qualche giorno fa la notizia secondo cui Facebook averebbe iniziato a testare una nuova funzionalità per effettuare il lip sync durante le riprese Live. Un modo per intercettare le preferenze dei giovanissimi, ormai sempre più propensi a snobbare il social netork dell'amicizia; o, forse, per bloccare sul nascere un concorrente dal potenziale molto pericoloso.

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