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Perché le notizie false su WhatsApp stanno diventando un problema serio

In alcuni Paesi, è il caso dell’india, le fake news che circolano sulle chat alimentano psicosi che sfociano in episodi di violenza collettiva

Whatsapp

Roberto Catania

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Mandare messaggi gratis, il benefit che ha di fatto schiantato la concorrenza degli SMS, ha anche il suo rovescio della medaglia.

WhatsApp comincia a fare i conti con i primi veri problemi legati al flusso libero e indiscriminato di messaggi sulla sua piattaforma di messaggistica. Uno su tutti: circolano troppi messaggi non verificati, un tam tam sotterraneo di comunicazioni false e tendenziose che in alcuni Paesi sfocia in veri e propri episodi di violenza.

Dalle fake news ai linciaggi: l'India vive il suo dramma "social"

A rilanciare l’allarme sono in queste ore i giornali e le testate online dell’India, uno dei Paesi che sta pagando più a caro prezzo la propagazione di fake news trasmesse a mezzo chat.

L’ultimo caso in ordine di tempo è quello dei cinque agricoltori appartenenti a una comunità nomade del distretto di Dhule, nello stato del Maharashtra, linciati dalla folla perché ritenuti responsabili del rapimento di minori. Le prove? Secondo le testimonianze della polizia raccolte dalla CNN, sarebbero riconducibili ad alcune chat molto dubbie nate per mettere in guardia gli abitanti della zona dalla presenza di stupratori.

Se il governo chiede a WhatsApp di intervenire

Quello di Dhule è solo l’ultimo di una serie di drammatici episodi di violenza alimentati dalla mala-informazione che circola sulle chat private. Solo nel mese di maggio, circa 30 persone avrebbero perso la vita a seguito di notizie virali false sfociate in episodi di linciaggio. Un trend che avrebbe addirittura spinto il governo indiano a chiedere a WhatsApp di prendere provvedimenti per limitare la diffusione di “messaggi irresponsabili ed esplosivi carichi di provocazioni”.

Va da sè che la missione sia pressoché impossibile. Per via dell'ormai noto sistema di crittografia, che rende le chat pressoché inviolabili, anche da parte dello stesso staff di WhatsApp. Senza contare la numerosità del campione in esame: in India ci sono circa 200 milioni di iscritti alla piattaforma, una popolazione troppo ampia per pensare di circoscrivere il contagio generato dalla difusione delle notizie false.

Serve educazione digitale (e più tolleranza verso lo "straniero")

"Anziché incolpare WhatsApp, il governo indiano dovrebbe affrontare i grandi problemi che stanno rendendo la sua popolazione paranoica e vulnerabile alla diffusione virale delle menzogne", ammonisce The Next Web, che suggerisce alle istituzioni del Paese di avviare un percorso di educazione digitale, magari utilizzando proprio WhatsApp come megafono.

Di parere opposto Mohammad Ali, giornalista indiano autore di alcuni libri sul fenomeno dei linciaggi nel suo paese, per il quale il problema andrebbe ricercato non nella carenza di educazione digitale, bensì nella crescita vertiginosa del senitmento nazionalista, una tendenza che starebbe portando sempre più persone a scagliarsi in maniera violenta verso immigrati e membri di comunità straniere.

"L'idea è quella di prendere di mira chiunque sembri diverso", ha detto lo scrittore. "Ciò rientra in un discorso di nazionalismo e di estrema polarizzazione che consuma chiunque sia visto come l'altro".

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